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In 146mila potranno votare il referendum

In 146mila potranno votare il referendum
Altro 15 Aprile 2016 ore 17:52

BIELLA - E’ composto da 146.620 persone il corpo elettorale della Provincia di Biella che domenica sarà chiamato alle urne per il referendum sulle trivelle. Di questi 76.775 sono donne, mentre 69.845 sono uomini. Nella sola città di Biella  saranno 35.383 gli elettori chiamati alle urne. I seggi, che in tutta la provincia saranno 214, apriranno alle 7 del mattino e chiuderanno alle 24. Perché il referendum sia valido servirà raggiungere il quorum. Ciononostante i presidenti di seggio e gli scrutatori saranno comunque tenuti a scrutinare tutte le schede, anche se la soglia di validità non verrà raggiunta.

Come la pensano i politici biellesi riguardo al quesito posto dal referendum?  Andranno a votare o preferiranno astenersi? Marco Cavicchioli, sindaco di Biella, non ha dubbi: «Andrò sicuramente a votare, è un diritto importante che abbiamo acquisito e non ho mai saltato un appuntamento elettorale». Sulla sua scelta, invece, spiega: «Devo ancora terminare di documentarmi, anche se credo che voterò “Sì”». Certo di partecipare alla chiamata alle urne anche il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo: «Da sindaco e da presidente è mio dovere andare a votare. Cosa? Non mi esprimo, vale il segreto dell’urna...». Molto più deciso il deputato di Lega Nord, Roberto Simonetti che, dopo tutti gli scandali legati al petrolio, è convinto che il referendum abbia anche un forte valore politico: «Andrò a votare e voterò sì. Oltre che per i motivi politici, anche per la tutela ambientale». Il consigliere regionale Gilberto Pichetto, è invece convinto diversamente. «Il gas - dice - deve essere utilizzato, per questo andrò a votare e mi esprimerò con un “no”». L’altro consigliere regionale biellese, Vittorio Barazzotto, invece, spiega: «Andrò a votare e dirò “sì”, anche se non mi piace molto il quesito nel modo in cui è stato formulato».

Non intende, invece, partecipare al referendum la senatrice Nicoletta Favero, che così motiva la sua decisione: «Non andrò a votare non perché io aderisca in modo pedissequo al suggerimento del mio partito, ma perché arriviamo da un periodo di terrorismo e confusione, nel quale non c’è stata un’informazione precisa. Non credo si tratti di un quesito da porre con un referendum, in quanto la gente non è fornita dei dati necessari. Sono, comunque, convinta che nessuno intenda rinunciare alla comodità moderna: chi dice “no” dovrebbe essere pronto a tornare alle candele».

«Andrò a votare e voterò sì - dichiara invece il sindaco di Cossato, Claudio Corradino -, ritengo giusto che entro le 12 miglia non si trivelli. Invito chi ha qualcosa da dire a questo Governo ad andare a votare sì, per dare un segnale ad un primo ministro così arrogante da ritenere che gli italiani siano un popolo di pecoroni al suo servizio». Voterà invece “no” il capodelegazione del Soccorso Alpino, Claudio Negro «perché ritengo che non si possano cambiare le carte in tavola. Non penso sia giusto interrompere le trivellazioni già in atto, piuttosto bisogna non avviarne di nuove. Trovo sia un referendum inutile, che serve solo a sprecare i soldi dei cittadini».

Enzo Panelli

BIELLA - E’ composto da 146.620 persone il corpo elettorale della Provincia di Biella che domenica sarà chiamato alle urne per il referendum sulle trivelle. Di questi 76.775 sono donne, mentre 69.845 sono uomini. Nella sola città di Biella  saranno 35.383 gli elettori chiamati alle urne. I seggi, che in tutta la provincia saranno 214, apriranno alle 7 del mattino e chiuderanno alle 24. Perché il referendum sia valido servirà raggiungere il quorum. Ciononostante i presidenti di seggio e gli scrutatori saranno comunque tenuti a scrutinare tutte le schede, anche se la soglia di validità non verrà raggiunta.

Come la pensano i politici biellesi riguardo al quesito posto dal referendum?  Andranno a votare o preferiranno astenersi? Marco Cavicchioli, sindaco di Biella, non ha dubbi: «Andrò sicuramente a votare, è un diritto importante che abbiamo acquisito e non ho mai saltato un appuntamento elettorale». Sulla sua scelta, invece, spiega: «Devo ancora terminare di documentarmi, anche se credo che voterò “Sì”». Certo di partecipare alla chiamata alle urne anche il presidente della Provincia, Emanuele Ramella Pralungo: «Da sindaco e da presidente è mio dovere andare a votare. Cosa? Non mi esprimo, vale il segreto dell’urna...». Molto più deciso il deputato di Lega Nord, Roberto Simonetti che, dopo tutti gli scandali legati al petrolio, è convinto che il referendum abbia anche un forte valore politico: «Andrò a votare e voterò sì. Oltre che per i motivi politici, anche per la tutela ambientale». Il consigliere regionale Gilberto Pichetto, è invece convinto diversamente. «Il gas - dice - deve essere utilizzato, per questo andrò a votare e mi esprimerò con un “no”». L’altro consigliere regionale biellese, Vittorio Barazzotto, invece, spiega: «Andrò a votare e dirò “sì”, anche se non mi piace molto il quesito nel modo in cui è stato formulato».

Non intende, invece, partecipare al referendum la senatrice Nicoletta Favero, che così motiva la sua decisione: «Non andrò a votare non perché io aderisca in modo pedissequo al suggerimento del mio partito, ma perché arriviamo da un periodo di terrorismo e confusione, nel quale non c’è stata un’informazione precisa. Non credo si tratti di un quesito da porre con un referendum, in quanto la gente non è fornita dei dati necessari. Sono, comunque, convinta che nessuno intenda rinunciare alla comodità moderna: chi dice “no” dovrebbe essere pronto a tornare alle candele».

«Andrò a votare e voterò sì - dichiara invece il sindaco di Cossato, Claudio Corradino -, ritengo giusto che entro le 12 miglia non si trivelli. Invito chi ha qualcosa da dire a questo Governo ad andare a votare sì, per dare un segnale ad un primo ministro così arrogante da ritenere che gli italiani siano un popolo di pecoroni al suo servizio». Voterà invece “no” il capodelegazione del Soccorso Alpino, Claudio Negro «perché ritengo che non si possano cambiare le carte in tavola. Non penso sia giusto interrompere le trivellazioni già in atto, piuttosto bisogna non avviarne di nuove. Trovo sia un referendum inutile, che serve solo a sprecare i soldi dei cittadini».

Enzo Panelli