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Il vecchio mulino di Magnano torna a macinare vita

Il vecchio mulino di Magnano torna a macinare vita
Altro 06 Gennaio 2016 ore 01:11

MAGNANO - E’ rinato quasi per caso il mulino di Magnano. Una storia antica, che include tante storie, quelle di un paese intero, della Grande guerra, di periodi floridi e meno floridi. Un’attività e un luogo che hanno ripreso vita grazie a Pietro Ottino, desideroso di percorrere a ritroso la narrazione di famiglia sino ad arrivare al 1938, ossia a quando Felicita Carrea Ottino inizia la produzione recuperando le macine da un vecchio mulino di Donato.

L’attività prosegue incessantemente sino agli anni ’80 del secolo scorso, portata avanti dal figlio di Felicita, Giovanni, e da sua moglie Livia. Dopo circa trent’anni di inattività, il loro figlio Pietro, decide di riattivare il mulino. Realizza un’importante ristrutturazione e dona al mulino di Magnano la stessa atmosfera che si è respirata al suo interno nel corso del 1900. Manca solo un passo: tornare a macinare con le antiche pietre. E così dopo aver provato a coinvolgere altri soggetti, Pietro trova la preziosa collaborazione del figlio Ludovico e decide di riprendere la tradizione di famiglia, aiutato da artigiani esperti che curano la messa a punto delle macine. Nasce così il “Vecchio Mulino 1938”, che in breve tempo e non senza parecchie rifiniture in corso d’opera, oggi produce vari tipi di farine di mais ed oltre ai locali di lavorazione, lo stabile si completa con una sala espositiva di mezzi agricoli della tradizione, costruita a fini didattici, e un cortile a disposizione per la realizzazione di eventi, congressi e manifestazioni in generale. La passione di Ludovico, unita alla lungimiranza e alla volontà di realizzare un prodotto sempre più a chilometro zero, ricercando mais autoctoni e tutt’altro che scontati, assieme all’abilità commerciale di Pietro in breve tempo rendono la farina del Vecchio Mulino 1938 un prodotto presente nelle migliori gastronomie e negozi di prodotti enogastronomici.

Passo dopo passo quella che è rinata come un’attività part time sta crescendo. La cura dei dettagli, le confezioni realizzate in collaborazione con le telerie di Mongrando, le etichette, il materiale informativo e la ricerca costante della materia prima di qualità già oggi sono sufficienti per costituire una macinazione a pietra di qualità. Ma padre e figlio non pensano di fermarsi qui, Spiega Ludovico: «Stiamo provando ad immaginare la riscoperta delle coltivazioni autoctone, con la collaborazione di agricoltori locali. Ma la selezione non è semplice, così come l’ottenimento dell’alta qualità di cui necessitiamo. Sarebbe bello completare la nostra produzione ancora più a chilometro zero. Ci stiamo lavorando, magari proveremo ad iniziare con una linea di prodotto speciale e poi vedremo».

R.E.B.

MAGNANO - E’ rinato quasi per caso il mulino di Magnano. Una storia antica, che include tante storie, quelle di un paese intero, della Grande guerra, di periodi floridi e meno floridi. Un’attività e un luogo che hanno ripreso vita grazie a Pietro Ottino, desideroso di percorrere a ritroso la narrazione di famiglia sino ad arrivare al 1938, ossia a quando Felicita Carrea Ottino inizia la produzione recuperando le macine da un vecchio mulino di Donato.

L’attività prosegue incessantemente sino agli anni ’80 del secolo scorso, portata avanti dal figlio di Felicita, Giovanni, e da sua moglie Livia. Dopo circa trent’anni di inattività, il loro figlio Pietro, decide di riattivare il mulino. Realizza un’importante ristrutturazione e dona al mulino di Magnano la stessa atmosfera che si è respirata al suo interno nel corso del 1900. Manca solo un passo: tornare a macinare con le antiche pietre. E così dopo aver provato a coinvolgere altri soggetti, Pietro trova la preziosa collaborazione del figlio Ludovico e decide di riprendere la tradizione di famiglia, aiutato da artigiani esperti che curano la messa a punto delle macine. Nasce così il “Vecchio Mulino 1938”, che in breve tempo e non senza parecchie rifiniture in corso d’opera, oggi produce vari tipi di farine di mais ed oltre ai locali di lavorazione, lo stabile si completa con una sala espositiva di mezzi agricoli della tradizione, costruita a fini didattici, e un cortile a disposizione per la realizzazione di eventi, congressi e manifestazioni in generale. La passione di Ludovico, unita alla lungimiranza e alla volontà di realizzare un prodotto sempre più a chilometro zero, ricercando mais autoctoni e tutt’altro che scontati, assieme all’abilità commerciale di Pietro in breve tempo rendono la farina del Vecchio Mulino 1938 un prodotto presente nelle migliori gastronomie e negozi di prodotti enogastronomici.

Passo dopo passo quella che è rinata come un’attività part time sta crescendo. La cura dei dettagli, le confezioni realizzate in collaborazione con le telerie di Mongrando, le etichette, il materiale informativo e la ricerca costante della materia prima di qualità già oggi sono sufficienti per costituire una macinazione a pietra di qualità. Ma padre e figlio non pensano di fermarsi qui, Spiega Ludovico: «Stiamo provando ad immaginare la riscoperta delle coltivazioni autoctone, con la collaborazione di agricoltori locali. Ma la selezione non è semplice, così come l’ottenimento dell’alta qualità di cui necessitiamo. Sarebbe bello completare la nostra produzione ancora più a chilometro zero. Ci stiamo lavorando, magari proveremo ad iniziare con una linea di prodotto speciale e poi vedremo».

R.E.B.