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Il trenino Biella-Oropa tra i luoghi del cuore del Fai più votati

Emerge dalla classifica provvisoria

Il trenino Biella-Oropa tra i luoghi del cuore del Fai più votati
Biella Città, 23 Luglio 2020 ore 12:10

Il trenino Biella-Oropa tra i luoghi del cuore del Fai più votati. Emerge dalla classifica provvisoria.

Il trenino Biella-Oropa tra i luoghi più votati


È una grande storia d’amore
: quella che lega gli italiani alle bellezze culturali e paesaggistiche del loro territorio. Un racconto senza tempo di cui il FAI – Fondo Ambiente Italiano sta scrivendo proprio ora un nuovo capitolo grazie alla decima edizione del censimento “I Luoghi del Cuore” promosso in collaborazione con Intesa Sanpaolo e attraverso il quale fino al 15 dicembre 2020 sarà possibile votare i propri luoghi italiani più amati e in questo modo permettere loro di essere conosciuti, tutelati e valorizzati come meritano. Un progetto a cui era molto affezionata anche la fondatrice e Presidente Onoraria del FAI Giulia Maria Crespi, scomparsa pochi giorni fa, che vedeva nei “luoghi del cuore” degli straordinari “comunicatori di Bellezza, punti di Riferimento, ispiratori di Gioia, risvegliatori di nascoste Pulsioni Spirituali di cui tutti noi al giorno d’oggi abbiamo più che mai bisogno”.

Il censimento

Lanciato il 6 maggio, dopo due mesi di isolamento forzato e in un momento molto delicato per l’Italia, il censimento ha riscosso fin dai primi giorni un enorme successo: a una settimana dal via erano arrivati al FAI più di100.000 voti e oggi, dopo due mesi e mezzo, sono oltre 650.000 più del doppio rispetto a quelli registrati a luglio della precedente edizione la maggior parte dei quali effettuati tramite il sito del progetto www.iluoghidelcuore.it. Una dimostrazione tangibile del fatto che i cittadini hanno interpretato questa iniziativa non solo come un modo per riavvicinarsi virtualmente a luoghi cari legati alla vita quotidiana o a preziosi ricordi personali, di cui hanno sentito la mancanza nei tanti giorni confinati in casa, ma anche come una ripartenza culturale e sociale che ha permesso di riappropriarsi di un orizzonte positivo, in cui proiettare desideri, speranze eun rinnovato impegno civico. Non è un caso che più di 250 comitati spontanei si siano già mobilitati per raccogliere voti a favore di luoghi importanti per le rispettive comunità, in modo da proteggerli, renderne nota la bellezza e garantirgli un futuro.


Un’edizione da record, dunque, in cui stanno giungendo segnalazioni per tantissimi luoghi del cuore” – per ora se ne contano oltre 30.000, dei quali circa 100 hanno superato la ragguardevole soglia di 1.000 voti raccolti e delle tipologie più varie: dai castelli alle ferrovie storiche, dalle aree naturali e archeologiche ai borghi, dai complessi religiosi alle ville, dalle piazze ai giardini, dai teatri agli osservatori astronomici fino ad arrivare a un trampolino olimpionico in disuso a Cortina d’Ampezzo. Ognuno di essi offre un piccolo ma significativo spaccato del nostro Paese, della sua bellezza variegata, a volte ferita da incuria e abbandono, ma che merita sempre di essere conosciuta e valorizzata e che deve essere curata e protetta; è l’Italia del patrimonio diffuso, punteggiato di mille possibilità di visita, che in questa estate diversa da ogni altra chiede più che mai di essere percorsa escoperta.

A oggi il luogo in Piemonte al primo posto della classifica provvisoria (classifica provvisoria completa su www.iluoghidelcuore.it) è la Ferrovia delle Meraviglie Cuneo-Ventimiglia-Nizza, una straordinaria opera dell’ingegno umano che sfida i limiti fisici – in meno di 50 km in linea d’aria supera un dislivello di mille metri – per creare un ardito collegamento tra territori e nazioni, pensata e realizzata quasi due secoli fa per unire l’Italia alla Francia, il Piemonte alla Liguria, i monti al mare, la pianura alla costa.  Nonostante la sua spettacolarità e l’utilità per tutte le persone che ne usufruiscono, dagli anni Ottanta del Novecento la linea ferroviaria non è stata sufficientemente valorizzata e sostenuta. Malgrado i considerevoli investimenti per la sua messa in sicurezza, è mancata una vera e propria politica di rilancio, con un inevitabile declino e una drastica riduzione delle corse (attualmente 2 al giorno), ma anche un’incombente minaccia di chiusura, acuita dalla doppia gestione italiana/francese. Eppure questa è la “Ferrovia delle Meraviglie”, inserita nel 2016 dalla rivista tedesca Hörzu tra le dieci linee ferroviarie più belle del mondo. I tre comitati: “Amici del Treno delle Meraviglie”, “Amici della Ferrovia Cuneo Ventimiglia Nizza” e “Amis du Train desMerveilles auspicano, attraverso l’attivazione a “I Luoghi del Cuore”, un potenziamento della linea ferroviaria e la suavalorizzazione. La ferrovia Cuneo-Ventimiglia-Nizza rientra nellaclassifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

Numerosi voti stanno giungendo anche quest’anno per il Lago d’Orta e il suo ecosistema, bacino di grande bellezza incastonato tra le Prealpi, a cavallo tra la provincia di Novara e quella del Verbano-Cusio-Ossola, ma altresì noto per il grave avvelenamento che subì nel 1926. Gli scarichi di rame e solfato d’ammonio dell’industria tessile Bemberg, che produceva rayon, lo resero invivibile per la maggior parte degli organismi presenti. L’equilibrio ambientale è stato a oggi solo in parte ripristinato dall’intervento di liming, l’abbattimento di acidità e metalli con carbonato di calcio che ha avuto luogo alla fine degli anni Ottanta.A seguito del risultato ottenuto al censimento 2018, FAI e Intesa Sanpaolo hanno scelto di finanziare un progetto innovativo messo a punto dal CNR ISE, che permetterà di risanare i sedimenti di una parte del litorale mediante l’utilizzo di cozze di acqua dolce, che avranno anche la funzione di biosentinelle. L’intervento, pronto a partire, è slittato alla primavera 2021 a causa dell’emergenza Covid-19.

Molto segnalata l’antichissima Abbazia della Sacra di San Michele di Sant’Ambrogio di Torino (TO), costruita tra il 983 e il 987 sulla cima del Monte Pirchiriano, a 40 km dal capoluogo piemontese. Dall’alto dei suoi torrioni si possono ammirare Torinoe la Val di Susa. Dedicata al culto dell’Arcangelo Michele, è parte della via di pellegrinaggio di oltre 2.000 km che collega Mont Saint-Michel, in Francia, con Monte Sant’Angelo, in Puglia. Da oltre 185 anni è amministrata e custodita dai Padri Rosminiani, che con la loro presenza hanno contribuito alla sua crescita e al suo mantenimento. Nel 1980 Umberto Eco si ispirò parzialmente a questa suggestiva abbazia, in origine benedettina, per ambientare il suo più celebre romanzo, Il nome della rosa. Conserva ambienti di grande importanza storica e artistica, dallo Scalone dei Morti, al Portale dello Zodiaco e una splendida tavola del pittore quattrocentesco Defendente Ferrari. La Sacra era stata danneggiata da un incendio nel 2018, a cui sono però seguiti tempestivamente lavori di restauro, e viene votata per renderla più nota e valorizzata.Il bene rientra nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”.

Stanno arrivando tanti voti per il Trenino Biella–Oropa, attivo dal 1911 al 1958 su una linea tramviaria interurbana chiamata “l’ardita d’Italia”, che collegava Biella con il più importante Santuario Mariano delle Alpi. Cessato il servizio ferroviario e rimossi i binari nel 1958, oggi rimane il tracciato su cui si sviluppa un sentiero pedonale.  Il comitato Amici del Trenino BiellaOropa si sta occupando dello studio per il recupero del vecchio tracciato e del relativo progetto di collegamento con Biella, attraversando le località del Parco della Burcina e del Favaro, nell’ottica di una più ampia opera di valorizzazione e rilancio della Valle di Oropa. Il Trenino Biella-Oropa è inserito nella classifica speciale “Italia sopra i 600 metri”

Numerose segnalazioni anche per i Casoni dei Risciotti (AL), un piccolo aggregato di tre fabbricati situati a 997 metri sul livello del mare tra Magioncalda, frazione di Carrega Ligure, e il paese abbandonato di Chiapparo, in quella porzione di Appennino Ligure detta delle “Quattro Province”, che tocca i territori di Alessandria, Genova, Pavia e Piacenza. I “casoni” sono antichi essiccatoi ormai in disuso, utilizzati fino alla metà del secolo scorso per far seccare le castagne raccolte nei boschi circostanti. L’edificio principale, più grande e meglio conservato, si sviluppa su tre piani, mentre gli altri due fabbricati sono ridotti a ruderi. Il sentiero che porta ai casoni fa parte del “Cammino dei Ribelli”, un percorso di 130 km che narra di banditi e partigiani, contadini e camminatori. Il comitato Risciotti al Futuro, composto da ragazzi originari del territorio, si sta impegnando per il ripristino dell’essiccatoio, in modo da poterlo utilizzare nel ciclo di produzione della farina di castagne, come da tradizione locale. Il luogo rientra nella classifica speciale “Italiasopra i 600 metri”

E ancora, grande l’attenzione registrata per l’Ospedale e la Chiesa di Ignazio Gardella ad Alessandria, precoce esempio di architettura razionalista che sorge nel parco annesso all’ex sanatorio antitubercolare Vittorio Emanuele III, ora Centro Riabilitativo Polifunzionale Teresio Borsalino. Il cantiere del sanatorio prende avvio negli anni Venti del Novecento e assiste a un passaggio di testimone tra il padre Arnaldo Gardella e il giovane figlio Ignazio, che inizia a lavorare per la realizzazione della piccola chiesa. Ignazio la plasma secondo un lessico innovativo, intriso di riferimenti internazionali e che si discosta, senza rinnegarlo, dal codice novecentista paterno. È la torre campanariaposta in facciata l’elemento che maggiormente caratterizza l’edificio e che manifesta l’adesione a un nuovo modo di “fare architettura”. Diversi sono i comitati – “Azienda Ospedaliera di Alessandria, Il cuore dei Circensi per la chiesa di Ignazio Gardella, Insieme per Alessandria, Le scuole del territorio custodi della memoria viva delle opere di Ignazio Gardella nati per tutelare questo importante ospedale e la sua chiesa, che necessita di un intervento di recupero, e per valorizzare la figura di Ignazio Gardella. Il luogo è inserito nella classifica speciale dei “Luoghi storici della salute”.

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