Il testamento biologico è legge: «Ora i registri»

Il testamento biologico è legge: «Ora i registri»
16 Dicembre 2017 ore 12:48

C’è anche un caso biellese tra quelli che sono ricordati negli ultimi giorni e che hanno portato all’approvazione della legge sul testamento biologico. Si tratta della storia di Adolfo Baravaglio, di Pray, mancato nel 2008 dopo anni di sofferenza.  Era immobilizzato a letto dal 1989, a causa di un incidente stradale. Il caso di Baravaglio, insieme a quello di Welby e di tante altre persone, ha portato all’approvazione della nuova legge sul testamento biologico. Una legge voluta da molti che, però, si porta dietro una serie di polemiche. Come quelle sollevate da Fratelli d’Italia che ieri sera ha organizzato una serata dedicata al delicato tema. 
«Adesso che la legge è stata approvata, è necessario che venga istituito il registro nazionale e che i comuni istituiscano gli appositi registri comunali in cui i cittadini che lo vorranno potranno depositare le proprie disposizioni anticipate di trattamento così da renderle ufficiali» sottolinea Nathalie Pisano, dell’Associazione Adelaide Aglietta
La senatrice Nicoletta Favero (nella foto) spiega così il voto favorevole al disegno di legge: «Avevamo l’obiettivo di evitare sia l’accanimento terapeutico, sia ogni pratica di suicidio assistito ed eutanasia, e così è. Il fatto che suicidio assistito ed eutanasia non siano esplicitamente escluse è irrilevante, poiché una pratica è consentita solo se espressamente prevista per legge, e ciò non è. Chi vorrà esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari potrà ora farlo, ma si tratta di una facoltà. Verosimilmente non saranno in molti a farlo, ma è giusto consentirlo. Per la grandissima parte delle situazioni, dove le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) non saranno espresse, continuerà ad esservi una virtuosa alleanza tra medico, paziente e fiduciario».

C’è anche un caso biellese tra quelli che sono ricordati negli ultimi giorni e che hanno portato all’approvazione della legge sul testamento biologico. Si tratta della storia di Adolfo Baravaglio, di Pray, mancato nel 2008 dopo anni di sofferenza.  Era immobilizzato a letto dal 1989, a causa di un incidente stradale. Il caso di Baravaglio, insieme a quello di Welby e di tante altre persone, ha portato all’approvazione della nuova legge sul testamento biologico. Una legge voluta da molti che, però, si porta dietro una serie di polemiche. Come quelle sollevate da Fratelli d’Italia che ieri sera ha organizzato una serata dedicata al delicato tema. 
«Adesso che la legge è stata approvata, è necessario che venga istituito il registro nazionale e che i comuni istituiscano gli appositi registri comunali in cui i cittadini che lo vorranno potranno depositare le proprie disposizioni anticipate di trattamento così da renderle ufficiali» sottolinea Nathalie Pisano, dell’Associazione Adelaide Aglietta
La senatrice Nicoletta Favero (nella foto) spiega così il voto favorevole al disegno di legge: «Avevamo l’obiettivo di evitare sia l’accanimento terapeutico, sia ogni pratica di suicidio assistito ed eutanasia, e così è. Il fatto che suicidio assistito ed eutanasia non siano esplicitamente escluse è irrilevante, poiché una pratica è consentita solo se espressamente prevista per legge, e ciò non è. Chi vorrà esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari potrà ora farlo, ma si tratta di una facoltà. Verosimilmente non saranno in molti a farlo, ma è giusto consentirlo. Per la grandissima parte delle situazioni, dove le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) non saranno espresse, continuerà ad esservi una virtuosa alleanza tra medico, paziente e fiduciario».

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