Il tecnico storico di Pallacanestro Biella premiato dal Comune

Il tecnico storico di Pallacanestro Biella premiato dal Comune
Altro 23 Marzo 2017 ore 19:49

BIELLA - Il legame di Pallacanestro Biella con la Città è forte, tanto che l’Amministrazione guidata dal sindaco Marco Cavicchioli ha inteso renderle omaggio valorizzando il lavoro prezioso, ma non certo alla luce quotidiana dei riflettori, come quello svolto col settore giovanile, fiore all’occhiello del Club, recentemente valorizzato anche con l’assegnazione dell’Oscar del basket italiano, il Premio Reverberi. Il responsabile del vivaio che ha consentito in passato e tuttora permette alla prima squadra di sostenere il campionato di serie A con risorse umane cresciute internamente è Federico Danna, 60 anni, valdostano, cresciuto a Torino e trapiantato a Biella con la famiglia, ormai dal lontano 1994. La sua iscrizione nell’Albo d’Onore della Città di Biella è stata certificata «con gratitudine... per aver portato generazioni di giocatori a essere non solo giocatori in progresso ma anche uomini migliori», sancita tra gli applausi e un po’ di commozione durante il Consiglio comunale di martedì pomeriggio a Palazzo Oropa, è un riconoscimento al lavoro svolto con dedizione negli anni, ma non certo concluso.

Ecco il suo discorso integrale di ringraziamento: «E’ un onore, una cosa assolutamente inaspettata, per un allenatore di settore giovanile credo che sia una onorificenza veramente rara e quindi ringrazio l’Amministrazione Comunale, la mia Società che ci ha consentito di lavorare un certo modo, arrivando a conseguire risultati sia sportivi sia umani. Uso il plurale, non perchè mi sono messo a parlare come il Papa, ma perchè penso che nel momento in cui vengo premiato io, vengano premiati anche tutti gli allenatori che hanno collaborato con me quest’anno e negli anni passati. Per me è particolarmente significativo che nella menzione d’onore siano stati citati, oltre che i meriti sportivi, anche l’aspetto educativo. Sono cresciuto in un oratorio Salesiano dove si faceva sport perchè al suo interno ci sono valori educativi che non sempre in altre situazioni che potrebbero essere teoricamente più educative riescono però a mettere dentro. Questo per me è stato un qualcosa che anche quando ho allenato la Serie A, mi sono portato dietro, perchè lo sport per me non può essere legato solo ad aspetti tecnici e fisici. Un ragazzo, come un giocatore adulto con qualità morali e umane  importanti sarà sempre un giocatore migliore. Poi non tutti arriveranno a giocare in Serie A, ma facendo sport in questo modo speriamo sempre che ne abbiano tratto beneficio per quella che sarà la loro vita. Grazie ancora».

Gabriele Pinna

BIELLA - Il legame di Pallacanestro Biella con la Città è forte, tanto che l’Amministrazione guidata dal sindaco Marco Cavicchioli ha inteso renderle omaggio valorizzando il lavoro prezioso, ma non certo alla luce quotidiana dei riflettori, come quello svolto col settore giovanile, fiore all’occhiello del Club, recentemente valorizzato anche con l’assegnazione dell’Oscar del basket italiano, il Premio Reverberi. Il responsabile del vivaio che ha consentito in passato e tuttora permette alla prima squadra di sostenere il campionato di serie A con risorse umane cresciute internamente è Federico Danna, 60 anni, valdostano, cresciuto a Torino e trapiantato a Biella con la famiglia, ormai dal lontano 1994. La sua iscrizione nell’Albo d’Onore della Città di Biella è stata certificata «con gratitudine... per aver portato generazioni di giocatori a essere non solo giocatori in progresso ma anche uomini migliori», sancita tra gli applausi e un po’ di commozione durante il Consiglio comunale di martedì pomeriggio a Palazzo Oropa, è un riconoscimento al lavoro svolto con dedizione negli anni, ma non certo concluso.

Ecco il suo discorso integrale di ringraziamento: «E’ un onore, una cosa assolutamente inaspettata, per un allenatore di settore giovanile credo che sia una onorificenza veramente rara e quindi ringrazio l’Amministrazione Comunale, la mia Società che ci ha consentito di lavorare un certo modo, arrivando a conseguire risultati sia sportivi sia umani. Uso il plurale, non perchè mi sono messo a parlare come il Papa, ma perchè penso che nel momento in cui vengo premiato io, vengano premiati anche tutti gli allenatori che hanno collaborato con me quest’anno e negli anni passati. Per me è particolarmente significativo che nella menzione d’onore siano stati citati, oltre che i meriti sportivi, anche l’aspetto educativo. Sono cresciuto in un oratorio Salesiano dove si faceva sport perchè al suo interno ci sono valori educativi che non sempre in altre situazioni che potrebbero essere teoricamente più educative riescono però a mettere dentro. Questo per me è stato un qualcosa che anche quando ho allenato la Serie A, mi sono portato dietro, perchè lo sport per me non può essere legato solo ad aspetti tecnici e fisici. Un ragazzo, come un giocatore adulto con qualità morali e umane  importanti sarà sempre un giocatore migliore. Poi non tutti arriveranno a giocare in Serie A, ma facendo sport in questo modo speriamo sempre che ne abbiano tratto beneficio per quella che sarà la loro vita. Grazie ancora».

Gabriele Pinna