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Il sindaco “regala” al Comune 8mila euro

Il sindaco “regala” al Comune 8mila euro
Altro Grande Biella, 10 Agosto 2015 ore 08:27

OCCHIEPPO INFERIORE - Il sindaco di Occhieppo Inferiore, Monica Mosca, ha rinunciato a una parte dell’indennità relativa al suo mandato per gli anni 2014 e 2015. In totale, circa 8mila euro, al lordo delle imposte. «L’ho fatto e, se non fosse che la questione è stata sollevata dalla minoranza nel corso dell’ultimo consiglio comunale, avrei preferito che non si sapesse», dice il sindaco. Che aggiunge: «Ho deciso, in piena autonomia, di rinunciare a parte della mia indennità, dal momento che ho un doppio ruolo, sia come lavoratore dipendente sia come lavoratore con partita Iva. Non è una cosa della quale mi vanto perché il tutto è dettato da una necessità. Atti come questi possono assumere una motivazione demagogica. Comunque l’indennità si chiama così perché serve a coprire spese e disagi inerenti un ruolo di responsabilità. Sia chiaro che a livello comunale nessuno si arricchisce». 

Per il sindaco, quindi, la sua rinuncia non deve essere intesa soltanto come un gesto di liberalità: «Diciamo piuttosto che, in un periodo di crisi come questo, e ravvisandosi la necessità di operare piccoli interventi, ho pensato di decurtarmi l’indennità: la somma a cui ho rinunciato è stata lasciata in bilancio, ma senza una destinazione specifica. Pronta per essere utilizzata per qualunque scopo».

I permessi retribuiti. E’ però sul capitolo “permessi retribuiti” che Monica Mosca vuole sgomberare il campo da ogni dubbio. «Né io né i miei assessori dice il sindaco prendiamo permessi retribuiti pagati dal Comune. Due di loro, Marco Baietto (vicesindaco) e Rosa Rozzi, lavorando rispettivamente per la Provincia e per il Comune di Benna, non hanno diritto ai permessi, essendo già dipendenti pubblici (a loro spetta, semmai, una compensazione in termini di ore lavorate). Gli altri due assessori della mia giunta, Marco Baresi e Stefania Maffei, pur essendo dipendenti di aziende private, non hanno mai richiesto permessi ai loro datori di lavoro: ogni volta che si sono dovuti assentare dal lavoro per impegni derivanti dalla lorocarica di assessore, hanno preso ferie».

Lara Bertolazzi

OCCHIEPPO INFERIORE - Il sindaco di Occhieppo Inferiore, Monica Mosca, ha rinunciato a una parte dell’indennità relativa al suo mandato per gli anni 2014 e 2015. In totale, circa 8mila euro, al lordo delle imposte. «L’ho fatto e, se non fosse che la questione è stata sollevata dalla minoranza nel corso dell’ultimo consiglio comunale, avrei preferito che non si sapesse», dice il sindaco. Che aggiunge: «Ho deciso, in piena autonomia, di rinunciare a parte della mia indennità, dal momento che ho un doppio ruolo, sia come lavoratore dipendente sia come lavoratore con partita Iva. Non è una cosa della quale mi vanto perché il tutto è dettato da una necessità. Atti come questi possono assumere una motivazione demagogica. Comunque l’indennità si chiama così perché serve a coprire spese e disagi inerenti un ruolo di responsabilità. Sia chiaro che a livello comunale nessuno si arricchisce». 

Per il sindaco, quindi, la sua rinuncia non deve essere intesa soltanto come un gesto di liberalità: «Diciamo piuttosto che, in un periodo di crisi come questo, e ravvisandosi la necessità di operare piccoli interventi, ho pensato di decurtarmi l’indennità: la somma a cui ho rinunciato è stata lasciata in bilancio, ma senza una destinazione specifica. Pronta per essere utilizzata per qualunque scopo».

I permessi retribuiti. E’ però sul capitolo “permessi retribuiti” che Monica Mosca vuole sgomberare il campo da ogni dubbio. «Né io né i miei assessori dice il sindaco prendiamo permessi retribuiti pagati dal Comune. Due di loro, Marco Baietto (vicesindaco) e Rosa Rozzi, lavorando rispettivamente per la Provincia e per il Comune di Benna, non hanno diritto ai permessi, essendo già dipendenti pubblici (a loro spetta, semmai, una compensazione in termini di ore lavorate). Gli altri due assessori della mia giunta, Marco Baresi e Stefania Maffei, pur essendo dipendenti di aziende private, non hanno mai richiesto permessi ai loro datori di lavoro: ogni volta che si sono dovuti assentare dal lavoro per impegni derivanti dalla lorocarica di assessore, hanno preso ferie».

Lara Bertolazzi

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