Il presidente del Tribunale ai ragazzi: «Attenti ai social»

Il presidente del Tribunale ai ragazzi: «Attenti ai social»
Altro 25 Ottobre 2015 ore 09:16

BIELLA - È stato il primo di una serie di eventi relativi al tema della legalità, che la dirigenza del liceo Scientifico “Avogadro” di Biella proporrà ai suoi studenti nel corso dell’anno. L’incontro con Claudia Ramella Trafighet, presidente del Tribunale di Biella, è caduto in vista di una ricorrenza densa di significato, nota come Giornata Europea della Giustizia Civile. E ha avuto come interlocutori i ragazzi delle classi quinte dell’istituto. 

Argomento della lezione tenuta da Ramella Trafighet, aperta dal preside Dino Gentile e seguita dall’intervento sul diritto romano e l’Europa tenuto dell’avvocato Daniela Giraudo, il mondo virtuale che, oggi, rappresenta una fetta importante della quotidianità dei giovanissimi. Ma che, al contempo, nasconde pericoli di non facile lettura. 

Cellulari, Internet, social network e motori di ricerca. Il discorso del presidente del Tribunale di Biella è partito proprio da un click, quel «click che basta per entrare nella vita di una persona». E che si porta dietro, di conseguenza, questioni delicate: il concetto di privacy, di diritto all’anonimato, fino al funzionamento dei giornali on line.

Sullo sfondo, differenti legislazioni, al di là e al di qua dell’Atlantico, che nella vita di tutti i giorni si trovano spesso in contrasto. Se negli Stati Uniti è vero che - ha spiegato Ramella Trafighet - esiste una definizione di privacy molto diversa da quella europea, perché negli States la privacy si trova a fare i conti con la libertà di espressione e la libertà di cronaca mentre nel Vecchio Continente simboleggia i diritti della persona, è anche vero che «tutti i social network che vengono usati sono di tutela americana, sotto la giurisdizione dello Stato della California ad esempio». In altre parole, in aperto contrasto con la tutela dei consumatori europea. Fotografie di minori postate con noncuranza, il diritto all’oblio in relazione agli archivi sempre aperti dei giornali on line, la cyber-moneta per accedere ai giochi elettronici. Gli esempi forniti agli studenti dello Scientifico di Biella valgono per tutti i ragazzi che usano il mezzo Internet. Ma che devono anche imparare a sfruttarlo nel modo migliore. 

La raccomandazione del presidente del Tribunale, di conseguenza, è stata questa: «State attenti alle informazioni che inserite nei vostri siti, alle chat, ai social network. La mia preoccupazione è che non facciate attenzione a con chi chattate o a cosa postate, perché i mezzi del cybermondo possono dare tanto, come toglierci la dignità e libertà personale».  

G.B.  

BIELLA - È stato il primo di una serie di eventi relativi al tema della legalità, che la dirigenza del liceo Scientifico “Avogadro” di Biella proporrà ai suoi studenti nel corso dell’anno. L’incontro con Claudia Ramella Trafighet, presidente del Tribunale di Biella, è caduto in vista di una ricorrenza densa di significato, nota come Giornata Europea della Giustizia Civile. E ha avuto come interlocutori i ragazzi delle classi quinte dell’istituto. 

Argomento della lezione tenuta da Ramella Trafighet, aperta dal preside Dino Gentile e seguita dall’intervento sul diritto romano e l’Europa tenuto dell’avvocato Daniela Giraudo, il mondo virtuale che, oggi, rappresenta una fetta importante della quotidianità dei giovanissimi. Ma che, al contempo, nasconde pericoli di non facile lettura. 

Cellulari, Internet, social network e motori di ricerca. Il discorso del presidente del Tribunale di Biella è partito proprio da un click, quel «click che basta per entrare nella vita di una persona». E che si porta dietro, di conseguenza, questioni delicate: il concetto di privacy, di diritto all’anonimato, fino al funzionamento dei giornali on line.

Sullo sfondo, differenti legislazioni, al di là e al di qua dell’Atlantico, che nella vita di tutti i giorni si trovano spesso in contrasto. Se negli Stati Uniti è vero che - ha spiegato Ramella Trafighet - esiste una definizione di privacy molto diversa da quella europea, perché negli States la privacy si trova a fare i conti con la libertà di espressione e la libertà di cronaca mentre nel Vecchio Continente simboleggia i diritti della persona, è anche vero che «tutti i social network che vengono usati sono di tutela americana, sotto la giurisdizione dello Stato della California ad esempio». In altre parole, in aperto contrasto con la tutela dei consumatori europea. Fotografie di minori postate con noncuranza, il diritto all’oblio in relazione agli archivi sempre aperti dei giornali on line, la cyber-moneta per accedere ai giochi elettronici. Gli esempi forniti agli studenti dello Scientifico di Biella valgono per tutti i ragazzi che usano il mezzo Internet. Ma che devono anche imparare a sfruttarlo nel modo migliore. 

La raccomandazione del presidente del Tribunale, di conseguenza, è stata questa: «State attenti alle informazioni che inserite nei vostri siti, alle chat, ai social network. La mia preoccupazione è che non facciate attenzione a con chi chattate o a cosa postate, perché i mezzi del cybermondo possono dare tanto, come toglierci la dignità e libertà personale».  

G.B.