Il no all’ice-park surriscalda gli animi

Il no all’ice-park surriscalda gli animi
04 Dicembre 2014 ore 13:28

Sono bastati pochi giorni. E quella che, a detta di numerosi appassionati e di tanti amanti della montagna, sarebbe  potuta diventare una concreta occasione di rilancio turistico per la valle Cervo si è trasformata in un déjà vu dal sapore campanilistico.

Un vespaio istituzional-burocratico che non ha solo affossato l’intero progetto, ma ha anche buttato al vento i soldi che avrebbero dovuto finanziarlo. Cinquantamila euro bell’e pronti, assegnati dal Gruppo di azione locale a seguito di un bando e di una selezione che proprio a quel progetto aveva attribuito il massimo dei fondi erogabili. Insomma, risultato: l’idea di realizzare un ice-park, una grande palestra per l’arrampicata su ghiaccio nel canyon che sovrasta Desate, è naufragata. E ora di quell’idea, promossa in consiglio comunale a Rosazza dal consigliere di minoranza Francesca Delmastro delle Vedove, non resta che la polemica che inevitabilmente le farà seguito per qualche tempo. Perchè Francesca Delmastro non vuole arrendersi: e dopo aver idealmente chiesto le dimissioni della giunta di Campiglia, al cui consiglio comunale si deve il rifiuto, ora risponde punto su punto alle motivazioni addotte dal sindaco campigliese Pier Luigi Touscoz per giustificare il diniego. Ma non solo. In arrivo c’è anche la richiesta di una presa di posizione decisa da parte degli operatori turistici. Il tutto mentre il popolo di Facebook si accende, e condanna unanimemente il rifiuto di dar vita al progetto: «Perché – si legge – siamo stufi dell’immobilismo biellese: qui ogni volta che si propone qualcosa in grado di smuovere le cose e di ridare vita al territorio si finisce sempre per dire no. Non c’è mai voglia di mettere insieme le forze per guardare avanti».

La partita si gioca sostanzialmente sulle ragioni che il sindaco Touscoz ha messo in luce, in una nota, per motivare il no. Da un lato, il malinteso burocratico:  «Il comune di Campiglia Cervo non è stato invitato per discutere sulla iniziativa ed eventualmente condividerne il progetto», afferma il sindaco, chiarendo che «non c’erano previsioni nei programmi della mia lista (e neppure nell’altra) interventi di valorizzazione turistica nell’area oggetto del progetto ice-park per aderire al bando Gal». Un mancato coinvolgimento che Francesca Delmastro motiva intanto con un «disguido tecnico di due giorni» sull’attribuzione catastale del terreno, e poi ricordando «di aver tentato un contatto con il sindaco una decina di giorni prima del voto per il tramite di un consigliere di minoranza del suo Comune. Ma il sindaco ha tagliato corto. Nessun incontro».

Svariate poi le eccezioni tecniche sollevate da Touscoz, che parla di mancanza di «uno studio nivologico che evidenzi lo stato valanghivo sulla zona    interessata», nonché di «un rilievo su possibili massi instabili o placche che potrebbero distaccarsi». E ancora – afferma spiegando di aver fatto un sopralluogo sul posto e di essersi informato «presso un professionista esperto e conoscitore della zona»  – «ho osservato che le cascate di ghiaccio che si formano in natura sono fruibili dagli appassionati a loro esclusivo rischio ma nel caso in cui un privato o una amministrazione interviene con interventi strutturali, in caso di incidente viene chiamato in causa il responsabile del territorio (il sindaco) e tutti coloro che hanno contribuito ed avvallato l’opera e nel caso di uno sport estremo quale si identifica l’ice climbing non c’è da sottovalutare possibili rischi ed incidenti». Quindi Touscoz conclude ricordando che «esiste al lago della Vecchia in comune di Sagliano una bellissima cascata di ghiaccio che si forma naturalmente all’inizio del torrente Cervo, pertanto non è necessario raggiungere Ceresole o Cogne per praticare detto sport».   

Dura la risposta  di Francesca Delmastro, che dapprima mette in dubbio il sopralluogo del sindaco («le immagini che ha mostrato in Consiglio, mi riferiscono essere fotografie di tutt’altro luogo») e poi attacca   nel merito, affrontando l’importante tema della responsabilità: «Esistono altri parchi simili in giro per l’Italia – chiarisce -. I casi son due: o altri amministratori sono dei folli e andrebbero messi tutti in galera oppure forse esiste il modo di affrontare pure quel problema… basterebbe un atteggiamento diverso.  Aggiungo che nessun medico per nessuna malattia prescive l’obbligo di fare l’amministratore. Quel compito presuppone esattamente l’assunzione di responsabilità». In ogni caso, conclude: «Era intenzione dell’amministrazione di dare in gestione il parco ad una associazione, come avviene in tutti gli altri siti simili, con tanto di copertura assicurativa». E chiude: «Si può analizzare ogni aspetto con l’obiettivo finale di trovare una soluzione oppure si può andare alla ricerca di mille cavilli per dire di no. Quest’ultima è stata la strada intrapresa dal sindaco di Campiglia, che ha fatto perdere un’ottima occasione per la Valle Cervo e 50mila euro al Comune di Rosazza».

Intanto, mentre Facebook continua a discutere del caso, la palla passa agli operatori turistici, e in particolare all’Azienda turistica locale, cui Francesca Delmastro lancia un appello: «L’Atl – afferma – dovrebbe essere l’ente preposto allo sviluppo turistico del territorio. Nulla da dire in merito alla vicenda Ice Park? Occasione sprecata o pericolo scampato?».

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