Il mercatino di Natale “a invito” fa litigare gli ambulanti

Il mercatino di Natale “a invito” fa litigare gli ambulanti
05 Dicembre 2017 ore 13:29

BIELLA – Luci della festa, ma ombre del sospetto, sul mercatino di Natale organizzato ai giardini Zumaglini di Biella  per le domeniche 17 e 24 dicembre. L’evento, che quest’anno è curato da Apa, sta scatenando non poche polemiche tra gli ambulanti di piazza Falcone: alcuni di loro lamentano di non essere stati nemmeno avvertiti della possibilità di partecipare al mercato natalizio. «Siccome è la prima edizione che organizziamo – spiega il presidente di Apa, Sergio Mauretto – gli espositori potranno partecipare su invito dell’associazione».
Un’iniziativa per nulla piaciuta agli esclusi, che ha finito per sollevare malcontento tra gli ambulanti del mercato di piazza Falcone e inasprire ancora di più gli animi, che  sono già tesi da tempo.
Il mercatino, che negli anni passati è  stato organizzato dal Comune di Biella, nel 2016 era stato curato da Ascom Fiva. Quest’anno, però, il presidente, Michelangelo Trotta, ha rinunciato ad occuparsi della kermesse. Si è subito fatta avanti Apa Biella, che ha chiesto al Comune la possibilità di potersi occupare di quella manifestazione, ormai diventata tradizione delle domeniche pre-festive.
Il permesso – ufficioso – da parte dell’assessorato competente, è giunto soltanto una decina di giorni fa. La richiesta di Apa, deve  tuttavia ancora essere vagliata dalla giunta comunale. L’associazione guidata da Mauretto, nel frattempo, si è messa al lavoro: per non trovarsi impreparata al momento del via libera della Giunta, Apa ha iniziato a far pervenire, ad alcuni ambulanti di piazza Falcone, gli inviti a partecipare al mercato natalizio: «I tempi stringono – spiega il presidente Apa – ogni giorno è prezioso».
In poche ore Mauretto ha raccolto molte  adesioni ed ora è quasi tutto pronto per il mercato natalizio: «Nei prossimi giorni – spiega – faremo stampare anche i volantini da distribuire in città per pubblicizzare l’evento al meglio». Il mercatino, che sembra a tutti gli effetti organizzato per favorire “pochi eletti”,  ha creato malcontento tra chi è stato escluso. Diversi ambulanti si sono rivolti ad Ascom: «Il criterio adottato da Apa – spiega Michelangelo Trotta di Fiva – di favorire gli associati a discapito degli altri ambulanti, non è piaciuto. So che alcuni soggetti si sono lamentati  direttamente con l’assessore La Malfa».
La legge a riguardo parla chiaro: «La normativa – spiega ancora Trotta – prevede che in una manifestazione di carattere fieristico i criteri siano stabiliti dall’ente organizzatore. Tuttavia, quando si tratta di fiere mercato, la precedenza viene sempre data a chi ha maggiore anzianità di iscrizione alla Camera di commercio, considerando anche la “Dante causa”, ovvero si prende in considerazione anche la data in cui è stata emessa la prima autorizzazione al commercio».
Il mercato “ad invito” non è proprio piaciuto: «Il criterio – spiega Trotta –  della libera presentazione delle domande e della graduatoria classica era, senza dubbio, più equo per tutti. Abbiamo tutti lo stesso diritto a lavorare, che si faccia parte di un’associazione, di un’altra, o di nessuna».
«La cosa migliore – interviene a riguardo Angelo Sacco, presidente di Confesercenti –  è che queste iniziative siano sempre organizzate direttamente dall’amministrazione comunale. Il Comune deve rispettare le graduatorie e gli altri parametri previsti, e per questo è in grado di occuparsene in modo  ineccepibile».
 Shama Ciocchetti

BIELLA – Luci della festa, ma ombre del sospetto, sul mercatino di Natale organizzato ai giardini Zumaglini di Biella  per le domeniche 17 e 24 dicembre. L’evento, che quest’anno è curato da Apa, sta scatenando non poche polemiche tra gli ambulanti di piazza Falcone: alcuni di loro lamentano di non essere stati nemmeno avvertiti della possibilità di partecipare al mercato natalizio. «Siccome è la prima edizione che organizziamo – spiega il presidente di Apa, Sergio Mauretto – gli espositori potranno partecipare su invito dell’associazione».
Un’iniziativa per nulla piaciuta agli esclusi, che ha finito per sollevare malcontento tra gli ambulanti del mercato di piazza Falcone e inasprire ancora di più gli animi, che  sono già tesi da tempo.
Il mercatino, che negli anni passati è  stato organizzato dal Comune di Biella, nel 2016 era stato curato da Ascom Fiva. Quest’anno, però, il presidente, Michelangelo Trotta, ha rinunciato ad occuparsi della kermesse. Si è subito fatta avanti Apa Biella, che ha chiesto al Comune la possibilità di potersi occupare di quella manifestazione, ormai diventata tradizione delle domeniche pre-festive.
Il permesso – ufficioso – da parte dell’assessorato competente, è giunto soltanto una decina di giorni fa. La richiesta di Apa, deve  tuttavia ancora essere vagliata dalla giunta comunale. L’associazione guidata da Mauretto, nel frattempo, si è messa al lavoro: per non trovarsi impreparata al momento del via libera della Giunta, Apa ha iniziato a far pervenire, ad alcuni ambulanti di piazza Falcone, gli inviti a partecipare al mercato natalizio: «I tempi stringono – spiega il presidente Apa – ogni giorno è prezioso».
In poche ore Mauretto ha raccolto molte  adesioni ed ora è quasi tutto pronto per il mercato natalizio: «Nei prossimi giorni – spiega – faremo stampare anche i volantini da distribuire in città per pubblicizzare l’evento al meglio». Il mercatino, che sembra a tutti gli effetti organizzato per favorire “pochi eletti”,  ha creato malcontento tra chi è stato escluso. Diversi ambulanti si sono rivolti ad Ascom: «Il criterio adottato da Apa – spiega Michelangelo Trotta di Fiva – di favorire gli associati a discapito degli altri ambulanti, non è piaciuto. So che alcuni soggetti si sono lamentati  direttamente con l’assessore La Malfa».
La legge a riguardo parla chiaro: «La normativa – spiega ancora Trotta – prevede che in una manifestazione di carattere fieristico i criteri siano stabiliti dall’ente organizzatore. Tuttavia, quando si tratta di fiere mercato, la precedenza viene sempre data a chi ha maggiore anzianità di iscrizione alla Camera di commercio, considerando anche la “Dante causa”, ovvero si prende in considerazione anche la data in cui è stata emessa la prima autorizzazione al commercio».
Il mercato “ad invito” non è proprio piaciuto: «Il criterio – spiega Trotta –  della libera presentazione delle domande e della graduatoria classica era, senza dubbio, più equo per tutti. Abbiamo tutti lo stesso diritto a lavorare, che si faccia parte di un’associazione, di un’altra, o di nessuna».
«La cosa migliore – interviene a riguardo Angelo Sacco, presidente di Confesercenti –  è che queste iniziative siano sempre organizzate direttamente dall’amministrazione comunale. Il Comune deve rispettare le graduatorie e gli altri parametri previsti, e per questo è in grado di occuparsene in modo  ineccepibile».
 Shama Ciocchetti

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