Il ladro della Trony si era fatto chiudere dentro

15 Marzo 2010 ore 12:58

(15 mar) Si era fatto chiudere nel negozio Trony del Centro acquisti di Masserano uno dei ladri che la notte tra il 5 e il 6 marzo scorsi hanno rubato migliaia di euro in telefoni cellulari, navigatori satellitari, videocamere e fotocamere digitali, computer portatili, oltre a svuotare il registratore di cassa della moneta per circa 200 euro. Si era fatto chiudere nel negozio Trony del Centro acquisti di Masserano uno dei ladri che la notte tra il 5 e il 6 marzo scorsi hanno rubato migliaia di euro in telefoni cellulari, navigatori satellitari, videocamere e fotocamere digitali, computer portatili, oltre a svuotare il registratore di cassa della moneta per circa 200 euro. I carabinieri sono riusciti ad arrestare due dei ladri, entrambi originari della Romania e provenienti da Torino, Dinu Morar, 24 anni, e Sebastian Bodo, 29 anni. I due sono subito comparsi davanti al giudice Lorenzo Fornace che ha convalidato l’arresto. Difesi dall’avvocato Enrico Melis, hanno preferito scegliere la via del patteggiamento e se la sono cavata con una pena tutto sommato mite a un anno tondo di reclusione a testa più 200 euro di multa con la condizionale. Il giudice ha alla fine ordinato la confisca della Renault Laguna sulla quale i due sono stati bloccati dai carabinieri mentre si stavano cambiando i vestiti dopo essersi in un primo momento nascosti in un bosco ed essersi di conseguenza sporcati e bagnati. I ladri – stando alla confessione rilasciata ai militari dai due rumeni arrestati e alle immagini registrate dalle telecamere dell’impianto a circuito chiuso – erano in quattro, due dei quali sono riusciti a darsela a gambe portandosi appresso dei borsoni pieni di refurtiva.
Dai carabinieri arriva un consiglio ai commercianti. Attenzione a controllare bene che all’interno degli esercizi commerciali non sia rimasto nessuno dopo la chiusura. E’ proprio grazie a questo metodo, infatti, che il colpo da Trony è riuscito. I quattro rumeni sono entrati a ridosso dell’orario di chiusura e hanno fatto un giro tra gli scaffali. Uno di loro si è quindi fatto chiudere all’interno. Aveva con sé un telefono cellulare. Così, all’ora pattuita, i complici, dall’esterno, gli hanno inviato un “sms” per avvertirlo che erano pronti e di aprire una delle uscite di sicurezza per farli entrare. L’allarme volumetrico del negozio è entrato in azione. Nel frattempo, però, il rumeno rimasto chiuso dentro, aveva già aperto parecchie vetrine e aveva accumulato tutta la merce che la gang si era imposta di rubare durante il giro di ricognizione. Sono così bastati pochi minuti per arraffare l’arraffabile, uscire e scappare. Le indagini non sono ovviamente concluse. Sono infatti parecchi gli elementi nelle mani degli investigatori (immagini, presunti nomi e cognomi, descrizioni, bar che sono soliti frequentare nei pressi della stazione di Porta Nuova) che potrebbero consentire di identificare anche gli altri due ladri.

15 marzo 2010

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