La storia

Il dott. Guido Fusaro dell’Asl di Biella: “Io, ricoverato per polmonite da Covid-19”

In una lettera inviata ai colleghi del Pronto Soccorso e dei reparti Covid il dottor Guido Fusaro, già direttore di neuropsichiatria infantile dell’Asl di Biella, racconta la sua esperienza vissuta in prima persona.

Il dott. Guido Fusaro dell’Asl di Biella: “Io, ricoverato per polmonite da Covid-19”
Altro Biella Città, 27 Novembre 2020 ore 08:30

In una lettera inviata ai colleghi del Pronto Soccorso e dei reparti Covid il dottor Guido Fusaro, già direttore di neuropsichiatria infantile dell’Asl di Biella, racconta la sua esperienza vissuta in prima persona.

 Guido Fusaro: “Io, ricoverato per polmonite da Covid-19”

“Sono stato ricoverato per polmonite da Covid 19 con insufficienza respiratoria nella prima metà di novembre, dopo una decina di giorni di cure a domicilio e quando, con tutta evidenza, la malattia stava arrivando al “Bivio”. Fortunatamente sono stato aiutato a prendere la strada giusta e la sofferenza è stata più legata alla paura e ai pensieri che ti vengono in tale situazione che alle problematiche strettamente fisiche.
Nella mia permanenza al Pronto Soccorso e poi in Reparto sono rimasto molto colpito da chi (medici, infermieri, OSS) si è preso cura di me.
Nessun commento o lamentela su quello che a me, da quanto vedevo e da quanto sapevo dalle notizie che mi arrivavano, era evidente: che erano sotto pressione, per l’intenso lavoro e per coprire i turni, perché anche loro non sono immuni dal rischio di poter diventare positivi al virus, che la situazione di emergenza si stava trascinando da tempo e che il periodo di fronte a loro è così lungo che non se ne vedono la fine. Disponibili, concentrati, pacati e sicuri nel comunicare e nell’operare, attenti a coltivare e a mantenere quello spirito di squadra che costituiva un loro ulteriore punto di forza.
Quando sono arrivato in reparto il mio compagno di stanza stava molto male, e dopo alcuni giorni è mancato: di nuovo sono rimasto molto impressionato dalle attenzioni con cui lo hanno circondato, senza infingimenti o piaggerie, e di come l’hanno accompagnato con partecipazione e rispetto finché hanno potuto.
Ne sono uscito con la consolante convinzione che non siamo solo quel Paese litigioso, inconcludente, furbetto descritto dai media, dai social e troppo spesso riflesso nella politica.
Convinzione di cui sono grato quanto quasi delle cure e della guarigione che ho ottenuto”.