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Il buon mangiare con Angelo Angiulli

Il buon mangiare<BR> con Angelo Angiulli
Altro Grande Biella, 24 Ottobre 2012 ore 14:02

In Italia l’etica non è un valore assoluto, ma viene invocata per altri più che per se stessi. È uno sport nazionale molto praticato con altezzosa disinvoltura. Anche il rigore civico che contraddistingue gli abitanti di alcune nazioni al di là delle Alpi, sembra non appartenerci. Giorni fa in un’intervista radiofonica si è fatto riferimento alla legge di stabilità 2013-2015, che farà giustizia dei furbetti delle quote latte, per poi disquisire sui pregi delle strutture agrituristiche. Stimolato, mi sono riletto la legge regionale per constatare che i nobili fini contenuti, a parte i sostanziosi contributi previsti, non sono prioritari rispetto al mero mercimonio di somministrare pasti ben oltre i numeri consentiti.

“L’agriturismo è attività di ospitalità e di somministrazione esercitata da imprenditori agricoli singoli o associati (... omissis ...) connessa e non prevalente rispetto a quella principale di coltivazione, selvicoltura ed allevamento del bestiame, somministrare pasti e bevande con prodotti prevalentemente di produzione propria (... omissis ...) ad un massimo di sessanta persone comprese quelle ospitate. Valorizzare i prodotti tipici e da coltivazioni biologiche, promuovere e tutelare tradizioni ed iniziative culturali del mondo rurale, favorire i rapporti fra città e campagna”. Una meraviglia! Ma chi controlla i  “furbetti dell’agriturismo”, che a parte il limitato numero di polli e galline lasciati razzolare per giustificare la ragione sociale, nutrono nell’anno un impressionante numero di “aficionados”, che fa della ristorazione l'attività prevalente? 

Sfogliatine croccanti con vellutata di castagne per 6 persone: una confezione di pasta sfoglia pronta (quadrata) reperibile al supermercato, castagne gr 800, brandy o rhum cl 5, foglie di alloro 4/5, zucchero gr 50, zucchero a velo vanigliato gr 100.

Cuocere le castagne col sistema caldarroste, dopo averle mondate ricuocerle a fuoco dolce per 40 minuti con lo zucchero il brandy e l’alloro coprendo a filo con acqua. Frullare ed ottenere la vellutata. Dividere in 6 rettangoli la sfoglia, spolverare con abbondante zucchero a velo e cuocere a 180° per 30/40 minuti finché la superficie risulta caramellata. Aprire le sfoglie, farcirle con la vellutata e servire spolverando con lo zucchero a velo.

Angelo Angiulli

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