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I treni biellesi? Lenti come nel 1947

I treni biellesi? Lenti come nel 1947
Altro Biella Città, 25 Gennaio 2013 ore 09:48

 La guerra dei pendolari rischia di creare grandi disservizi. E’ questo il messaggio lanciato dal presidente dell’associazione biellese, Marco Vigliocco, ieri mattina in conferenza stampa. La nascita di un comitato nel novarese, a San Pietro Mosezzo, deciso a chiedere il ripristino delle fermate cancellate a partire da inizio dicembre, quando è entrato in vigore il nuovo orario, non sono proprio piaciute ai biellesi. Che chiedono di non tornare indietro, bensì di agire sul trasporto integrato per collegare quei luoghi dove prima il treno fermava e ora non più.

 Come nel 1947.  La soppressione di alcune fermate intermedie, secondo i pendolari biellesi, «ha portato a risparmi di nove minuti sulla tratta da Biella a Novara. Cinque dovuti alla partenza dei treni che è stata posticipata e quattro lungo la tratta». Poi l’esempio, decisamente imbarazzante visti i tempi. «Abbiamo preso gli orari del 1947 - ha sottolineato Vigliocco - e abbiamo visto che il treno da Biella a Novara, con tutte le fermate, ci impiegava un’ora e sette minuti. Ebbene, prima del cambio di orario di dicembre, nonostante tutti gli investimenti fatti sulla linea e sul materiale rotabile, i tempi di percorrenza erano praticamente gli stessi. Oggi, invece, saltando delle stazioni, si diventa più competitivi». Da qui, però, nascono i guai perché molti pendolari protestano.

Integriamo bus e treni.  La soluzione ai problemi lamentati dagli altri comitati, Vigliocco li ha ben presenti. «Premesso che durante le riunioni avute con la Regione i novaresi non si sono mai visti - ha spiegato il presidente dell’associazione biellese - e ora, dopo più di un mese protestano. Mi sembra che sia un attacco a noi biellesi, una difesa campanilistica dei loro interessi che farà male a tutti i territori. Perché con i tempi di percorrenza di oltre un’ora per giungere a Novara si rischierà di perdere utenza e, conseguentemente, di perdere anche la linea. Dunque sarebbe più utile promuovere politiche di trasporto integrate tra bus e treni. Con orari che consentano ai cittadini di utilizzare i pullman per recarsi alle stazioni servite e salire sul treno. Se non si troverà questo tipo di soluzione torneremo davvero al 1947».

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