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I sindaci chiedono concretezza

I sindaci<BR> chiedono concretezza
Altro Grande Biella, 10 Agosto 2012 ore 17:16

«Che prefisso si fa per telefonare a Salussola? Mica lo 015... E allora, siamo biellesi o no? Io dico che tutto sommato lo siamo, ma di serie b». La butta un po’ sul ridere Carlo Cabrio, sindaco di Salussola, altro paese dall’identità territoriale complessa. Ma sulla questione del futuro della Provincia di Biella, parla sul serio.

«A tutte le riunioni pubbliche viene sottolineato che il Biellese è un territorio montano. E noi che siamo in pianura, allora, non siamo biellesi? - insiste il sindaco, di professione imprenditore -. Senza contare che il mio paese confina con ben tre Comuni della Provincia di Vercelli,  con cui molti residenti si sentono legati. Io sono nato a Biella e mi sento biellese. Però qui, nella Bassa, dal punto di vista economico, per esempio, siamo legati con Vercelli o al massimo con Novara dalla notte dei tempi. E cito ovviamente la coltivazione del riso, che porta molte persone del posto alle fiere agricole di Vercelli e di Novara. Pure io come imprenditore guardo verso Novara, che mi pare molto più avanti di noi... Sono mezzi milanesi, hanno infrastrutture e risorse». E qui Cabrio spiega perché non crede ad un ritorno al passato: «Biella e Vercelli insieme fanno un quartiere di Milano. Perché tornare indietro? Cosa contavamo, allora? E’ un film già visto. Meglio far parte di una nuova provincia, grande, importante, nella quale poi ci si gioca le proprie carte per pesare nelle scelte strategiche che contano».

Qui, in Basso... «L’identità è spesso una questione personale. Il paese è pieno di residenti che hanno lavorato all’Olivetti di Ivrea, quindi che hanno un legame particolare con il Canavese - assicura il sindaco di Roppolo, Giorgio Boltri -. O al contrario che hanno lavorato nelle aziende tessili biellesi e che quindi si sentono del Biellese. Io arrivo da Cerrione, quindi non mi sento certo Vercellese o Torinese. Dopodiché questo tema è importante, ma secondario rispetto al nostro futuro come territorio». E quindi: «Mi interessa relativamente in quale Provincia finiremo. Mi preme che le nostre caratteristiche vengano riconosciute e rispettate. Sia Novara sia Vercelli devono essere consapevoli che qui c’è una lago, una bellezza naturale non comune, delle risorse turistiche e ne devono tenere conto. Questo conta. Così come il discorso dei rifiuti e della discarica. Su questo vorrei rassicurazioni e informazioni. Chi si fa carico di tutto questo, meglio e di più? Novara o Vercelli? Questo è importante per il nostro futuro».

Giù, al Nord... Scetticismo a Coggiola, dove il sindaco Ginaluca Foglia Barbisin dice: «Sinceramente le Province mi paiono enti deboli, con ruoli non ben definiti. Per cosa bisogna scegliere tra Biella e Vercelli? Per asfaltare delle strade? Allora è un dibattito di poco conto. Io non ho visto grandi opere da parte dell’ente provinciale, sicuramente per la crisi e la mancanza di soldi. Quindi non riesco ad appassionarmi troppo al dibattito». «Identità? Anche se siamo un Comune di confine, con molti abitanti che guardano alla Valsesia, credo sia il Biellese il nostro punto di riferimento. La storia industriale legata al tessile ha impresso un legame troppo importante per essere cancellato con un colpo di spugna, anche se pure Quarona e Borgosesia sono stati centri di grande rilevanza -  spiega l’amministratore -. Futuro? Tornare con Vercelli o andare con Novara, dipende quindi dai vantaggi concreti che i nostri territori potranno avere subito e in futuro».
 
Confini. «Siamo un Comune al confine tra le due province - spiega il sindaco di Villanova Biellese, Gianni Bosio -. Qual è il nome del nostro comune? E quindi sull’identità non c’è molto da aggiungere, anche se la nostra economia è tutta rivolta al Vercellese. Io stesso sono un agricoltore. E quindi per me il punto di riferimento è Vercelli. In generale direi, comunque, che i residenti si dividono a metà, tra chi si sente biellese e chi vercellese. Fusione? Tema complesso. Di sicuro la Provincia di Biella, con le poche risorse che aveva, serviva a poco. Io dico, Vercelli, con Novare si rischia di essere inghiotti».
 

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