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I 103 anni di Lucia Greggio

I 103 anni di  Lucia Greggio
Altro Grande Biella, 02 Gennaio 2014 ore 10:46

Lucia Zamira Greggio è stata festeggiata nei giorni scorsi dai familiari più stretti per i suoi 103 anni, ancora ben portati, compiuti lo scorso 15 dicembre. L’arzilla nonnina, era nata in quel giorno del 1910 a Monselice (Padova), quarta di 14 fratelli. La donna, come diversi altri suoi congiunti, risiede a Cossato dal 1943, è nubile e ha sempre lavorato come baby-sitter.

La sua vita. «Non mi sono sposata e non ho avuto figli, - spiega  - ma, nella mia vita, ho allevato diversi bambini, facendo loro, ugualmente, da mamma con tanto affetto!». «Dapprima - racconta -  ho fatto la domestica e la bambinaia presso la famiglia di Celeste Fila, uno dei titolari della Filatura Fratelli Fila, la cui abitazione, allora, si trovava nella attuale via Martiri Libertà, seguendo, dapprima i figli e poi anche i loro genitori. Poi sono stata alle dipendenze della famiglia di Ettore Fileppo della Filatura di Crosa, dove sono rimasta fino al 1972, anno in cui sono andata in pensione, e mi sono trasferita in via Barazze 37, dove ancora adesso abito. In entrambi i casi, vivevo in famiglia, delle quali, in pratica, mi sono sempre sentita di far parte».
 
In pensione. Da allora, la nonnina, ancor oggi lucida e autosufficiente, ha sempre vissuto dove si trova adesso, e con lei c’è la nipote Leda Zambolin. Lucia Zamira Greggio, che ha più solo una sorella, Anna, che abita a Casapinta, ha ben 15 nipoti diretti viventi (fra i quali il presidente onorario dell'associazione dei donatori di sangue Fidas, Roberto Greggio) e venti cugini (fra i quali l’attore Ezio Greggio), e diversi altri parenti, con le loro famiglie.

I ricordi. «Ho sempre scolpiti nella mia mente i bombardamenti e le varie rappresaglie che ci sono stati durante la seconda guerra mondiale. Mi ricordo ancora molto bene - conclude la nonnina - diversi episodi veramente molto drammatici e, in certi frangenti, ho anche rischiato seriamente di perdere la vita. Spero che cose simili non abbiano ad accadere mai più».
Franco Graziola

Lucia Zamira Greggio è stata festeggiata nei giorni scorsi dai familiari più stretti per i suoi 103 anni, ancora ben portati, compiuti lo scorso 15 dicembre. L’arzilla nonnina, era nata in quel giorno del 1910 a Monselice (Padova), quarta di 14 fratelli. La donna, come diversi altri suoi congiunti, risiede a Cossato dal 1943, è nubile e ha sempre lavorato come baby-sitter.

La sua vita. «Non mi sono sposata e non ho avuto figli, - spiega  - ma, nella mia vita, ho allevato diversi bambini, facendo loro, ugualmente, da mamma con tanto affetto!». «Dapprima - racconta -  ho fatto la domestica e la bambinaia presso la famiglia di Celeste Fila, uno dei titolari della Filatura Fratelli Fila, la cui abitazione, allora, si trovava nella attuale via Martiri Libertà, seguendo, dapprima i figli e poi anche i loro genitori. Poi sono stata alle dipendenze della famiglia di Ettore Fileppo della Filatura di Crosa, dove sono rimasta fino al 1972, anno in cui sono andata in pensione, e mi sono trasferita in via Barazze 37, dove ancora adesso abito. In entrambi i casi, vivevo in famiglia, delle quali, in pratica, mi sono sempre sentita di far parte».
 
In pensione. Da allora, la nonnina, ancor oggi lucida e autosufficiente, ha sempre vissuto dove si trova adesso, e con lei c’è la nipote Leda Zambolin. Lucia Zamira Greggio, che ha più solo una sorella, Anna, che abita a Casapinta, ha ben 15 nipoti diretti viventi (fra i quali il presidente onorario dell'associazione dei donatori di sangue Fidas, Roberto Greggio) e venti cugini (fra i quali l’attore Ezio Greggio), e diversi altri parenti, con le loro famiglie.

I ricordi. «Ho sempre scolpiti nella mia mente i bombardamenti e le varie rappresaglie che ci sono stati durante la seconda guerra mondiale. Mi ricordo ancora molto bene - conclude la nonnina - diversi episodi veramente molto drammatici e, in certi frangenti, ho anche rischiato seriamente di perdere la vita. Spero che cose simili non abbiano ad accadere mai più».
Franco Graziola

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