Ha ucciso la madre con venti colpi di mannaia

07 Aprile 2010 ore 22:56

(7 apr) L’ha uccisa con una ventina di colpi di una piccola mannaia, nel sonno. Il dramma familiare di Sagliano Micca in Valle del Cervo, appena sopra Biella, dove sabato scorso Gabriella Gubernati, 57 anni, ha ammazzato la madre ottanduenne, Elide Bellinchiodo, é stato ricostruito tra domenica e lunedì dai carabinieri. E’ stato un raptus dovuto a un crollo psicologico, alla stanchezza per avere vissuto gli ultimi sei mesi con la madre che non era più autosufficiente se non nell’alimentarsi. Dopo avere colpito a morte l’anziana nel letto, l’omicida ha scritto una decina di lettere, indirizzate ai parenti e alle autorità, per spiegare il suo gesto disperato e chiedere perdono. Ora la casalinga biellese è in carcere, a Vercelli, mentre sull’anziana deve ancora essere fatta l’autopsia preventiva al via libera ai funerali che dovrebbero tenersi sabato.
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L’ha uccisa con una ventina di colpi di una piccola mannaia, nel sonno. Il dramma familiare di Sagliano Micca in Valle del Cervo, appena sopra Biella, dove sabato scorso Gabriella Gubernati, 57 anni, ha ammazzato la madre ottanduenne, Elide Bellinchiodo, é stato ricostruito tra domenica e lunedì dai carabinieri. E’ stato un raptus dovuto a un crollo psicologico, alla stanchezza per avere vissuto gli ultimi sei mesi con la madre che non era più autosufficiente se non nell’alimentarsi. Dopo avere colpito a morte l’anziana nel letto, l’omicida ha scritto una decina di lettere, indirizzate ai parenti e alle autorità, per spiegare il suo gesto disperato e chiedere perdono. Ora la casalinga biellese è in carcere, a Vercelli, mentre sull’anziana deve ancora essere fatta l’autopsia preventiva al via libera ai funerali che dovrebbero tenersi sabato.
Dopo il delitto la donna ha telefonato al cognato che a sua volta ha avvertito gli altri parenti e i carabinieri. Gabriella Gubernati, sposata, con un figlio, negli ultimi mesi aveva lasciato la famiglia, dove tornava solo per pranzo nei giorni del fine settimana, per accudire l’anziana madre, sempre più malata. Una fatica accettata con sopportazione nei primi tempi, ma che giorno dopo giorno ne ha minato la resistenza psicologica fino al dramma che si è consumato sabato mattina, tra le 8 e le 8,30.
La comunità di Sagliano Micca è scossa da questo delitto ed sperime solidarietà. Il paese era già balzato agli onori della cronaca nera quattordici anni fa per il suicidio di un’intera famiglia accusata di pedofilia. Era il giugno del 1996 e Sagliano Micca, poco più di 1.600 abitanti a 7 chilometri dalla città, divenne famosa per il ritrovamento dei cadaveri di Attilio F., della moglie Alba R. e dei figli Guido e Maria Cristina, accusati di abusi sessuali sui rispettivi nipoti e figli. I loro corpi privi di vita vennero trovati nel garage di casa, nell’abitacolo dell’auto invasa dai gas di scarico. Sul cruscotto, un biglietto: «Quattro morti innocenti per colpa della giustizia». Due giorni prima, all’udienza del processo contro di loro, i due piccoli avevano confermato le accuse nei loro confronti. Il caso venne formalmente chiuso dalla magistratura un mese dopo per improcedibilità.
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7 aprile 2010

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