Gli enti pubblici nell’ex ospedale

Gli enti pubblici nell’ex ospedale
06 Luglio 2017 ore 19:05

BIELLA –  La Regione Piemonte ha sottoscritto un’intesa con l’Agenzia del Demanio per la valorizzazione del patrimonio pubblico piemontese. La firma, apposta martedì dal presidente del Piemonte Sergio Chiamparino e dal direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi, porterà alla nascita di un tavolo tecnico che analizzerà il portafoglio immobiliare per individuare i percorsi di recupero. «Attribuiamo grande importanza all’intesa – ha sottolineato Chiamparino -. Rappresenta un’occasione unica di valorizzazione, senza oneri sul bilancio regionale ma anzi con la prospettiva di benefici utili per tutta la collettività». Un accordo che guarda da vicino Biella e il suo sviluppo visto che all’interno del tavolo tecnico entra anche l’ex ospedale, ossia tutto il complesso del monoblocco. «Questa firma – ha aggiunto Reggi – testimonia come la separazione fra Stato e Regioni nella valorizzazione dei beni pubblici sia superata. Solo coinvolgendo gli enti che governano il territorio si possono fare progetti realmente validi». Il primo effetto del protocollo sarà una ricognizione dei beni per decidere quale percorso adottare per ciascuno. La Regione non si avvarrà dell’intesa per pezzi di alta appetibilità che può immettere direttamente sul mercato, come lo storico palazzo di piazza Castello. Lo farà invece per il patrimonio delle Asl o gli ospedali dismessi, che saranno trasformati a seconda dei casi. L’ex ospedale di Biella per esempio dovrebbe diventare un federal building, in grado di ospitare tutti gli uffici pubblici cittadini. In altri casi si potrà ricorrere a fondi immobiliari o progetti turistici, come nel caso della Sagra di San Michele e del Forte di Exilles (che però sono beni statali che passano alla Regione).
Insomma, nulla di ancora definitivo, ma un primo passo concreto per il recupero dell’area. Che dovrebbe, se tutto proseguirà per il meglio, andare ad ospitare gli uffici della Prefettura, dell’Agenzia delle Entrate, della direzione provinciale del Lavoro solo per citarne alcuni. Dall’operazione rimarranno fuori Comune di Biella e Provincia, che hanno già le loro sedi di proprietà. Un’operazione che, singolarmente, difficilmente andrà in porto. Se, invece, il Demanio individuerà altre strutture in Piemonte utili all’operazione, allora si potrà ragionare anche su Biella. 
Lo Stato spende circa un milione di euro all’anno per affittare gli stabili che ospitano i propri uffici. Il monoblocco ne costa 12, e ne serviranno più o meno altrettanti per la risistemazione. In pratica, in 24 anni, con questa operazione il Demanio rientrerà nelle spese e avrà un complesso di proprietà. L’operazione, sotto questo aspetto, pare conveniente. «E’ una scelta che appoggiamo – dice il sindaco Marco Cavicchioli – e che abbiamo portato avanti grazie al coinvolgimento del nostro consigliere comunale Paolo Rizzo». Sul rischio di spostare uffici da altre zone della città e desertificarle, Cavicchioli è chiaro: «Andiamo a sistemare un grosso problema e a crearne qualcuno più piccolo. Credo che comunque l’operazione sia da giudicare positivamente». Ora non resta che attendere il tavolo tecnico. 
Enzo Panelli

BIELLA –  La Regione Piemonte ha sottoscritto un’intesa con l’Agenzia del Demanio per la valorizzazione del patrimonio pubblico piemontese. La firma, apposta martedì dal presidente del Piemonte Sergio Chiamparino e dal direttore dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi, porterà alla nascita di un tavolo tecnico che analizzerà il portafoglio immobiliare per individuare i percorsi di recupero. «Attribuiamo grande importanza all’intesa – ha sottolineato Chiamparino -. Rappresenta un’occasione unica di valorizzazione, senza oneri sul bilancio regionale ma anzi con la prospettiva di benefici utili per tutta la collettività». Un accordo che guarda da vicino Biella e il suo sviluppo visto che all’interno del tavolo tecnico entra anche l’ex ospedale, ossia tutto il complesso del monoblocco. «Questa firma – ha aggiunto Reggi – testimonia come la separazione fra Stato e Regioni nella valorizzazione dei beni pubblici sia superata. Solo coinvolgendo gli enti che governano il territorio si possono fare progetti realmente validi». Il primo effetto del protocollo sarà una ricognizione dei beni per decidere quale percorso adottare per ciascuno. La Regione non si avvarrà dell’intesa per pezzi di alta appetibilità che può immettere direttamente sul mercato, come lo storico palazzo di piazza Castello. Lo farà invece per il patrimonio delle Asl o gli ospedali dismessi, che saranno trasformati a seconda dei casi. L’ex ospedale di Biella per esempio dovrebbe diventare un federal building, in grado di ospitare tutti gli uffici pubblici cittadini. In altri casi si potrà ricorrere a fondi immobiliari o progetti turistici, come nel caso della Sagra di San Michele e del Forte di Exilles (che però sono beni statali che passano alla Regione).
Insomma, nulla di ancora definitivo, ma un primo passo concreto per il recupero dell’area. Che dovrebbe, se tutto proseguirà per il meglio, andare ad ospitare gli uffici della Prefettura, dell’Agenzia delle Entrate, della direzione provinciale del Lavoro solo per citarne alcuni. Dall’operazione rimarranno fuori Comune di Biella e Provincia, che hanno già le loro sedi di proprietà. Un’operazione che, singolarmente, difficilmente andrà in porto. Se, invece, il Demanio individuerà altre strutture in Piemonte utili all’operazione, allora si potrà ragionare anche su Biella. 
Lo Stato spende circa un milione di euro all’anno per affittare gli stabili che ospitano i propri uffici. Il monoblocco ne costa 12, e ne serviranno più o meno altrettanti per la risistemazione. In pratica, in 24 anni, con questa operazione il Demanio rientrerà nelle spese e avrà un complesso di proprietà. L’operazione, sotto questo aspetto, pare conveniente. «E’ una scelta che appoggiamo – dice il sindaco Marco Cavicchioli – e che abbiamo portato avanti grazie al coinvolgimento del nostro consigliere comunale Paolo Rizzo». Sul rischio di spostare uffici da altre zone della città e desertificarle, Cavicchioli è chiaro: «Andiamo a sistemare un grosso problema e a crearne qualcuno più piccolo. Credo che comunque l’operazione sia da giudicare positivamente». Ora non resta che attendere il tavolo tecnico. 
Enzo Panelli

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