“Giustizia per la mia Stefania”

01 Febbraio 2010 ore 17:28

(1 feb) «Desidero solo che venga dato il massimo della pena possibile a quell’essere che ci ha rovinato la vita, che ci ha portato via per sempre la nostra Stefania. E’ giusto dare una lezione a questa gente, a chi si mette alla guida ubriaco, consapevole del rischio a cui va incontro, quello di uccidere persone innocenti che hanno la sventura di trovarsi sulla loro strada. L’attuale legge è inadeguata, lo capisco: le pene e le sanzioni sono senz’altro troppo miti. Ma spero che venga lo stesso fatta giustizia, che venga dato il massimo possibile a chi ha lasciato una famiglia senza una moglie e una madre eccezionale…».
SEGUITO E PARTICOLARI SU ECO DI BIELLA IN EDICOLA OGGI. (1 feb) «Desidero solo che venga dato il massimo della pena possibile a quell’essere che ci ha rovinato la vita, che ci ha portato via per sempre la nostra Stefania. E’ giusto dare una lezione a questa gente, a chi si mette alla guida ubriaco, consapevole del rischio a cui va incontro, quello di uccidere persone innocenti che hanno la sventura di trovarsi sulla loro strada. L’attuale legge è inadeguata, lo capisco: le pene e le sanzioni sono senz’altro troppo miti. Ma spero che venga lo stesso fatta giustizia, che venga dato il massimo possibile a chi ha lasciato una famiglia senza una moglie e una madre eccezionale…».
A parlare è Luca Ciscato, di Crevacuore, marito di Stefania Valle, l’infermiera travolta e uccisa da un’auto pirata a poche decine di metri da casa il 6 settembre scorso. Domattina, davanti al gip di Vercelli, si svolgerà l’udienza preliminare nei confronti di Moreno Curnis, 32 anni, carpentiere di Pray, arrestato dai carabinieri nella sua abitazione un’ora dopo l’incidente. Il pubblico ministero, Raffaella Feloni, chiederà al giudice che venga contestata all’imputato l’accusa di omicidio volontario anche se è probabile che, alla fine, si proceda per il reato di omicidio colposo, pur con tutte le aggravanti del caso, legate all’omissione di soccorso e al fatto che, in quel momento, l’artigiano fosse ubriaco, con un tasso alcolico di 2,85 grammi di alcol per litro di sangue, quasi sei volte superiore al limite massimo consentito per legge. Curnis aveva già avuto due ritiri di patente per guida in stato di ebbrezza nel 2002 e uno nel 2007. Ma non aveva smesso di bere e, soprattutto, di guidare ubriaco, come conferma l’ultima catastrofica sbronza.
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1 febbraio 2010

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