Giletti promuove Celentano

Giletti promuove Celentano
Altro 23 Febbraio 2012 ore 19:55

Dieci a Gianni Morandi e ad Adriano Celentano. Dieci a Emma (la vincitrice), le altre donne (cantanti escluse) «rimandate a settembre», eccezion fatta per la bravissima Geppi Cucciari. Massimo Giletti (nella foto) per una volta “sale in cattedra” e, a giochi fatti, dà il voto ai protagonisti di Sanremo 2012. Qui di seguito uno stralcio della lunga intervista pubblicata su Eco di oggi.

Dieci a Gianni Morandi e ad Adriano Celentano. Dieci a Emma (la vincitrice), le altre donne (cantanti escluse) «rimandate a settembre», eccezion fatta per la bravissima Geppi Cucciari. Massimo Giletti (nella foto) per una volta “sale in cattedra” e, a giochi fatti, dà il voto ai protagonisti di Sanremo 2012. Qui di seguito uno stralcio della lunga intervista pubblicata su Eco di oggi.

Allora, com’è stato questo Festival?
«Molto intenso e interessante. Straordinari i duetti con gli artisti internazionali. E poi avere sul palco un personaggio come Celentano è stata una grande vittoria per chi lo ha portato, il direttore artistico Gianmarco Mazzi. Certo, con la sua presenza ha oscurato le canzoni, soprattutto la prima sera».

Come giudica le polemiche seguite alla sua doppia apparizione sul palco dell’Ariston?
«Celentano scuote le coscienze, magari sbagliando o “steccando”, come nel caso dell’invettiva contro Aldo Grasso e i giornali Avvenire e Famiglia Cristiana. Ma, in ogni caso, anche a Sanremo ha sollevato problemi seri. Ho l’impressione che siamo tutti un po’ ipocriti. Celentano è sempre stato così. Si mette in discussione, e per dire una cosa giusta ne dice un’altra che, al contrario, non funziona: per presentare oppone, crea un nemico. Da una parte i buoni, dall’altra i cattivi. Lo ha sempre fatto, non l’abbiamo scoperto solo ora, al Festival. Comunque, secondo me, il momento più bello è stato quando ha cantato con Morandi».

A Sanremo, però, le polemiche non sono mai mancate.
«Sì, ma quelle di quest’anno sono state molto forti. Celentano è imbrigliabile e le polemiche che scatena sono pericolose perché giocano su piani molto alti e coinvolgenti. Al contrario, Roberto Benigni, ospite al Festival lo scorso anno, come tutti i comici di sinistra, attaccava sempre e solo Berlusconi con battute ironiche, non metteva in discussione un sistema».

Sanremo è soprattutto il festival della canzone italiana. Un giudizio sulle canzoni in gara quest’anno?
«C’è poca melodia, non mi sono piaciute come quelle dello scorso anno. Ora, pian piano, entrano in testa, ma nella precedente edizione la “presa” era stata immediata».