Gigantesca valanga sul Monte Rosso

Gigantesca valanga sul Monte Rosso
Altro 30 Marzo 2015 ore 13:53

«Massima attenzione a quello che facciamo, a dove andiamo: oggi la montagna ha parlato a lungo e queste sono le sue indicazioni… facciamone buon uso, butuma giudisi…». E’ il messaggio di avvertimento che il noto alpinista biellese, Roberto Munarin, ha rivolto dal suo profilo Facebook agli appassionati di montagna. Ha quindi allegato alcune foto che documentano nel dettaglio le condizioni della neve e del pericolo che si nasconde in questo periodo sulle Alpi Biellesi. Nella giornata di sabato si è staccata, lungo la parete nord del Monte Rosso (2.374 metri), una gigantesca valanga con un fronte di circa 400 metri. Una sorta di record per le nostre montagne. Assomiglia a quella che si era staccata domenica 6 marzo 2011 al Camino e che segnò una delle peggiori tragedie della storia alpina biellese: l’enorme valanga travolse una comitiva di ventuno freeride, ne seppellì undici, ne uccise due e ne ferì altri cinque. Stavolta, per fortuna, sulle pendici del Rosso, non c’era nessuno.

«Massima attenzione a quello che facciamo, a dove andiamo: oggi la montagna ha parlato a lungo e queste sono le sue indicazioni… facciamone buon uso, butuma giudisi…». E’ il messaggio di avvertimento che il noto alpinista biellese, Roberto Munarin, ha rivolto dal suo profilo Facebook agli appassionati di montagna. Ha quindi allegato alcune foto che documentano nel dettaglio le condizioni della neve e del pericolo che si nasconde in questo periodo sulle Alpi Biellesi. Nella giornata di sabato si è staccata, lungo la parete nord del Monte Rosso (2.374 metri), una gigantesca valanga con un fronte di circa 400 metri. Una sorta di record per le nostre montagne. Assomiglia a quella che si era staccata domenica 6 marzo 2011 al Camino e che segnò una delle peggiori tragedie della storia alpina biellese: l’enorme valanga travolse una comitiva di ventuno freeride, ne seppellì undici, ne uccise due e ne ferì altri cinque. Stavolta, per fortuna, sulle pendici del Rosso, non c’era nessuno.

Attenzione. Altre valanghe, sempre sabato, hanno mostrato i muscoli al Mucrone e al Malpartus. «Quella del Rosso è stata una valanga di scorrimento – precisa Claudio Negro, capo delegazione del Soccorso alpino di Biella – gli ultimi strati di neve che si sono accumulati in alcuni punti anche a causa del forte vento dei giorni scorsi, sono scesi a valle utilizzando come scivolo gli strati precedenti..». In effetti, come precisa lo stesso responsabile del Soccorso alpino biellese, il vento che nei giorni scorsi a Biella non si avvertiva, in montagna era fortissimo e la neve “leggera” dell’ultima nevicata si è accumulata in modo pericoloso in vari punti.

I consigli. «Consiglio la massima prudenza a tutti gli appassionati che in questi giorni decideranno di recarsi in montagna sia con gli sci sia con le ciaspole – sottolinea Claudio Negro -. Oltre al trinomio indissolubile formato da sonda, pala e artva, consiglio inoltre di partire sempre almeno in due persone, mai da soli. Massima attenzione devono porre coloro che decidono di affrontare le montagne con le ciaspole pensando che siano sicure come in estate. Non è ovviamente così. A tutti costoro, prima di affrontare un’ascesa nella neve, consiglio di partecipare ai corsi specifici organizzati dal Cai, dalla Pietro Micca, da Montagna amica o da tutte le altre associazioni biellesi…».

V.Ca.

 

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