Frode da 35 milioni Autosalone nel mirino

29 Maggio 2009 ore 18:49
Frode da 35 milioni
Autosalone nel mirino

Finanza, scoperte sette società "fantasma"

(29 mag) La Guardia di Finanza di Cossato ha concluso, nei giorni scorsi, un’operazione di contrasto di una rilevante frode fiscale, in materia di Iva intracomunitaria, scaturita da una verifica fiscale eseguita nei confronti di un noto autosalone nella provincia di Biella. L’attività delle Fiamme gialle ha consentito di individuare una frode relativa ad acquisti di autoveicoli di pregio effettuati in Paesi appartenenti all’Unione Europea. Tale frode si basava sulla costituzione di un sistema di interposizioni fittizie, nelle transazioni commerciali, di uno o più soggetti tra i fornitori comunitari e gli acquirenti italiani, nonché sull’emissione di fatture false.

Frode da 35 milioni
Autosalone nel mirino

Finanza, scoperte sette società "fantasma"

La Guardia di Finanza di Cossato ha concluso, nei giorni scorsi, un’operazione di contrasto di una rilevante frode fiscale, in materia di Iva intracomunitaria, scaturita da una verifica fiscale eseguita nei confronti di un noto autosalone nella provincia di Biella. L’attività delle Fiamme gialle ha consentito di individuare una frode relativa ad acquisti di autoveicoli di pregio effettuati in Paesi appartenenti all’Unione Europea. Tale frode si basava sulla costituzione di un sistema di interposizioni fittizie, nelle transazioni commerciali, di uno o più soggetti tra i fornitori comunitari e gli acquirenti italiani, nonché sull’emissione di fatture false.
Le indagini eseguite in sei mesi di attività sviluppatasi tra l’Emilia Romagna, la Lombardia ed in particolar modo nel Lazio, hanno consentito di ricostruire il volume d’affari sottratto a tassazione, quantificabile in circa 35 milioni di euro in materia di imposte sui redditi. Ammonta invece a circa 7 milioni di euro l’Iva evasa.
L’indagine ha interessato il settore del commercio di autoveicoli e ha permesso di individuare sette società “fantasma”, il cui scopo era quello di celare gli effettivi cessionari delle operazioni intracomunitarie.
L’attività ispettiva ha permesso di acclarare che numerose “dichiarazioni sostitutive di atto notorio” erano state falsificate al fine di ottenere illecitamente l’immatricolazione dei veicoli oggetto poi della frode. Il meccanismo è così sintetizzabile: l’autosalone biellese, ultimo anello del sistema, acquistava autovetture nuove ed usate provenienti da Paesi dell’Unione Europea con la fittizia mediazione di imprese in realtà prive di mezzi e di strutture operative (quindi, di fatto inesistenti), le quali effettuavano, sul piano documentale, gli acquisti intracomunitari senza poi presentare le relative dichiarazioni fiscali ed effettuare i versamenti d’imposta. Sfruttando l’evasione Iva delle società fittizie (7 le imprese individuate dalle Fiamme gialle), l’autosalone biellese era in grado di rivendere i veicoli a prezzi molto inferiori rispetto a quelli di mercato.

29 maggio 2009

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