Emergenza sangue col nuovo ospedale

Emergenza sangue col nuovo ospedale
Altro 03 Settembre 2015 ore 15:29

BIELLA - Emergenza sangue nel Biellese. Come ogni anno, in estate, calano le donazioni e risulta complicato far fronte alle esigenze ospedaliere. «E’ una situazione legata al periodo estivo, alla quale siamo ormai abituati. Durante le ferie, inoltre, diversi donatori soggiornano in località italiane segnalate dal Ministero della Salute (Centro nazionale sangue), dove la zanzara comune (culex pipiens) può trasmettere la malattia da West Nile Virus», spiega il dottor Gennaro Mascaro, responsabile del Centro trasfusionale dell’ospedale di Ponderano. La malattia, di per sé, è piuttosto banale e si può presentare come normale influenza, ma nei soggetti più deboli (bambini, anziani, persone con un sistema immunitario deficitario) può comportare complicanze anche piuttosto gravi. Di fatto, però, nel caso di un donatore che abbia soggiornato in una delle aree segnalate per la presenza del West Nile Virus, devono trascorrere almeno 28 giorni dal suo rientro, prima di potersi sottoporre a un prelievo.

L’emergenza. Stavolta, però, il “caso ferie” sembra non essere l’unico responsabile dell’emergenza sangue, nel Biellese. «In effetti - conferma il responsabile del Centro trasfusionale dell’ospedale di Ponderano - da gennaio si è registrato un aumento della richiesta di sangue, nonostante le donazioni siano state superiori rispetto al passato». La crescita sarebbe avvenuta, dunque, con il passaggio dal vecchio al nuovo ospedale. Quale il motivo? Più interventi? Più pazienti che necessitano di trasfusioni? «Difficile dirlo - risponde il dottor Gennaro Mascaro -. Un’ipotesi potrebbe essere che, per agevolare le operazioni di trasloco, negli ultimi mesi del 2014 all’ospedale di Biella gli interventi non urgenti sono stati programmati all’inizio dell’anno nuovo. Parallelamente, tra fine novembre e inizio dicembre, è diminuito il numero di prelievi, per agevolare il trasloco del servizio».

Lara Bertolazzi

Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 3 settembre 2015

BIELLA - Emergenza sangue nel Biellese. Come ogni anno, in estate, calano le donazioni e risulta complicato far fronte alle esigenze ospedaliere. «E’ una situazione legata al periodo estivo, alla quale siamo ormai abituati. Durante le ferie, inoltre, diversi donatori soggiornano in località italiane segnalate dal Ministero della Salute (Centro nazionale sangue), dove la zanzara comune (culex pipiens) può trasmettere la malattia da West Nile Virus», spiega il dottor Gennaro Mascaro, responsabile del Centro trasfusionale dell’ospedale di Ponderano. La malattia, di per sé, è piuttosto banale e si può presentare come normale influenza, ma nei soggetti più deboli (bambini, anziani, persone con un sistema immunitario deficitario) può comportare complicanze anche piuttosto gravi. Di fatto, però, nel caso di un donatore che abbia soggiornato in una delle aree segnalate per la presenza del West Nile Virus, devono trascorrere almeno 28 giorni dal suo rientro, prima di potersi sottoporre a un prelievo.

L’emergenza. Stavolta, però, il “caso ferie” sembra non essere l’unico responsabile dell’emergenza sangue, nel Biellese. «In effetti - conferma il responsabile del Centro trasfusionale dell’ospedale di Ponderano - da gennaio si è registrato un aumento della richiesta di sangue, nonostante le donazioni siano state superiori rispetto al passato». La crescita sarebbe avvenuta, dunque, con il passaggio dal vecchio al nuovo ospedale. Quale il motivo? Più interventi? Più pazienti che necessitano di trasfusioni? «Difficile dirlo - risponde il dottor Gennaro Mascaro -. Un’ipotesi potrebbe essere che, per agevolare le operazioni di trasloco, negli ultimi mesi del 2014 all’ospedale di Biella gli interventi non urgenti sono stati programmati all’inizio dell’anno nuovo. Parallelamente, tra fine novembre e inizio dicembre, è diminuito il numero di prelievi, per agevolare il trasloco del servizio».

Lara Bertolazzi

Leggi di più sull’Eco di Biella di giovedì 3 settembre 2015