«Ecco perché l'Its darà lavoro»

«Ecco perché l'Its darà lavoro»
Altro 14 Luglio 2015 ore 12:02

«Il tessile è tuttora vitale», dice. «C’è entusiasmo, c’è passione. E c’è una possibilità subito, qui». Il motivo numero uno è questo: credere nell’eccellenza produttiva. È una mano tesa quella che le aziende biellesi mostrano al territorio. Per chiedere e, al contempo, dare quella fiducia che vale il futuro del “distretto tessile” locale.

E il futuro di tanti giovani. Lo fanno mostrandosi in volto; anzi, è meglio dire per marchio: Vitale Barberis Canonico, Ermenegildo Zegna, Fratelli Tallia Di Delfino, Guabello, Lanificio Fratelli Cerruti, Loro Piana, Marlane, Piacenza, Reda. E la mano che, per tutte, viene tesa è quella di Alessandro Barberis Canonico, presidente della Fondazione Ideabiella.

Il presidente di Ideabiella, molte aziende della quale sostengono la campagna voluta dall’Unione Industriale Biellese, si rivolge ai destinatari di questa iniziativa, appena lanciata e conosciuta con lo slogan “Cerchiamo giovani motivati!”: gli studenti, chi deve scegliere quale strada prendere. E che - l’ingegnere consiglia - è giusto consideri il percorso a cui guardano con favore l’Uib e la Fondazione, che lui stesso presiede. Ovvero l’Its di Biella per la Nuove Tecnologie per il Made in Italy: Tessile, Abbigliamento e Moda. Continua Alessandro Barberis Canonico: «Le aziende biellesi dovranno sostituire i loro ottimi tecnici, con 1.800 addetti di tutti i livelli nei prossimi 5 anni». E quel che era ritornello più volte sentito, di sua voce si fa motivo. Terzo: «Occorre curare la formazione professionale in questo ambito e trovare i talenti, introdurli all’interno per conoscersi reciprocamente. Questo corso biennale post-diploma di tecnico superiore offre diversi tirocini uniti alla teoria, è flessibile, come deve essere l’alternanza scuola e lavoro, e garantisce una prima formazione di tecnici specializzati che andrà poi coltivata o orientata verso certe competenze». Per questo, il presidente di Ideabiella non ha paura di invogliare giovani e famiglie a tornare a guardare al tessile. E considera i motivi come scopo: «La fame di ragazzi c’è, non si raggiungono numeri di diplomati sufficienti». E garantisce: «Le aziende vogliono investire sui figli del territorio nel territorio».
Giovanna Boglietti