Ecco gli oggetti smarriti all’Economato di Palazzo Pella

Ecco gli oggetti smarriti all’Economato di Palazzo Pella
Altro 21 Aprile 2017 ore 14:37

BIELLA - Tra gli oggetti smarriti che sono ancora in attesa di ritrovare il proprietario non mancano certo le curiosità: presso l’ufficio economato di Palazzo Pella si possono trovare un tavolino di plastica, una sigaretta elettronica, quattro cartelline da disegno. Chiaramente questi sono i più bizzarri oltre i consueti: 13 cellulari, 3 biciclette, 2 ombrelli, un dizionario,  una calcolatrice, somma in contanti, una fotocamera, gioielli e bigiotteria vari, orologi, occhiali, zainetti, indumenti, ecc…Purtroppo nel tempo si è potuto osservare che la maggioranza di questi oggetti non riesce più a ricongiungersi con il proprietario. Alberto Pollo responsabile ufficio economato del comune di Biella spiega che «proprio nei giorni scorsi siamo riusciti a restituire ai proprietari una somma di denaro cospicua, un avvitatore professionale e alcuni documenti, ma non sempre si riesce a ritrovare colui che ha perso gli oggetti che abbiamo qui in giacenza». 

BIELLA - Tra gli oggetti smarriti che sono ancora in attesa di ritrovare il proprietario non mancano certo le curiosità: presso l’ufficio economato di Palazzo Pella si possono trovare un tavolino di plastica, una sigaretta elettronica, quattro cartelline da disegno. Chiaramente questi sono i più bizzarri oltre i consueti: 13 cellulari, 3 biciclette, 2 ombrelli, un dizionario,  una calcolatrice, somma in contanti, una fotocamera, gioielli e bigiotteria vari, orologi, occhiali, zainetti, indumenti, ecc…Purtroppo nel tempo si è potuto osservare che la maggioranza di questi oggetti non riesce più a ricongiungersi con il proprietario. Alberto Pollo responsabile ufficio economato del comune di Biella spiega che «proprio nei giorni scorsi siamo riusciti a restituire ai proprietari una somma di denaro cospicua, un avvitatore professionale e alcuni documenti, ma non sempre si riesce a ritrovare colui che ha perso gli oggetti che abbiamo qui in giacenza».