Ecco cosa cambia con la Brexit

Ecco cosa cambia con la Brexit
Altro 28 Giugno 2016 ore 12:49

La domanda sorge spontanea a pochi giorni dall’esito del referendum che ha scosso l’Europa. Con l’uscita della Gran Bretagna cosa cambierà? C’è da dire che per portare a termine l’intero iter serviranno come minimo due anni, come stabilito dal trattato di Lisbona. Ma qualche conseguenza si può già ipotizzare. In particolare per quanto riguarda la vita degli studenti che scelgono l’Inghilterra come meta per i loro studi. Se tra due anni il processo di uscita verrà completato, per frequentare le università inglesi sarà necessario un visto di studio. Questo chiuderà le porte ai prestiti d’onore (da restituire dopo la laurea non appena si trova un posto di lavoro) di cui moltissimi connazionali hanno usufruito per pagare le salate iscrizioni alle università inglesi. Dunque studiare a Londra diventerà assai caro.

Al completamento del processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, sarà più difficile anche trovare un lavoro. Perché non si potrà più partire “all’avventura” come fanno molti giovani, ma si dovrà ottenere un permesso. Dunque sarà necessario trovare prima un posto di lavoro per ottenere il visto. Chi paga le tasse da più di 5 anni in Gran Bretagna può richiedere un permesso di residenza e la cittadinanza.

Sostanzialmente per chi viaggia per turismo, invece, non dovrebbe cambiare nulla. Il visto turistico avrà validità di tre mesi. Conseguenze si potranno avere, invece, per i biglietti aerei che sino ad oggi avevano prezzi competitivi proprio grazie al mercato unico. Stesso discorso si può estendere anche per le utenze telefoniche. Anche qui ci saranno da valutare gli scenari futuri. Insomma, la Brexit mette mille dubbi non solo agli inglesi, ma anche agli italiani che da sempre strizzano l’occhio alla Gran Bretagna.
E.P.

La domanda sorge spontanea a pochi giorni dall’esito del referendum che ha scosso l’Europa. Con l’uscita della Gran Bretagna cosa cambierà? C’è da dire che per portare a termine l’intero iter serviranno come minimo due anni, come stabilito dal trattato di Lisbona. Ma qualche conseguenza si può già ipotizzare. In particolare per quanto riguarda la vita degli studenti che scelgono l’Inghilterra come meta per i loro studi. Se tra due anni il processo di uscita verrà completato, per frequentare le università inglesi sarà necessario un visto di studio. Questo chiuderà le porte ai prestiti d’onore (da restituire dopo la laurea non appena si trova un posto di lavoro) di cui moltissimi connazionali hanno usufruito per pagare le salate iscrizioni alle università inglesi. Dunque studiare a Londra diventerà assai caro.

Al completamento del processo di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea, sarà più difficile anche trovare un lavoro. Perché non si potrà più partire “all’avventura” come fanno molti giovani, ma si dovrà ottenere un permesso. Dunque sarà necessario trovare prima un posto di lavoro per ottenere il visto. Chi paga le tasse da più di 5 anni in Gran Bretagna può richiedere un permesso di residenza e la cittadinanza.

Sostanzialmente per chi viaggia per turismo, invece, non dovrebbe cambiare nulla. Il visto turistico avrà validità di tre mesi. Conseguenze si potranno avere, invece, per i biglietti aerei che sino ad oggi avevano prezzi competitivi proprio grazie al mercato unico. Stesso discorso si può estendere anche per le utenze telefoniche. Anche qui ci saranno da valutare gli scenari futuri. Insomma, la Brexit mette mille dubbi non solo agli inglesi, ma anche agli italiani che da sempre strizzano l’occhio alla Gran Bretagna.
E.P.