E' mancata Gemma Tiboldo, prima donna alla guida dell'Uici biellese e piemontese

E' mancata Gemma Tiboldo, prima donna alla guida dell'Uici biellese e piemontese
Altro 11 Ottobre 2016 ore 17:50

BIELLA - Grande cordoglio nell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per la scomparsa di Gemma Tiboldo. Nativa di Sagliano Micca ma residente a Biella, aveva compiuto 79 anni lo scorso 2 luglio. Diplomatasi al liceo linguistico, aveva approfondito lo studio della lingua inglese frequentando corsi specifici in Irlanda, Inghilterra e negli Stati Uniti. Tornata in Italia, era stata assunta all'Inps di Vercelli come centralinista. Da tempo era affetta da una malattia degenerativa che aveva compromesso gravemente il suo stato di salute. Vedova da anni, Gemma Tiboldo è stata la prima donna della storia alla guida dell'Unione Ciechi biellese e, successivamente, la prima ed unica a guidare l'Uici regionale.

  Presidente della sezione biellese dal 1986 al 1998 e di UICI Piemonte dal 1998 al 2005, nel corso degli anni Gemma ha condotto una vera e propria battaglia per l’inclusione sociale e scolastica dei non vedenti, seguendo personalmente numerosi giovani fino al diploma e alla laurea. Eletta consigliera nazionale dell'Unione Ciechi nel 2005, è stata per molti anni componente della Commissione Nazionale Uici per i soci anziani. Inoltre, è stata membro del consiglio dell'Istituto Chiossone di Genova, centro di eccellenza nazionale nel campo della disabilità visiva.
Tra le iniziative alle quali ha contribuito attivamente, vale la pena ricordare la realizzazione del cosiddetto 'Libro Parlato' e l'avvio del progetto sperimentale intitolato "La Giostra dei Laboratori", che a partire dal 2002 ha portato alla costituzione di un centro di supporto per giovani ciechi pluriminorati presso l'ex Istituto dei Ciechi di Torino. Ancora oggi, la sezione torinese dell'Unione Ciechi porta avanti il centro e i suoi servizi.

"Con il suo esempio, Gemma ci lascia una grande eredità morale e materiale", commenta il presidente di Uici Piemonte Adriano Gilberti,  biellese come lei. "Quando fu nominata presidente regionale - ricorda Gilberti - mi chiese di assumere la guida della sezione biellese di Uici e, siccome ero alle prime armi, non mi lasciò solo, seguendomi in ogni attività con tenacia e determinazione. Le sono profondamente riconoscente per avermi insegnato tante cose".

BIELLA - Grande cordoglio nell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti per la scomparsa di Gemma Tiboldo. Nativa di Sagliano Micca ma residente a Biella, aveva compiuto 79 anni lo scorso 2 luglio. Diplomatasi al liceo linguistico, aveva approfondito lo studio della lingua inglese frequentando corsi specifici in Irlanda, Inghilterra e negli Stati Uniti. Tornata in Italia, era stata assunta all'Inps di Vercelli come centralinista. Da tempo era affetta da una malattia degenerativa che aveva compromesso gravemente il suo stato di salute. Vedova da anni, Gemma Tiboldo è stata la prima donna della storia alla guida dell'Unione Ciechi biellese e, successivamente, la prima ed unica a guidare l'Uici regionale.

  Presidente della sezione biellese dal 1986 al 1998 e di UICI Piemonte dal 1998 al 2005, nel corso degli anni Gemma ha condotto una vera e propria battaglia per l’inclusione sociale e scolastica dei non vedenti, seguendo personalmente numerosi giovani fino al diploma e alla laurea. Eletta consigliera nazionale dell'Unione Ciechi nel 2005, è stata per molti anni componente della Commissione Nazionale Uici per i soci anziani. Inoltre, è stata membro del consiglio dell'Istituto Chiossone di Genova, centro di eccellenza nazionale nel campo della disabilità visiva.
Tra le iniziative alle quali ha contribuito attivamente, vale la pena ricordare la realizzazione del cosiddetto 'Libro Parlato' e l'avvio del progetto sperimentale intitolato "La Giostra dei Laboratori", che a partire dal 2002 ha portato alla costituzione di un centro di supporto per giovani ciechi pluriminorati presso l'ex Istituto dei Ciechi di Torino. Ancora oggi, la sezione torinese dell'Unione Ciechi porta avanti il centro e i suoi servizi.

"Con il suo esempio, Gemma ci lascia una grande eredità morale e materiale", commenta il presidente di Uici Piemonte Adriano Gilberti,  biellese come lei. "Quando fu nominata presidente regionale - ricorda Gilberti - mi chiese di assumere la guida della sezione biellese di Uici e, siccome ero alle prime armi, non mi lasciò solo, seguendomi in ogni attività con tenacia e determinazione. Le sono profondamente riconoscente per avermi insegnato tante cose".