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E' Carnevale, ma c'è poco da ridere

E' Carnevale, ma c'è poco da ridere
Altro Biella Città, 27 Gennaio 2013 ore 22:33

 C’è poco da ridere, anche se è carnevale. A rappresentare il sentire comune di questo periodo ci ha pensato sabato la storica maschera di Biella, il Gipin, alias Ermanno Caneparo che nel ricevere le chiavi della città dal sindaco, nell’ormai tradizionale veste dell’Orso Gentile, ha lasciato da parte l’ironia per mettere l’accento sui mille problemi che questo territorio sta attraversando. Non risparmiando neppure qualche stoccata ai candidati alle politiche di febbraio. In aula c’erano ad esempio Roberto Simonetti della Lega e Nicoletta Favero del Pd, entrambi in corsa per uno scranno a Roma. 

Nel suo discorso in sala consigliare a Palazzo Oropa, il Gipin ha spiegato: «Il carnevale era e dovrebbe essere la festa della gente, la festa che apre le porte alla primavera, alla nuova vita, ad un anno migliore. Purtroppo la gene è stanca, disorientata, stufa dello strapotere di qualcuno, delusa. Non sa più a che santo votarsi per vivere una vita dignitosa e onesta. E’ stufa di sacrifici e false promesse». Poi il discorso si è spostato su Biella: «Dai giornali locali “piano antineve solo sulla carta, a rischio chiusura di 22 strade”, i biellesi devono pregare il signore che non faccia nevicare». E poi ancora: «Treni biellesi “lenti come nel 1947”, locomotori che si fermano ovunque in piena campagna meno che nelle stazioni (ora abolite). Tasse, balzelli, Imu, passi carrai, aumenti in generale. La Provincia non c’è più, il presidente è andato alla ricerca di una poltrona più pagata a Roma e dintorni. La prosperità il benessere, il quieto vivere, la sicurezza, la fiducia nelle istituzioni... tutti antichi ricordi, non se ne parla più». 
Il simbolo del Piazzo.  Immancabile un accenno da parte del Gipin allo storico quartiere del Piazzo di cui è stato presidente per una vita: «Ma pensate, il “colmo”, un terremoto a 400 chilometri di distanza riesce a rovinarci la più bella torre di Biella, la torre di Palazzo La Marmora, vero simbolo del Piazzo che, però, ha resistito e ora con l’aiuto di tutti, fasciata esternamente e sistemata all’interno torna a svettare e rappresentare i biellesi  per i secoli a venire». 
La sfilata.  Prima della consegna delle chiavi delle città nelle mani del Gipin le maschere, accompagnate dalla banda musicale Verdi e da un folto gruppo di bambini in clima carnascialesco, hanno percorso via Italia per annunciare l’inizio del carnevale cittadino. Un tripudio di colori, coriandoli e stelle filanti in attesa dei prossimi appuntamenti e dell’inizio della manifestazione di Chiavazza, forse la più sentita della città. 

Enzo Panelli

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