Due idrometri per controllare torrente Oremo e rio Arico

Due idrometri per controllare torrente Oremo e rio Arico
Altro 13 Ottobre 2016 ore 11:02

BIELLA - Sono stati installati martedì 12 ottobre i due nuovi idrometri che controlleranno minuto per minuto i livelli di due corsi d'acqua in città: acquistati dalla Protezione Civile con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, verificheranno costantemente la situazione del torrente Oremo e del rio Arico. La tecnologia è made in Italy, frutto delle ricerche di un'azienda di Savona che ha varato il progetto Acronet, già fatto suo dalla Regione Liguria e sbarcato anche nelle isole dei Caraibi, soggette spesso ai cicloni tropicali. «È un piccolo intervento - sostiene Stefano La Malfa, neo-assessore alla Protezione Civile - Ma lo considero un passo avanti importante in tema di prevenzione e sicurezza».
La centralina sull'Oremo sorveglierà il torrente dal ponte di via Ivrea, a pochi metri dalla rotonda di via per Pollone. Quella di Chiavazza è installata sul ponte che scavalca il rio Arico alla fine di via Alfieri, prima della confluenza con via Della Vittoria. «Entrambi i corsi d'acqua esondarono nel 2002, quando ci fu l'alluvione che creò seri danni in valle Cervo - spiega Maurizio Lometti, responsabile della Protezione Civile cittadina - Li abbiamo scelti anche perché sono vicini a centri abitati».
L'occhio sul torrente è composto da un sensore a ultrasuoni posizionato sul ponte. «A intervalli periodici invia un impulso verso il greto del corso d'acqua» dice Adriano Fedi, ingegnere di Acrotec, l'azienda ideatrice del progetto nata quasi 15 anni fa come spin off del Centro di ricerca in monitoraggio ambientale dell'università di Genova. «Calcolando il tempo in cui l'impulso ritorna indietro, si misura il livello dell'acqua. La centralina si alimenta con un piccolo pannello solare e invia i suoi dati attraverso internet, grazie a una semplice scheda sim». Disegni e schemi di progetto sono aperti e messi a disposizione di tutti dall'azienda. «Anche la manutenzione è semplice, studiata apposta perché non ci sia più bisogno di noi» aggiunge Fedi.
I dati vengono raccolti a intervalli di pochi minuti l'uno dall'altro e archiviati su un sito web consultabile dalla Protezione Civile. Ma si possono ottenere anche attraverso Telegram, una delle più popolari applicazioni di messaggistica. Basta “interrogare” la centralina con un smartphone e questa invia automaticamente l'ultimo rilevamento disponibile. Soprattutto, in caso di salita improvvisa del livello ai livelli di rischio, parte un allarme che mette in guardia i responsabili. «Il sistema consente di far partire in anticipo le contromisure, dagli argini provvisori fino alle evacuazioni - sottolinea Maurizio Lometti - ed evita che, nel momento dell'emergenza, un volontario sia costretto a controllare di persona il livello dei torrenti, un'operazione più lunga e spesso pericolosa». Il costo di questo acquisto è stato di poco più di 5 mila euro, coperto per buona parte da un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.

BIELLA - Sono stati installati martedì 12 ottobre i due nuovi idrometri che controlleranno minuto per minuto i livelli di due corsi d'acqua in città: acquistati dalla Protezione Civile con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, verificheranno costantemente la situazione del torrente Oremo e del rio Arico. La tecnologia è made in Italy, frutto delle ricerche di un'azienda di Savona che ha varato il progetto Acronet, già fatto suo dalla Regione Liguria e sbarcato anche nelle isole dei Caraibi, soggette spesso ai cicloni tropicali. «È un piccolo intervento - sostiene Stefano La Malfa, neo-assessore alla Protezione Civile - Ma lo considero un passo avanti importante in tema di prevenzione e sicurezza».
La centralina sull'Oremo sorveglierà il torrente dal ponte di via Ivrea, a pochi metri dalla rotonda di via per Pollone. Quella di Chiavazza è installata sul ponte che scavalca il rio Arico alla fine di via Alfieri, prima della confluenza con via Della Vittoria. «Entrambi i corsi d'acqua esondarono nel 2002, quando ci fu l'alluvione che creò seri danni in valle Cervo - spiega Maurizio Lometti, responsabile della Protezione Civile cittadina - Li abbiamo scelti anche perché sono vicini a centri abitati».
L'occhio sul torrente è composto da un sensore a ultrasuoni posizionato sul ponte. «A intervalli periodici invia un impulso verso il greto del corso d'acqua» dice Adriano Fedi, ingegnere di Acrotec, l'azienda ideatrice del progetto nata quasi 15 anni fa come spin off del Centro di ricerca in monitoraggio ambientale dell'università di Genova. «Calcolando il tempo in cui l'impulso ritorna indietro, si misura il livello dell'acqua. La centralina si alimenta con un piccolo pannello solare e invia i suoi dati attraverso internet, grazie a una semplice scheda sim». Disegni e schemi di progetto sono aperti e messi a disposizione di tutti dall'azienda. «Anche la manutenzione è semplice, studiata apposta perché non ci sia più bisogno di noi» aggiunge Fedi.
I dati vengono raccolti a intervalli di pochi minuti l'uno dall'altro e archiviati su un sito web consultabile dalla Protezione Civile. Ma si possono ottenere anche attraverso Telegram, una delle più popolari applicazioni di messaggistica. Basta “interrogare” la centralina con un smartphone e questa invia automaticamente l'ultimo rilevamento disponibile. Soprattutto, in caso di salita improvvisa del livello ai livelli di rischio, parte un allarme che mette in guardia i responsabili. «Il sistema consente di far partire in anticipo le contromisure, dagli argini provvisori fino alle evacuazioni - sottolinea Maurizio Lometti - ed evita che, nel momento dell'emergenza, un volontario sia costretto a controllare di persona il livello dei torrenti, un'operazione più lunga e spesso pericolosa». Il costo di questo acquisto è stato di poco più di 5 mila euro, coperto per buona parte da un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella.