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Diga si? o no? E’ di nuovo “guerra”

Altro Grande Biella, 22 Dicembre 2017 ore 22:08

Da un lato i dati relativi alla siccita?, alla scarsita? di precipitazioni, alla straordinarieta? di un’annata meteorologica anomala. Dall’altro i bilanci annuali relativi alla produzione di riso, di fatto poco lontana da quella di anni ben piu? generosi dal punto di vista climatico.
Oscillano tra queste due visuali le posizioni che animano il rinnovato dibattito sull’opportunita? (o meno) di costruire la nuova diga in Valsessera. Un tema che continua a scaldare gli animi nonostante la sede giudiziaria, alla quale e? ormai approdato il ricorso presentato da ambientalisti e alcuni Comuni contro il progetto, non si sia ancora espressa in merito.

«Il 2017 e? stato il secondo anno piu? caldo del pianeta con la temperatura sulla superficie della terra e degli oceani addirittura superiore di 0,91 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. Le anomalie sono state evidenti anche in Italia dove la primavera 2017, dal punto di vista meteorologico, e? stata la seconda piu? calda dal 1800, con +1,9 gradi ma a giugno lo scarto e? stato addirittura di +3,2 gradi, secondo il Cnr». A scriverlo e? Coldiretti, che fa presente come «anche le province di Vercelli e Biella, in particolare nell’area della Baraggia, hanno fortemente risentito della siccita? che dalla primavera si e? protratta all’intera estate facendo registrare varie problematiche alle colture (tra cui il riso) per cui le nevicate di questi giorni non devono far dimenticare la situazione dei mesi scorsi: anzi, la neve che si e? accumulata sulle Alpi valsesiane e biellesi, va considerata come una risorsa che, anziche? dispersa con il progredire del disgelo, va trattenuta quanto piu? possibile sul territorio, serbatoio necessario non solo per l’agricoltura». «Da inizio anno - prosegue l’associazione - complessivamente il calo di pioggia nelle nostre province e? stato di oltre il 30% con punte del 50–70% registrate nel mese di settembre su un’ampia area della regione. Questi dati, unitamente ai valori delle alte temperature, hanno determinato un deficit idrico insopportabile per il comparto agricolo con molti canali irrigui asciutti nei momenti di massima esigenza». «A fronte della situazione che i nostri imprenditori hanno vissuto nei mesi scorsi - fa dunque presente Coldiretti, tramite il presidente il presidente della sezione Vercelli-Biella Paolo Dellarole -, e? necessario attivarsi per prevenire tali fenomeni ed essere pronti ad affrontare il ripresentarsi di una eventuale siccita? cosi? severa. Per tale motivo, chiediamo alla Regione di aprire al piu? presto un tavolo di lavoro per rivisitare la normativa vigente in materia di utilizzo dell’acqua a scopi irrigui e valutare strumenti idonee, applicabili su tutto il territorio regionale, per migliorare la gestione di situazioni simili a quelle recentemente verificatesi ed essere in grado di supportare con le giuste formule sia le imprese agricole sia l’attivita? svolta dai consorzi irrigui».

A tal proposito il presidente Dellarole torna anche sulla questione degli invasi e, in particolare, sulla diga della Valsessera: «Un’opera a beneficio dell’intera collettivita?: la realizzazione di nuove infrastrutture porterebbe benefici all’intero complesso irriguo biellese e vercellese e garantirebbe un sistema idropotabile moderno e con costi ridotti, indirizzato in primis a prteggere i nostri paesi dal rischio di emergenze idriche. Consentirebbe inoltre di eliminare i pozzi (stimati in circa 330) attualmente in uso presso Comuni e cascine, contribuendo cosi? all’innalzamento della falda sotterranea e all’abbattimento dei costi energetici per il sollevamento».

Totalmente contrari a questa impostazione gli ambientalisti del Comitato Custodiamo la Valsessera, i quali affermano: «Sono finalmente disponibili i primi dati dell’Ente Risi sulla produzione risicola del 2017 , secondo alcuni l’anno con la peggiore siccita? negli ultimi 100 anni. Nel 2016 sono state prodotte 1.593.465 tonnellate di risone (produzione lorda) su un’area coltivata di 70.787 ettari, con una resa ettaro pari a 6,81 t/ha. Nel 2017 sono state prodotte 1.509.543 tonnellate di risone (produzione lorda) su un’area coltivata di 64.384 ettari, con una resa ettaro pari a 6,58 t/ha». «Una ulteriore conferma - aggiunge il Comitato - che il leggero calo delle superfici coltivate e? connesso alla dura competizione del mercato internazionale, a seguito della eliminazione dei dazi che gravavano sui produttori asiatici; e che la severa siccita? non ha determinato alcun danno alla resa produttiva, dato che anche il 2017 si e? collocato su livelli record. Le preoccupate dichiarazioni ancora recentemente profuse dalle associazioni di categoria degli agricoltori per giustificare e sollecitare il finanziamento della nuova diga/invaso sul torrente Sessera non sono dunque sorrette dai dati produttivi (nessun crollo), sembrano solo essere lacrime da coccodrillo, dato che gli agricoltori non si fanno mai fotografare quando brindano ai buoni risultati produttivi. La penuria nelle portate idriche che si e? osservata negli alvei di fiumi e torrenti regionali per tutta la seconda parte del 2017 non e? una mera ed esclusiva conseguenza della siccita? stagionale, quanto piuttosto l’esito congiunto di fattori climatici e di prelievi scellerati che hanno aggravato il gia? precario stato di salute ambientale del nostro reticolo fluviale. Ma, numeri alla mano, a fronte di una siccita? record, la risicoltura non ha patito particolari danni».
Veronica Balocco

Da un lato i dati relativi alla siccita?, alla scarsita? di precipitazioni, alla straordinarieta? di un’annata meteorologica anomala. Dall’altro i bilanci annuali relativi alla produzione di riso, di fatto poco lontana da quella di anni ben piu? generosi dal punto di vista climatico.
Oscillano tra queste due visuali le posizioni che animano il rinnovato dibattito sull’opportunita? (o meno) di costruire la nuova diga in Valsessera. Un tema che continua a scaldare gli animi nonostante la sede giudiziaria, alla quale e? ormai approdato il ricorso presentato da ambientalisti e alcuni Comuni contro il progetto, non si sia ancora espressa in merito.

«Il 2017 e? stato il secondo anno piu? caldo del pianeta con la temperatura sulla superficie della terra e degli oceani addirittura superiore di 0,91 gradi rispetto alla media del ventesimo secolo. Le anomalie sono state evidenti anche in Italia dove la primavera 2017, dal punto di vista meteorologico, e? stata la seconda piu? calda dal 1800, con +1,9 gradi ma a giugno lo scarto e? stato addirittura di +3,2 gradi, secondo il Cnr». A scriverlo e? Coldiretti, che fa presente come «anche le province di Vercelli e Biella, in particolare nell’area della Baraggia, hanno fortemente risentito della siccita? che dalla primavera si e? protratta all’intera estate facendo registrare varie problematiche alle colture (tra cui il riso) per cui le nevicate di questi giorni non devono far dimenticare la situazione dei mesi scorsi: anzi, la neve che si e? accumulata sulle Alpi valsesiane e biellesi, va considerata come una risorsa che, anziche? dispersa con il progredire del disgelo, va trattenuta quanto piu? possibile sul territorio, serbatoio necessario non solo per l’agricoltura». «Da inizio anno - prosegue l’associazione - complessivamente il calo di pioggia nelle nostre province e? stato di oltre il 30% con punte del 50–70% registrate nel mese di settembre su un’ampia area della regione. Questi dati, unitamente ai valori delle alte temperature, hanno determinato un deficit idrico insopportabile per il comparto agricolo con molti canali irrigui asciutti nei momenti di massima esigenza». «A fronte della situazione che i nostri imprenditori hanno vissuto nei mesi scorsi - fa dunque presente Coldiretti, tramite il presidente il presidente della sezione Vercelli-Biella Paolo Dellarole -, e? necessario attivarsi per prevenire tali fenomeni ed essere pronti ad affrontare il ripresentarsi di una eventuale siccita? cosi? severa. Per tale motivo, chiediamo alla Regione di aprire al piu? presto un tavolo di lavoro per rivisitare la normativa vigente in materia di utilizzo dell’acqua a scopi irrigui e valutare strumenti idonee, applicabili su tutto il territorio regionale, per migliorare la gestione di situazioni simili a quelle recentemente verificatesi ed essere in grado di supportare con le giuste formule sia le imprese agricole sia l’attivita? svolta dai consorzi irrigui».

A tal proposito il presidente Dellarole torna anche sulla questione degli invasi e, in particolare, sulla diga della Valsessera: «Un’opera a beneficio dell’intera collettivita?: la realizzazione di nuove infrastrutture porterebbe benefici all’intero complesso irriguo biellese e vercellese e garantirebbe un sistema idropotabile moderno e con costi ridotti, indirizzato in primis a prteggere i nostri paesi dal rischio di emergenze idriche. Consentirebbe inoltre di eliminare i pozzi (stimati in circa 330) attualmente in uso presso Comuni e cascine, contribuendo cosi? all’innalzamento della falda sotterranea e all’abbattimento dei costi energetici per il sollevamento».

Totalmente contrari a questa impostazione gli ambientalisti del Comitato Custodiamo la Valsessera, i quali affermano: «Sono finalmente disponibili i primi dati dell’Ente Risi sulla produzione risicola del 2017 , secondo alcuni l’anno con la peggiore siccita? negli ultimi 100 anni. Nel 2016 sono state prodotte 1.593.465 tonnellate di risone (produzione lorda) su un’area coltivata di 70.787 ettari, con una resa ettaro pari a 6,81 t/ha. Nel 2017 sono state prodotte 1.509.543 tonnellate di risone (produzione lorda) su un’area coltivata di 64.384 ettari, con una resa ettaro pari a 6,58 t/ha». «Una ulteriore conferma - aggiunge il Comitato - che il leggero calo delle superfici coltivate e? connesso alla dura competizione del mercato internazionale, a seguito della eliminazione dei dazi che gravavano sui produttori asiatici; e che la severa siccita? non ha determinato alcun danno alla resa produttiva, dato che anche il 2017 si e? collocato su livelli record. Le preoccupate dichiarazioni ancora recentemente profuse dalle associazioni di categoria degli agricoltori per giustificare e sollecitare il finanziamento della nuova diga/invaso sul torrente Sessera non sono dunque sorrette dai dati produttivi (nessun crollo), sembrano solo essere lacrime da coccodrillo, dato che gli agricoltori non si fanno mai fotografare quando brindano ai buoni risultati produttivi. La penuria nelle portate idriche che si e? osservata negli alvei di fiumi e torrenti regionali per tutta la seconda parte del 2017 non e? una mera ed esclusiva conseguenza della siccita? stagionale, quanto piuttosto l’esito congiunto di fattori climatici e di prelievi scellerati che hanno aggravato il gia? precario stato di salute ambientale del nostro reticolo fluviale. Ma, numeri alla mano, a fronte di una siccita? record, la risicoltura non ha patito particolari danni».
Veronica Balocco

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