Diga, progetto da rifare

Diga, progetto da rifare
Pubblicato:
Aggiornato:

Il progetto della diga delle “Mischie” è da rifare. La notizia è dell’altro giorno, quando il tavolo tecnico della Regione, denominato Conferenza dei servizi, ha stabilito che l’iter del  Consorzio di Bonifica della Baraggia non va bene. Qual è il problema? In termini burocratici si chiama “ripubblicazione” del progetto. Cioè, l’ente che ha presentato il piano di ampliamento dell’invaso, deve ripresentarlo, inserendo le diverse integrazioni che nei mesi scorsi erano state aggiunte strada facendo alla prima ipotesi di lavori. Di per sé quindi non è una bocciatura all’immenso studio prodotto dall’ente vercellese, si parla di metri cubi di carta, ma un no all’iter adottato: prima il progetto, poi le varie aggiunte, man mano che venivano sollevati dubbi o richieste da parte dei tecnici provinciali e regionali. Quindi: tutto da rifare, o meglio assemblare. E da ripresentare. Quando si parla di diga, i numeri in ballo sono sempre enormi. Basta dire che tra le molteplici integrazioni presentate, diverse sono di oltre 3 mila pagine l’una.

E ora? L’iter prevede che il Conzorzio della Bonifica della Baraggia presenti il progetto entro sessanta giorni, al Ministero dell’Ambiente, dopodiché la procedura potrà ripartire tra enti locali, Regione e amministrazione centrale dello Stato. Per il Comitato no-diga, “Custodiamo la Valsessera” si tratta di una vittoria. «Dimostra la supercifialità di un progetto, che seppur enorme e complesso, rispetto a molti punti, si rivela vago - sostiene Daniele Gamba, del direttivo dell’associazione di cittadini -. Su troppe voci, infatti, mancano dettagli tecnici precisi e riferimenti scientifici. Questa “ripubblicazione” implica uno stop all’iter, che dovrà ripartire. Speriamo il più tardi possibile». Per nulla preoccupato, come sempre, invece, Carmelo Iacopino, presidente onorario dell’ente e storico leader del Consorzio: «Nessun problema. Siamo da sempre per il dialogo. Siamo per dare l’acqua all’agricoltura e siamo per realizzare le opere di mitigazione nei comuni biellesi dove l’opera sarà fatta. Ben vengano le richieste di ulteriori documenti. Non abbiamo alcun problema a presentarli. Daremo tutto il necessario ai vari ministeri. Per le opere di compensazione non ci saranno problemi. Accoglieremo le richieste dei Comuni, che già si sono espressi». Meno granitica la posizione di Guido Dellarovere, delegato per la giunta provinciale sulla materia. «La richiesta della Conferenza dei servizi va accolta senza trionfalismi. In un progetto così vasto e complesso, ci sta. Io dico: meglio, ne capiremo di più. E tra due mesi discuteremo tutti con maggiore chiarezza del progetto. Resta il problema della carenza idrica del comparto agricoltura, cui pochi pensano». Soddisfatto a metà il sindaco di Trivero, presente all’incontro. «Devono ripartire da capo - spiega Massimo Biasetti -. Ma il Consorzio ha molti mezzi. Non si scoraggeranno. Certe modiche le faranno... Inutile farsi troppe illusioni. Io spero che il tempo passi e che passino pure certe amministrazioni politiche di centrodestra che hanno favorito questo progetto».

Seguici sui nostri canali