Dieci anni di MegaWeb, il programma di Città Studi per ridurre il digital divide

Dieci anni di MegaWeb, il programma di Città Studi per ridurre il digital divide
Altro 14 Dicembre 2016 ore 17:20

BIELLA - In gergo tecnico si definisce digital divide ma null’altro è che il termine con cui si indica lo svantaggio economico, sociale e culturale al quale vanno in contro le popolazioni che non hanno accesso a internet con connessione a banda larga. Il Biellese, territorio assai frastagliato, soprattutto nelle zone montane, non è sempre raggiungibile, soprattutto laddove le grandi aziende non fiutano affari che possano portare alla copertura, almeno, degli investimenti. Ecco che, dunque, sono altri gli operatori che ci devono mettere una pezza. Secondo il presidente di Città Studi e, dunque, della controllata MegaWeb Ettore Pellerey «le popolazioni che rischiano di essere escluse dall’accesso a banda larga sono quelle che vivono in zone dove la scarsa densità di popolazione e le condizioni del territorio rendono economicamente svantaggiosa la realizzazione delle infrastrutture necessarie al collegamento. Dieci anni fa una grandissima parte del territorio biellese era a forte rischio di digital divide, per questo motivo Città Studi ha deciso di dare avvio al programma MegaWeb».

E i risultati non hanno tardato ad arrivare. «Dopo dieci anni di attività - aggiunge Pellerey - Megaweb conta 49 stazioni radio ed è in grado di offrire la migliore copertura wireless a tutto il comprensorio biellese, parliamo del 95 per cento. La nostra connessione a banda larga raggiunge in modo capillare anche i piccoli centri abitati che si trovano nei punti meno agevoli delle vallate, dove i grandi provider non avrebbero avuto interesse economico ad investire. Grazie a MegaWeb, comuni come Rosazza e la frazione Montesinaro di Piedicavallo, che non raggiungono i cento abitanti, non hanno mai vissuto il problema del digital divide».

Pellerey, poi, ci tiene a spiegare che «Megaweb è un provider diverso dagli altri, perché nasce soprattutto come risposta del territorio al fenomeno del digital divide. Adesso, però, siamo di fronte ad una nuova ed importantissima sfida: il digital divide non è solo un fatto tecnico che si verifica per mancanza di connessione. Oggi è soprattutto un fatto culturale». Proprio per questo Città Studi è a fianco di MegaWeb per lanciare corsi per avvicinare tutti alle tecnologie. Oltre a importanti iniziative come il master in marketing e multicanale, che si avvia alla sua terza edizione e poi, dal 2016, il centro competenza InNovaRe. Proprio in collaborazione con InNovaRe, per il decimo anno di vita Megaweb, Città Studi realizza una nuova offerta di servizi completamente dedicata alle aziende, per renderle maggiormente competitive sul mercato in termini di velocità di connessione. E i risultati di Megaweb sono tangibili: i clienti serviti nel 2012 erano 3mila, nel 2016 sono saliti a 5.500.

Enzo Panelli

BIELLA - In gergo tecnico si definisce digital divide ma null’altro è che il termine con cui si indica lo svantaggio economico, sociale e culturale al quale vanno in contro le popolazioni che non hanno accesso a internet con connessione a banda larga. Il Biellese, territorio assai frastagliato, soprattutto nelle zone montane, non è sempre raggiungibile, soprattutto laddove le grandi aziende non fiutano affari che possano portare alla copertura, almeno, degli investimenti. Ecco che, dunque, sono altri gli operatori che ci devono mettere una pezza. Secondo il presidente di Città Studi e, dunque, della controllata MegaWeb Ettore Pellerey «le popolazioni che rischiano di essere escluse dall’accesso a banda larga sono quelle che vivono in zone dove la scarsa densità di popolazione e le condizioni del territorio rendono economicamente svantaggiosa la realizzazione delle infrastrutture necessarie al collegamento. Dieci anni fa una grandissima parte del territorio biellese era a forte rischio di digital divide, per questo motivo Città Studi ha deciso di dare avvio al programma MegaWeb».

E i risultati non hanno tardato ad arrivare. «Dopo dieci anni di attività - aggiunge Pellerey - Megaweb conta 49 stazioni radio ed è in grado di offrire la migliore copertura wireless a tutto il comprensorio biellese, parliamo del 95 per cento. La nostra connessione a banda larga raggiunge in modo capillare anche i piccoli centri abitati che si trovano nei punti meno agevoli delle vallate, dove i grandi provider non avrebbero avuto interesse economico ad investire. Grazie a MegaWeb, comuni come Rosazza e la frazione Montesinaro di Piedicavallo, che non raggiungono i cento abitanti, non hanno mai vissuto il problema del digital divide».

Pellerey, poi, ci tiene a spiegare che «Megaweb è un provider diverso dagli altri, perché nasce soprattutto come risposta del territorio al fenomeno del digital divide. Adesso, però, siamo di fronte ad una nuova ed importantissima sfida: il digital divide non è solo un fatto tecnico che si verifica per mancanza di connessione. Oggi è soprattutto un fatto culturale». Proprio per questo Città Studi è a fianco di MegaWeb per lanciare corsi per avvicinare tutti alle tecnologie. Oltre a importanti iniziative come il master in marketing e multicanale, che si avvia alla sua terza edizione e poi, dal 2016, il centro competenza InNovaRe. Proprio in collaborazione con InNovaRe, per il decimo anno di vita Megaweb, Città Studi realizza una nuova offerta di servizi completamente dedicata alle aziende, per renderle maggiormente competitive sul mercato in termini di velocità di connessione. E i risultati di Megaweb sono tangibili: i clienti serviti nel 2012 erano 3mila, nel 2016 sono saliti a 5.500.

Enzo Panelli