"Diamo una spinta al cambiamento"

"Diamo una spinta al cambiamento"
Altro 20 Marzo 2012 ore 11:19

L’industria tessile ha reso grande Biella nel mondo ma ora, con la sua lenta decadenza causata dalla concorrenza di altri mercati, rischia di farne una città vecchia e senza futuro. Se non si impiegano nuove risorse e conoscenze dell’industria già esistente per altri scopi, Biella sarà una città senza lavoro e senza speranza di sviluppo. Sopravvivranno le industrie tessili più famose, che si limiteranno a produrre idee, le quali però verranno concretizzate altrove, dove la manodopera costa meno.

L’industria tessile ha reso grande Biella nel mondo ma ora, con la sua lenta decadenza causata dalla concorrenza di altri mercati, rischia di farne una città vecchia e senza futuro. Se non si impiegano nuove risorse e conoscenze dell’industria già esistente per altri scopi, Biella sarà una città senza lavoro e senza speranza di sviluppo. Sopravvivranno le industrie tessili più famose, che si limiteranno a produrre idee, le quali però verranno concretizzate altrove, dove la manodopera costa meno.
Per dare una spinta verso il cambiamento, sarebbe opportuno diversificare e investire in nuovi progetti; interessante sarebbe promuovere l’utilizzo delle strutture e delle industrie per produzioni alternative come, ad esempio, l’energia solare o eolica.
Contemporaneamente, si potrebbe pensare di incrementare il settore turistico, ampliando e rinnovando le strutture ricettive già esistenti e studiando percorsi turistici in tutto il territorio biellese. Si potrebbe creare un museo dove raccogliere oggetti e prodotti legati alla tradizione laniera, evitando così che usi e costumi, legati al periodo di massimo sviluppo del settore tessile, vadano perduti; in questo modo verrebbe data la possibilità ai visitatori di conoscere le varie lavorazioni della lana.
Un ulteriore sviluppo potrebbe arrivare dalla cultura, promuovendo scuole di teatro e musica, incentivando l’apertura di cinema e mostre d’arte, favorendo salotti letterari, richiamando artisti, permettendo così la formazione di compagnie teatrali e di spettacolo.
Edoardo Barbera e Chiara Colazza
IV I