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Defibrillatore senza fili sottocutaneo all'Asl

Defibrillatore senza fili sottocutaneo all'Asl
Altro 12 Giugno 2015 ore 15:51

Nei giorni scorsi, per la prima volta, anche nella cardiologia dell’ospedale degli Infermi è stato impiantato un defibrillatore sottocutaneo, senza fili.

Si tratta di un intervento già eseguito nei maggiori centri cardiologici piemontesi, indicato in pazienti giovani, senza gravi cardiopatie strutturali, ma a rischio di aritmie potenzialmente gravi, che di solito sono determinate geneticamente.
Il defibrillatore sottocutaneo è stato impiantato in un paziente poco più che quarantenne, a seguito di uno svenimento improvviso, che gli accertamenti eseguiti dai cardiologi dell’Asl di Biella hanno imputato alla presenza di una patologica aritmogena genetica. L’intervento è stato eseguito da Biondino Marenna, dirigente medico della cardiologia dell’Asl di Biella, che spiega: «A differenza del defibrillatore tradizionale, quello sottocutaneo non prevede l’inserimento di elettrocateteri nel cuore. Questi vengono infatti inseriti con accesso sottocutaneo adiacente allo sterno e sottopettorale, per poi essere collegati ad un generatore, di dimensioni lievemente superiori a quello tradizionale, posizionato in zona ascellare, sempre sottocute. L’assenza di elettrocateteri nelle cavità cardiache non espone il paziente ai rischi dell’impianto con tecnica tradizionale, quali dislocazione degli elettrodi stessi, loro sguainamenti o fratture, infezioni anche gravi».