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Coltello in pancia, rapinato

Coltello in pancia, rapinato
Altro 25 Luglio 2011 ore 17:46

(18 lug) Ha scritto un amaro sfogo sulla sua pagina di “Facebook”, perché la rapina subita l’ha segnato. E non poco. Maurizio De Troia (nella foto di Filippo Sarcì) ha passato i cinque minuti peggiori della sua vita, mercoledì pomeriggio della settimana scorsa. Minacciato da due rapinatori armati di coltello, ha dovuto dare tutto quanto aveva all’interno della propria edicola/tabaccheria, a Pollone.

Il racconto. «Era mercoledì 13 luglio. Erano da poco passate le 18. Per via del maltempo non c’erano clienti in negozio. Stavo già compilando le bolle e i resi dei giornali - spiega Maurizio De Troia, conosciuto in tutto il Biellese anche per il suo decennale impegno nel mondo della pallacanestro locale, insieme al fratello Massimo -. All’esterno del negozio ho intravisto due ombre... Erano due persone sedute vicino alla mia vetrina. Solitamente esco e chiedo di spostarsi... Ma pioveva e, ho pensato, aspetteranno che smetta. Lasciamo perdere... Il tempo di abbassare lo sguardo e di ritornare con la testa ai miei conti e sono entrati. Uno aveva un passamontagna e l’altro una maschera tipo carnevale con una parrucca, bionda. Mi hanno subito puntato un coltello alla pancia, minacciandomi di ammazzarmi». Ha scritto un amaro sfogo sulla sua pagina di “Facebook”, perché la rapina subita l’ha segnato. E non poco. Maurizio De Troia (nella foto di Filippo Sarcì) ha passato i cinque minuti peggiori della sua vita, mercoledì pomeriggio della settimana scorsa. Minacciato da due rapinatori armati di coltello, ha dovuto dare tutto quanto aveva all’interno della propria edicola/tabaccheria, a Pollone.

Il racconto. «Era mercoledì 13 luglio. Erano da poco passate le 18. Per via del maltempo non c’erano clienti in negozio. Stavo già compilando le bolle e i resi dei giornali - spiega Maurizio De Troia, conosciuto in tutto il Biellese anche per il suo decennale impegno nel mondo della pallacanestro locale, insieme al fratello Massimo -. All’esterno del negozio ho intravisto due ombre... Erano due persone sedute vicino alla mia vetrina. Solitamente esco e chiedo di spostarsi... Ma pioveva e, ho pensato, aspetteranno che smetta. Lasciamo perdere... Il tempo di abbassare lo sguardo e di ritornare con la testa ai miei conti e sono entrati. Uno aveva un passamontagna e l’altro una maschera tipo carnevale con una parrucca, bionda. Mi hanno subito puntato un coltello alla pancia, minacciandomi di ammazzarmi. L’hanno fatto diverse volte. Ovviamente non li ho visti in faccia. Posso solo dire che erano italiani. Approssimativamente tra i trenta e i quarant’anni. Si comportavano in modo deciso, senza paura. Mostravano di avere molta fretta e avevano modi molto aggressivi».

I soldi. «In cassa tengo sempre pochi soldi - aggiunge l’ex giocatore e allenatore di basket -. Giusto 60/70 euro. I due non si sono accontentati. E minacciandomi mi hanno chiesto altro... Per un po’ ho provato a prendere tempo, cercare di convincerli che non avevo altro, visto il maltempo della giornata. Poi ho dato loro un borsello dove tenevo altri 400 euro. Che dovevo fare, mettere a repentaglio la mia vita? In oltre vent’anni di lavoro non mi era mai capitato nulla di simile. Davvero brutti momenti. Molto brutti».
Paolo La Bua
labua@primabiella.it

18 luglio 2011

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