DALLA SVIZZERA: MARCO CALLEGARI

DALLA SVIZZERA: MARCO CALLEGARI
Altro 10 Maggio 2012 ore 14:56

Zurigo. In questi giorni una pantera nera (purtroppo non Naomi Kampbell) sta furoreggiando nelle campagne bernesi e nei boschi del cantone Solothurn. Gli avvistamenti della Black Panther, che poi altro non è che un leopardo dal pelo nero, tengono banco sulle prime pagine delle principali testate svizzere.

Brividi selvaggi scuotono la tranquillità elvetica. Quanto di selvaggio abbia in realtà la pantera in questione non è dato a sapere, ma essendo quasi sicuramente scappata dal giardino di un eccentrico milionario nonchè improbabile Indiana Jones dei quattro cantoni (e probabile imbecille del 21esimo secolo), il nome è probabilmente tutto quello che di selvaggio le è rimasto. Ergo, è pericolosa per l’uomo tanto quanto potrebbe esserlo Garfield all’ora di pranzo. Infatti la protezione civile sta cercando di catturarla seminando quintali (giuro) di filetto di vitello nei boschi. Quasi quasi denuncio un avvistamento nei pressi di casa mia, se mi va bene mi piazzano qualche chilo di culatello nella buca delle lettere. La confederazione non è nuova a esperienze simili e quasi tutte, hanno come filo conduttore un non so che di ridicolo. Sia nelle vicende in se, che nelle soluzioni adottate per affrontarle, così come nei commenti della gente “comune”. Da una parte chi è per la soluzione finale di qualsiasi cosa si muova a quattro zampe senza essere in gabbia o legata come Houdini e dall’altra i fondamentalisti del “viva gli animali”, che provano tenerezza anche per un Rottweiler che sta sbranando un bambino. Una delle storie più curiose in questo campo è senza dubbio quella di un elefante scappato da un circo in centro a Zurigo un paio di anni fa, che riuscì a far perdere ogni traccia di sè per diverse ore, per poi essere ritrovato beato e pacifico mentre si faceva un bagno al lago. Ora, va bene che gli svizzeri non brillino per arguzia e spirito d’osservazione, ma che un elefante possa far perdere le tracce di se in centro a Zurigo, rasenta davvero il ridicolo. Di sicuro, visti i precedenti, la Black Panther e i suoi tifosi possono dormire sonni tranquilli. È più facile che muoia di gotta strafogandosi di filetto di vitello, che venga catturata nei boschi svizzeri.

Marco Callegari