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DALLA NORVEGIA:VITTORIO MAGLIOLA

DALLA NORVEGIA:<BR>VITTORIO MAGLIOLA
Altro 20 Luglio 2012 ore 17:01

Alcuni giorni fa (domenica) è scoppiata una specie di bomba nell’ambiente calcistico norvegese: una partita della prima divisione (l’equivalente della nostra serie B) è stata rinviata a causa di scommesse sospette sul risultato finale. Sembra che la Federazione norvegese abbia scelto di non far disputare la partita fra Ull/Kisa-HamKam perchè almeno un giocatore aveva scommesso sulla sconfitta della propria squadra.

Inoltre, la Federazione stessa ha fatto sapere che ci sono sospetti su altre due partite, e per questo ha preso la decisione di denunciare il tutto all’autorità competente, che qui in Norvegia è la Polizia, perchè possa indagare con gli strumenti ed il potere di cui dispone. La prima reazione potrebbe essere quella di pensare che tutto il mondo è paese, visto quello che è successo e sta succedendo in Italia: anche qui in Norvegia ci sono sospetti (ancora tutti da provare) su una associazione mafiosa serba, che ha affiliati in Svezia e che potrebbe aver condizionato i risultati delle partite del campionato. Sembra strano pensare che la mafia abbia interessi su partite dove al massimo ci sono cento spettatori e quattrocento mucche attorno al campo da gioco, ma le vie del crimine sono misteriose. Però, poi anche in questo caso si notano delle differenze tra l’Italia e la Norvegia, almeno nel modo di gestire la situazione: nessun nome è arrivato ai media, perchè per adesso ci sono dei sospetti, non ci sono delle conferme, e per questo motivo non si sbatte nessuno in prima pagina con accuse tutte da dimostrare. E poi qui in Norvegia a denunciare i presunti illeciti è stata la Federazione stessa, che evidentemente ha un sistema di controllo migliore di quello della federazione o della lega italiane; per questo la mia proposta è di inviare qualche dirigente italiano quassù, per capire come sia stato possibile per i loro colleghi scandinavi arrivare a questi risultati. Infine, in tutto questo bailamme non è saltato su nessun politico ad invocare tribunali speciali, liste di proscrizione o pena di morte per i “presunti” colpevoli: gli unici a parlare sono stati i rappresentanti della Federazione, che hanno promesso rigore e severità nel caso dovessero essere provate le ipotesi di reato. Per il resto, tutti aspettano di sapere se i sospetti erano fondati o meno, ed allo stesso tempo si rendono conto che, in ogni caso, neppure il campionato norvegese può considerarsi al riparo dei pericoli legati alla criminalità organizzata, ed hanno incominciato a riflettere sulle contromisure da adottare.

Vittorio Magliola

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