DALLA NORVEGIA: VITTORIO MAGLIOLA

DALLA NORVEGIA: VITTORIO MAGLIOLA
Altro 30 Marzo 2012 ore 14:02

Trondheim. Numeri: la settimana scorsa la Norvegia ha superato quota cinque milioni di abitanti. Nulla, se paragonato alla popolazione italiana, ma di grande valore simbolico, soprattutto se si pensa che la densità di abitanti per chilometro quadrato quassù è pari a 14, mentre in Italia è vicina ai 200. Insomma, anche se la Norvegia avesse il doppio di abitanti, come la Svezia, si starebbe sempre comodi, o meglio, si starebbe belli comodi nelle campagne, perchè nei centri urbani come Trondheim è caccia spietata agli appartamenti, con prezzi alle stelle e mutui sempre più onerosi per poterseli permettere.

Questo è il paradosso norvegese: un sacco di spazio per tutti ma non nelle città, che non a caso faticano a star dietro alla popolazione in crescita vorticosa, con servizi sempre più scadenti (ovviamente per gli standard norvegesi, molto più alti dei nostri). A farne le spese sono i gruppi più deboli, soprattutto gli anziani e i bambini: non è un caso che saranno loro, a monopolizzare il dibattito politico fino alle prossime elezioni, ancora lontane ma già molto sentite.Ma ci sono altri numeri interessanti, in qualche modo collegati alla spesa sociale norvegese, che ci riguardano più da vicino: per finanziare il sistema di welfare è stato creato diversi anni fa qui in Norvegia un fondo di investimento, nel quale convergono ogni anno i ricavi netti della vendita del petrolio. Questo fondo di investimento funziona esattamente come tutti gli altri fondi, e investe sia in titoli di stato che in azioni. La scorsa settimana lo Statens Pensjonsfond (questo è il suo nome) ha acquistato azioni e titoli del debito pubblico, soprattutto tedesco, francese e, sorpresa sorpresa, italiano. Si calcola che in totale il fondo di investimento dello stato norvegese possegga circa il 2,5% di tutte le azioni e abbligazioni emesse in Europa.Questo significa che in qualche modo ai norvegesi interessa, e parecchio, come va la situazione in Europa ed in Italia in particolare, perchè anche il loro benessere dipende, almeno in parte, dalla capacità dell’economia italiana di ripartire e di crescere. Allora miei cari italiani, a voi rivolgo un personale appello: se proprio non volete stare meglio per voi stessi, potreste farlo almeno per me? Una minima parte del mio benessere dipende anche da voi, e, insomma, io ci tengo. Grazie.

Vittorio Magliola