DALLA NORVEGIA: VITTORIO MAGLIOLA

DALLA NORVEGIA: VITTORIO MAGLIOLA
Altro 05 Aprile 2012 ore 18:41

Trondheim. Pasqua in Norvegia significa relax e fuga dalle città: già da venerdì scorso anche Trondheim ha cominciato a svuotarsi, con i suoi abitanti incolonnati lungo le vie che portano alle montagne e alle baite.Molti norvegesi hanno una seconda casa da qualche parte, molto spesso a diverse centinaia di chilometri dal luogo di residenza. Così in estate oppure a Natale e Pasqua si assiste alla transumanza dei norvegesi, che si mettono in macchina per diverse ore per raggiungere la loro casetta, ovviamente con il risultato di creare molto spesso delle code chilometriche di fantozziana memoria.I più fortunati, e sono molti, si comprano una casa in Spagna, o in Italia: l’altro giorno Dagbladet, uno dei tre quotidiani più letti qui in Norvegia, aveva uno speciale di diverse pagine dedicato a chi vuole acquistare una proprietà all’estero, e anche il nostro Paese era tra le mete consigliate, soprattutto adesso che l’economia norvegese è in ripresa e la crisi si fa ancora sentire nel resto dell’Europa.

Per pura curiosità, erano indicati come esempi di acquisti vantaggiosi un appartamento in centro a Sanremo e due case sul lago di Como (quindi mi viene da dire che anche Biella e il Biellese non dovrebbero sfigurare in questa lista di “consigli per gli acquisti”).Quella della seconda casa è una specie di ossessione per i norvegesi: tutti vogliono avere un posto dove potersi riposare e fuggire dalla ”stressante” vita cittadina. Per i piccoli paesini sparsi per tutta la Norvegia questa ossessione è una manna dal cielo, perchè con le tasse sulle residenze estive molti comuni riescono a finanziare i propri servizi, senza contare i soldi che i turisti versano nelle spesso esangui economie locali. A Røros, dove lavoravo prima di tornare a Trondheim, la popolazione durante le vacanze estive quadruplicava grazie alla miriade di baite presenti sul territorio comunale, tanto che in estate per trovare posto nel parcheggio del centro commerciale ero costretto a fare a sportellate tutto il santo giorno.Il vantaggio per quelli che, come il sottoscritto, la seconda casa non ce l’hanno, è che in città a Pasqua non c’è quasi più nessuno: il traffico è ridotto al lumicino, non c’è più la ressa nei locali, la spesa si fa in cinque minuti e i parcheggi sono tutti vuoti. L’unico neo in questo quadro idilliaco è il tempo: qui purtroppo nevica e continuerà così fino a lunedì prossimo. È dunque tempo di sedersi comodi in poltrona, leggersi un romanzo giallo, magari bevendosi anche un buon caffè, e lasciare che la neve faccia il suo lavoro e imbianchi per l’ennesima volta tutta la città. Buona Pasqua a tutti.

Vittorio Magliola