DALLA CINA: PIERO FIORITO

DALLA CINA: PIERO FIORITO
Altro 07 Giugno 2012 ore 13:26

Pechino. Venerdi 25 maggio a Suzhou si è svolto il 5° incontro ufficiale tra la municipalità e le aziende italiane presenti nell’area, organizzato dal Consolato  d’Italia di Shanghai, dalla Camera di Commercio Italia/Cina e dall’Ufficio affari esteri  di Suzhou. Suzhou è un’antica città (visitata da Marco Polo) che si è orientata negli ultimi 20 anni alla creazione di parchi industriali attrezzati. Ne esistono 2 importanti: Sip (Suzhou Industrial Park promossa dal governo di Singapore) e Snd (Suzhou New District voluta dal governo locale). Il distretto industriale di Suzhou è il più grande distretto in Asia.

La presenza dell’Italia è consistente e conta oltre 150 aziende, soprattutto nei settori tecnologico, meccanico, servizi. Naturalmente è dominante la presenza dalle aziende Usa, tedesche ed europee. Anche se non in maggioranza, le aziende italiane (aiutate in questo caso dalle istituzioni) sono riuscite a creare nel tempo un rapporto diretto con il potente governo della città per discutere e pianificare problemi comuni. In definitiva gli italiani nel mondo si distinguono nel creare opportunità di dialogo, di lavoro, di competenza e di simpatia. I temi in discussione sono stati I seguenti: carenza di energia elettrica nel periodo estivo (da giugno a settembre), aumento del costo del lavoro, carenza di lavoratori dalle provincie interne. Sulla fornitura di energia elettrica per l’industria la situazione 2012  è migliorata rispetto ai 2 anni precedenti grazie al collegamento con la linea proveniente dalla centrale della grande diga delle 3 Gole (nella provincia di Sichuan). La situazione non sarà comunque stabilizzata fino al completamento delle centrali elettriche (ad energia nucleare) previsto per il 2013. Sui  problemi del lavoro le  autorità locali sono  interlocutorie, ma anche chiare. Il governo prevede un incremento del costo base del lavoro di una media del 15% annua per i prossimi 3/4 anni.Questo vorrà dire che la Cina non offrirà più lavoro a basso prezzo, mentre diminuiranno i lavoratori migranti. Si va dunque verso una riqualificazione della forza lavoro. Cina dunque  paese delle opportunità ma non del basso costo, com’è avvenuto in tutti i paesi industriali occidentali.

Piero Fiorito