DAGLI USA: EMILIO PASCHETTO

DAGLI USA: EMILIO PASCHETTO
Altro 19 Aprile 2012 ore 18:58

Dallas. Martedì 3 aprile: il giorno sbagliato per essere a Dallas. A mezzogiorno dalla lobby del mio hotel a Dallas osservo il sole scomparire senza preavviso, il cielo di colpo funereo violento d’una pioggia inaffrontabile. Indifferente come solo i veri incoscienti (o deficienti) sono, chiamo un taxi e il portiere dell’albergo replica: «Ne è sicuro?»... lo osservo senza capire che aria tira. Un taxi arriva: «All’aeroporto» dico; il conduttore domanda se possiamo aspettare... «aspettare cosa?» esclamo, mentre un text message di un’amica premurosa (che sa che sono in Texas) dice: «Sei al sicuro? Le news dicono 1 tornado sull’aeroporto di Dallas!». 

Tornado? Guardo il cielo: allora bisogna andare a vedere! Prometto al taxista 60$ di mancia se arriviamo all’aeroporto a tavoletta. A malapena si vede la strada, l’acqua scroscia come fossimo sotto a una cascata, l’intrepido taxista (senegalese) non molla fin sotto la banchina coperta della American Airlines. Scendiamo dalla macchina (all’asciutto) per complimentarci della nostra audacia e il vento quasi ci solleva, faccio in tempo a pagare per il Camel Trophy appena ultimato che a 2 metri da noi, lì in mezzo alla strada, si spaccano al suolo pezzi di ghiaccio come palle da baseball... e si spacca tutto quello che la grandine ora devasta, vetri delle auto inclusi. Tormenta da apocalisse, io e il senegalese ci stropicciamo gli occhi senza capire cos’è che cade dal cielo mentre il vento a folate come schiaffi fa scattare un coprifuoco aeroportuale che richiede a tutti (sottoscritto incluso) di sgambettare ai punti di raccolta “sicuri” e stare lontano da qualunque vetrata. Le palle da tennis (di ghiaccio) rimbombano come la fine del mondo: «ok» penso «ora saltan tutti i vetri dell’aeroporto e il volo lo prendiamo senza aereo»... E invece il vento non aumenta, i boati e la grandine però restano. Tra gente terrorizzata, nei mega screen in diretta, vediamo un tornado a 2 miglia da noi allontanarsi facendo dozzine di feriti, devastando una landa piattissima, decine di abitazioni sventrate, aperte dal tetto come case di bambole. Mentre le telecamere mostrano un camion a 30 metri in aria ricadere pesantemente, il frastuono della grandine cessa, il vento cala. Il tornado è ora lontano, ovviamente il mio volo è cancellato così come un centinaio d’altri perché 104 aerei son stati danneggiati mentre erano in sosta. Fenomeni spaventosi di mal tempo nel 2011 hanno fatto 550 morti nel mezzo del nulla di questi Stati Uniti vittime d’una natura che il 3 d’aprile a Dallas ha mostrato gli artigli, cogliendo tutti di sorpresa.Emilio Paschetto