DAGLI USA: EMILIO PASCHETTO

DAGLI USA: EMILIO PASCHETTO
Altro 14 Maggio 2012 ore 13:28

New York. A confronto con i  13enni italiani mi accorgo che ciò che appare ovvio ai newyorkesi e americani tutti, non è affatto ovvio, per chi inglese non parla: mi riferisco a quelle sigle brevi, in inglese, usate in chat rooms, emails, ma soprattutto mandando messaggini sms che sono abusate oggi dagli adolescenti (e non solo) intenti a messaggiare. Una madre a New York, nel text message del figlioletto legge “LOL” e sorride...

Una madre a Biella legge “LOL” e magari si interroga: sarò già così vecchia da aver perso il passo coi linguaggi di mio figlio? Relax: questa particolare zuppa alfabetico-simbolica di acronimi, nata dall’esigenza di far entrare in pochissimi caratteri (e con estrema rapidità) espressioni emotive, è esempio di come, anche in Italia, i giovanissimi adottino linguaggi (codifiche? geroglifici?) della rete, convalidati a piè pari... senza talvolta chiedersi il significato, ma non per questo sbagliandone l’interpretazione.  “LOL” significa “Laughing Out Loud” ossia, per chi scrive, l’intenzione di esprimere (con 3 caratteri appunto “LOL”) che ci si sta ammazzando di risate. La fredda comunicazione per text message necessitava uno slang emozionale di gesti umani, sorrisi e approvazioni, o disapprovazione, tutto in pochissimi caratteri: dalle funzionali  “BRB” (Be Right Back = torno subito, torno a scrivere fra poco) alle  “ROTFL” (Rolling On The Floor Laughing - sto ridendo da rotolarmi sul pavimento) a  “MMD” (Make My Day = grazie a questa tua informazione mi hai trasformato la giornata in positivo) l’uso di queste terminologie è la manifestazione di una generazione  “di fretta” che manda un sorriso così :) o così :-) e fa l’occhiolino così ;-). Dizionari di simboli emotivi & acronimi per text messages sono ovunque su internet. Ma dove stanno i rischi, di questo modo di comunicare in poco spazio, istantaneo, adolescenziale? Forse noi adulti ci dovremo chiedere se questa generazione di adolescenti professionisti del text message sa effettivamente comunicare senza acronimi, senza fretta e con profondità, se esiste ancora il desiderio di comunicazione verbale invece che scritta, senza faccine simboliche di 3 caratteri capaci di costringerci a piegare la testa a sinistra per strappare da loro un sorriso.

Emilio Paschetto