Cossatoshop: solo 40 tesserati su 117

Cossatoshop: solo 40 tesserati su 117
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COSSATO - In città, alla crisi economica, si è aggiunta anche la drastica riduzione dei tesseramenti a Cossatoshop, l’associazione dei commercianti e degli artigiani, sorta poco più di un anno fa, sulle ceneri del Ciac. Infatti, sabato scorso, alla chiusura dei termini delle adesioni, Ilaria Monteferrario e Barbara Nevenzi, rispettivamente presidente e vice della associazione, hanno fatto il punto della situazione.

«Va bene così - dice la presidente, senza manifestare la delusione – ce ne aspettavamo certamente di più: quaranta iscritti sono pochi, ma è un numero che ci consente, comunque, di organizzare qualcosa. Ci auguriamo che, nei prossimi giorni, ci arrivino ancora delle adesioni, che verranno senz’altro accolte». Dopo la scarsa partecipazione alla riunione di febbraio (15 persone su 117 soci), indetta per presentare il bilancio 2015 ed il programma degli eventi per il 2016, il direttivo di Cossatoshop aveva deciso di non passare più negozio per negozio per raccogliere i nuovi tesseramenti.

«L’abbiamo fatto – fa rilevare Barbara Nevenzi - per poter sondare l’interesse reale dei nostri colleghi a far parte dell’associazione, pubblicizzando la notizia del rinnovo del tesseramento per il 2016, via e-mail e sulla nostra pagina Facebook, un test che ha prodotto una scarsa adesione». E’ difficile comprendere, tuttavia, se ciò è  dovuto a semplice dimenticanza, disinteresse o disaccordo. Martedì il consiglio direttivo di Cossatoshop si è riunito per uno scambio di idee e di proposte sul da farsi.

Frattanto, come aveva annunciato in consiglio comunale, la scorsa settimana, l’assessore alle attività economiche Sonia Borin si appresta ad incontrare nuovamente i vertici dell’associazione, poi la Pro Loco Cossatese ed il consiglio direttivo dei donatori di sangue Fidas, e altre associazioni di volontariato che, come il Comune, nelle scorse settimane, avevano già dato la  loro disponibilità a collaborare, per la stesura di un programma di manifestazioni da realizzare nell’anno in corso, dando una grossa mano, tutti insieme, per organizzarle. E’, infatti, proprio in questi momenti di grosse difficoltà che occorre operare assieme, superando qualsiasi tipo di divisione per il bene comune.

Franco Graziola

COSSATO - In città, alla crisi economica, si è aggiunta anche la drastica riduzione dei tesseramenti a Cossatoshop, l’associazione dei commercianti e degli artigiani, sorta poco più di un anno fa, sulle ceneri del Ciac. Infatti, sabato scorso, alla chiusura dei termini delle adesioni, Ilaria Monteferrario e Barbara Nevenzi, rispettivamente presidente e vice della associazione, hanno fatto il punto della situazione.

«Va bene così - dice la presidente, senza manifestare la delusione – ce ne aspettavamo certamente di più: quaranta iscritti sono pochi, ma è un numero che ci consente, comunque, di organizzare qualcosa. Ci auguriamo che, nei prossimi giorni, ci arrivino ancora delle adesioni, che verranno senz’altro accolte». Dopo la scarsa partecipazione alla riunione di febbraio (15 persone su 117 soci), indetta per presentare il bilancio 2015 ed il programma degli eventi per il 2016, il direttivo di Cossatoshop aveva deciso di non passare più negozio per negozio per raccogliere i nuovi tesseramenti.

«L’abbiamo fatto – fa rilevare Barbara Nevenzi - per poter sondare l’interesse reale dei nostri colleghi a far parte dell’associazione, pubblicizzando la notizia del rinnovo del tesseramento per il 2016, via e-mail e sulla nostra pagina Facebook, un test che ha prodotto una scarsa adesione». E’ difficile comprendere, tuttavia, se ciò è  dovuto a semplice dimenticanza, disinteresse o disaccordo. Martedì il consiglio direttivo di Cossatoshop si è riunito per uno scambio di idee e di proposte sul da farsi.

Frattanto, come aveva annunciato in consiglio comunale, la scorsa settimana, l’assessore alle attività economiche Sonia Borin si appresta ad incontrare nuovamente i vertici dell’associazione, poi la Pro Loco Cossatese ed il consiglio direttivo dei donatori di sangue Fidas, e altre associazioni di volontariato che, come il Comune, nelle scorse settimane, avevano già dato la  loro disponibilità a collaborare, per la stesura di un programma di manifestazioni da realizzare nell’anno in corso, dando una grossa mano, tutti insieme, per organizzarle. E’, infatti, proprio in questi momenti di grosse difficoltà che occorre operare assieme, superando qualsiasi tipo di divisione per il bene comune.

Franco Graziola

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