Così cambia la caccia in Piemonte

Così cambia la caccia in Piemonte
Altro 21 Settembre 2015 ore 04:34

Nei giorni scorsi la giunta regionale, su proposta dell’assessore Giorgio Ferrero, ha approvato le modifiche al calendario venatorio stabilendo che l’apertura generale – per le specie lepre comune, fagiano, minilepre, coniglio selvatico e cinghiale – avverrà domenica 27 settembre.

Si sono prolungati i tempi di prelievo della lepre, minilepre e coniglio selvatico fino al 6 di dicembre. Il carniere stagionale per la specie beccaccia è stato riportato a 10 capi. Il prelievo della specie cinghiale deve essere consentito per tre giorni alla settimana nella forma di caccia programmata in ogni Atc (Ambito territoriale caccia) e Ca (Comparto alpino), con l’ausilio dei cani. I comitati di gestione degli Atc e Ca possono stabilire per tale forma di caccia anche la giornata di lunedì. Restano confermate le disposizioni riferite alle altre specie oggetto di prelievo venatorio.

Secondo Arci Caccia, altri miglioramenti e aggiustamenti andranno introdotti il prossimo anno. Arci Caccia Regionale – che ha avanzato queste ed altre proposte fin dallo scorso aprile  – esprime soddisfazione in quanto si ripristina, in modo uniforme, l’apertura unica dell’attività venatoria alla fauna stanziale e si allungano i tempi di prelievo per alcune specie.  «La scelta delle altre associazioni venatorie di fare ricorso al Tar, aprendo un conflitto giudiziario nei confronti della Regione – spiega Arci Caccia -, ha di fatto ritardato un provvedimento che era possibile ottenere già nei mesi precedenti. Queste associazioni venatorie hanno dimostrato di non avere la capacità politica di rapportarsi con l’istituzione regionale, provocando un danno di immagine a tutto il mondo venatorio».   E prosegue: «Oggi si chiude un difficile periodo per i cacciatori piemontesi che hanno diritto di poter esercitare la loro passione in un quadro di certezze che solo la nuova normativa regionale può dar loro. Ora con la Regione dobbiamo portare avanti un dialogo e un confronto per conquistare entro pochi mesi una nuova legge regionale sull’attività venatoria e l’approvazione del Piano faunistico venatorio regionale».

Nei giorni scorsi la giunta regionale, su proposta dell’assessore Giorgio Ferrero, ha approvato le modifiche al calendario venatorio stabilendo che l’apertura generale – per le specie lepre comune, fagiano, minilepre, coniglio selvatico e cinghiale – avverrà domenica 27 settembre.

Si sono prolungati i tempi di prelievo della lepre, minilepre e coniglio selvatico fino al 6 di dicembre. Il carniere stagionale per la specie beccaccia è stato riportato a 10 capi. Il prelievo della specie cinghiale deve essere consentito per tre giorni alla settimana nella forma di caccia programmata in ogni Atc (Ambito territoriale caccia) e Ca (Comparto alpino), con l’ausilio dei cani. I comitati di gestione degli Atc e Ca possono stabilire per tale forma di caccia anche la giornata di lunedì. Restano confermate le disposizioni riferite alle altre specie oggetto di prelievo venatorio.

Secondo Arci Caccia, altri miglioramenti e aggiustamenti andranno introdotti il prossimo anno. Arci Caccia Regionale – che ha avanzato queste ed altre proposte fin dallo scorso aprile  – esprime soddisfazione in quanto si ripristina, in modo uniforme, l’apertura unica dell’attività venatoria alla fauna stanziale e si allungano i tempi di prelievo per alcune specie.  «La scelta delle altre associazioni venatorie di fare ricorso al Tar, aprendo un conflitto giudiziario nei confronti della Regione – spiega Arci Caccia -, ha di fatto ritardato un provvedimento che era possibile ottenere già nei mesi precedenti. Queste associazioni venatorie hanno dimostrato di non avere la capacità politica di rapportarsi con l’istituzione regionale, provocando un danno di immagine a tutto il mondo venatorio».   E prosegue: «Oggi si chiude un difficile periodo per i cacciatori piemontesi che hanno diritto di poter esercitare la loro passione in un quadro di certezze che solo la nuova normativa regionale può dar loro. Ora con la Regione dobbiamo portare avanti un dialogo e un confronto per conquistare entro pochi mesi una nuova legge regionale sull’attività venatoria e l’approvazione del Piano faunistico venatorio regionale».

 

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