«Così Biella diventerà smart»

«Così Biella diventerà smart»
Altro 30 Marzo 2016 ore 14:53

BIELLA - Biella è poco Smart, almeno secondo il rapporto “Smart city index 2016” presentato di recente a Roma. «Lo studio - interviene l’assessore comunale alla trasparenza, Fulvia Zago (nella foto) - risale a più di un anno fa e non tiene conto dei progetti avviati nel frattempo nell'ambito dell’Agenda Digitale di Biella, il piano strategico che riassume tutti gli interventi per migliorare il benessere dei cittadini e rendere più diretto il loro rapporto con la pubblica amministrazione attraverso il mondo dell'informatica e di internet. Contiamo di risalire di parecchi posti nella classifica al prossimo censimento».
Una novità su tutte? A partire dalla prossima estate il Comune avrà un nuovo portale.

Index 2016 misura il progetto di trasformazione della città, tra idee e progettualità indirizzate a migliorare la vivibilità e frubilità dei servizi. Utilizzando oltre 470 indicatori, lo studio classifica lo sviluppo di reti e infrastrutture intelligenti delle 116 città capoluogo italiane, misurando la loro capacità di innovare. Sono sei gli indici costruiti: dalle infrastrutture di rete, ai sensori che rilevano le informazioni, alla “delivery platform” che le elabora, permettendo di erogare applicazioni e servizi a valore aggiunto per i cittadini da parte di soggetti pubblici e privati, per arrivare a definire l’impatto dei servizi stessi, per finire con la valutazione della vision e dei piani strategici. Ad eccezione della voce delle infrastrutture, a cui viene assegnato il “semaforo verde”, che sta a indicare un buon risultato, gli altri indicatori si piazzano tutti in seconda fascia, ovvero andrebbero migliorati.

A partire dalle infrastrutture, che raggruppano telecomunicazioni, trasporto, energia e ambiente: «Sul fronte connettività la città è ben servita - prosegue l’assessore - soprattutto il centro. C’è qualche lacuna in periferia che abbiamo già provveduto a censire, ma siamo già in contatto con la Regione Piemonte per attivare il piano nazionale di banda ultralarga. Entro il prossimo anno, sulle zone cosiddette “a fallimento di mercato”, dovrà intervenire il pubblico per rimediare all’arretratezza». Da citare il piano telematico scolastico che conta di migliorare la connettività delle scuole inizialmente via radio e successivamente in fibra e gli interventi di potenziamento del WiFi urbano, già liberalizzato facendo di Biella una delle poche città in Italia dove ci si puo connettere senza autenticazione.

Sotto l’aspetto dei rilevatori del traffico, sicurezza, video-sorveglianza, illuminazione, ecc. la situazione è più che migliorabile, come racconta Zago: «Stiamo intraprendendo, insieme agli assessorati a viabilità e ambiente, un progetto internet che ha partner internazionali».  Si tratta di un servizio che viene eseguito tramite internet server, consentendo alle organizzazioni e gli individui a servire contenuti a internet. Ci sono vari livelli e vari tipi di servizi offerti. «Proprio in questi giorni - spiega Zago -  stiamo individuando quali sono quelli che ci interessano e a breve partiremo con la sperimentazione». Si tratta di un progetto che, se ritenuto valido, prenderà piede a livello nazionale: «Biella è uno dei comuni pilota, la sperimentazione nella nostra città partirà subito dopo l’estate».

«Dal punto di vista del cosiddetto “service delivery platform” - interviene ancora l’assessore alla trasparenza -  stiamo lavorando su tre fronti differenti: pagamenti, sistemi di identificazione e open data. Proprio sul servizio di open data ci stiamo impegnando parecchio e abbiamo intenzione di ampliarlo a tutto il territorio. Da parte di un ente pubblico è importante per la programmazione perché in grado di raccogliere dati di tutti tipi: qualità dell’aria, georeferenziazione, segnalazioni varie. Stiamo anche lavorando sulla dematerializzazione dei processi e dei documenti e sull’integrazione dei servizi grazie alla multicanalità. Stiamo facendo delle sperimentazioni con la Regione per i sistemi di pagamento». La novità forse più imminente è l’attivazione, già entro l’estate, del nuovo portale del Comune di Biella. «Sperimenteremo un layout, ovvero una nuova interfaccia che il Ministero vuole collaudare, con attenzione alla fruizione su smartphone e tablet che sono ora largamente utilizzate dai cittadini. Biella sarà una delle tre realtà su cui sarà sperimentata».
 
«Non serve una città smart senza dei cittadini smart. Inutile potenziare le infrastrutture se non ci viaggiano i servizi. Inutile potenziare i servizi se i cittadini non li usano. Una delle azioni dell'Agenda Digitale, riguarda l'inclusione digitale  di massa della popolazione Biellese. E' già avviato dal Comune di Cossato, partner dell'Agenda, il progetto pilota per l'inclusione degli over 55 che terminerà con i primi cento formati entro giugno. A seguire replicheremo il progetto su scala per la Città di Biella ed il restante del territorio provinciale. Perche è impensabile sviluppare un piano strategico di svecchiamento del territorio senza coinvolgere tutto il territorio, enti ed istituzioni, pubblico e privato. E questo è stato fatto con la firma del Patto del Battistero. La digitalizzazione di Biella ha già preso il volo ed a fine 2016 faremo il punto della situazione, sempre con senso critico ma anche con fierezza per i risultati ottenuti».
Shama Ciocchetti

BIELLA - Biella è poco Smart, almeno secondo il rapporto “Smart city index 2016” presentato di recente a Roma. «Lo studio - interviene l’assessore comunale alla trasparenza, Fulvia Zago (nella foto) - risale a più di un anno fa e non tiene conto dei progetti avviati nel frattempo nell'ambito dell’Agenda Digitale di Biella, il piano strategico che riassume tutti gli interventi per migliorare il benessere dei cittadini e rendere più diretto il loro rapporto con la pubblica amministrazione attraverso il mondo dell'informatica e di internet. Contiamo di risalire di parecchi posti nella classifica al prossimo censimento».
Una novità su tutte? A partire dalla prossima estate il Comune avrà un nuovo portale.

Index 2016 misura il progetto di trasformazione della città, tra idee e progettualità indirizzate a migliorare la vivibilità e frubilità dei servizi. Utilizzando oltre 470 indicatori, lo studio classifica lo sviluppo di reti e infrastrutture intelligenti delle 116 città capoluogo italiane, misurando la loro capacità di innovare. Sono sei gli indici costruiti: dalle infrastrutture di rete, ai sensori che rilevano le informazioni, alla “delivery platform” che le elabora, permettendo di erogare applicazioni e servizi a valore aggiunto per i cittadini da parte di soggetti pubblici e privati, per arrivare a definire l’impatto dei servizi stessi, per finire con la valutazione della vision e dei piani strategici. Ad eccezione della voce delle infrastrutture, a cui viene assegnato il “semaforo verde”, che sta a indicare un buon risultato, gli altri indicatori si piazzano tutti in seconda fascia, ovvero andrebbero migliorati.

A partire dalle infrastrutture, che raggruppano telecomunicazioni, trasporto, energia e ambiente: «Sul fronte connettività la città è ben servita - prosegue l’assessore - soprattutto il centro. C’è qualche lacuna in periferia che abbiamo già provveduto a censire, ma siamo già in contatto con la Regione Piemonte per attivare il piano nazionale di banda ultralarga. Entro il prossimo anno, sulle zone cosiddette “a fallimento di mercato”, dovrà intervenire il pubblico per rimediare all’arretratezza». Da citare il piano telematico scolastico che conta di migliorare la connettività delle scuole inizialmente via radio e successivamente in fibra e gli interventi di potenziamento del WiFi urbano, già liberalizzato facendo di Biella una delle poche città in Italia dove ci si puo connettere senza autenticazione.

Sotto l’aspetto dei rilevatori del traffico, sicurezza, video-sorveglianza, illuminazione, ecc. la situazione è più che migliorabile, come racconta Zago: «Stiamo intraprendendo, insieme agli assessorati a viabilità e ambiente, un progetto internet che ha partner internazionali».  Si tratta di un servizio che viene eseguito tramite internet server, consentendo alle organizzazioni e gli individui a servire contenuti a internet. Ci sono vari livelli e vari tipi di servizi offerti. «Proprio in questi giorni - spiega Zago -  stiamo individuando quali sono quelli che ci interessano e a breve partiremo con la sperimentazione». Si tratta di un progetto che, se ritenuto valido, prenderà piede a livello nazionale: «Biella è uno dei comuni pilota, la sperimentazione nella nostra città partirà subito dopo l’estate».

«Dal punto di vista del cosiddetto “service delivery platform” - interviene ancora l’assessore alla trasparenza -  stiamo lavorando su tre fronti differenti: pagamenti, sistemi di identificazione e open data. Proprio sul servizio di open data ci stiamo impegnando parecchio e abbiamo intenzione di ampliarlo a tutto il territorio. Da parte di un ente pubblico è importante per la programmazione perché in grado di raccogliere dati di tutti tipi: qualità dell’aria, georeferenziazione, segnalazioni varie. Stiamo anche lavorando sulla dematerializzazione dei processi e dei documenti e sull’integrazione dei servizi grazie alla multicanalità. Stiamo facendo delle sperimentazioni con la Regione per i sistemi di pagamento». La novità forse più imminente è l’attivazione, già entro l’estate, del nuovo portale del Comune di Biella. «Sperimenteremo un layout, ovvero una nuova interfaccia che il Ministero vuole collaudare, con attenzione alla fruizione su smartphone e tablet che sono ora largamente utilizzate dai cittadini. Biella sarà una delle tre realtà su cui sarà sperimentata».
 
«Non serve una città smart senza dei cittadini smart. Inutile potenziare le infrastrutture se non ci viaggiano i servizi. Inutile potenziare i servizi se i cittadini non li usano. Una delle azioni dell'Agenda Digitale, riguarda l'inclusione digitale  di massa della popolazione Biellese. E' già avviato dal Comune di Cossato, partner dell'Agenda, il progetto pilota per l'inclusione degli over 55 che terminerà con i primi cento formati entro giugno. A seguire replicheremo il progetto su scala per la Città di Biella ed il restante del territorio provinciale. Perche è impensabile sviluppare un piano strategico di svecchiamento del territorio senza coinvolgere tutto il territorio, enti ed istituzioni, pubblico e privato. E questo è stato fatto con la firma del Patto del Battistero. La digitalizzazione di Biella ha già preso il volo ed a fine 2016 faremo il punto della situazione, sempre con senso critico ma anche con fierezza per i risultati ottenuti».
Shama Ciocchetti