“Contaci” e i progetti d’assistenza

“Contaci” e i progetti d’assistenza
Altro 06 Ottobre 2015 ore 16:26

BIELLA - «In oncologia, dopo la parte medica, vi è il bisogno di trovare un luogo sicuro, i progetti presentati oggi danno una risposta a questo bisogno». Queste le parole introduttive di Catia Campagnolo, un’esperta per esperienza che ha aperto l’ultimo incontro per questa edizione di “Contaci”, insieme agli altri due moderatori Gianfranco Porcile e Alberto Scanni (oncologi di lungo corso). Per concludere il convegno, sabato mattina a Città Studi, c’è stata la presentazione dei dieci migliori progetti sull’assistenza dei cinquantuno inviati da tutta Italia. A giudicare i progetti ed intervenire durante l’esposizione sono stati: l’oncologo Maurizio Cantone, l’infermiera Franca Savia, la psicologa Giovanna Ferrandes, l’esperta per esperienza Mia Lazzarini, l’artista Stefano Giacomelli ed il medico di famiglia Maria Grazia Fiori. L’eterogeneità di questa giuria ha permesso di avere più punti di vista sui progetti, che sono stati valutati in base all’innovazione, alla coerenza e alla replicabilità. 
Tra i progetti, due sono attivi già da tempo nel territorio biellese, uno incentrato sullo stile di vita e sull’alimentazione (del dipartimento rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta) e l’altro, del Fondo Elvo e Edo Tempia, propone una rete integrata di servizi e mette a disposizione dei pazienti attività per prendersi cura di sé per mezzo di esercizio fisico e di svago. Amici dell’oncologia Onlus di Verbania si rende disponibile a supportare paziente e/o la famiglia con difficoltà, e a facilitare ad esempio il trasporto verso i centri specializzati, mentre Oncologia Medica 1 (istituto oncologico Veneto) ha presentato l’ambulatorio multidisciplinare di osteoncologia, che permette al paziente di essere visitato e di poter discutere con più specialisti, e l’ambulatorio multidisciplinare di cure simultanee, che integra le cure palliative nell’ambito delle cure oncologiche. Dei diritti e i bisogni dei pazienti in ambito lavorativo si occupa Dipo XVI di Lecco, che ha riunito in un ufficio di tipo istituzionale tredici associazioni di volontariato e ha creato una guida, in cui si trovano le normative inerenti e gli indirizzi utili per i pazienti e le loro famiglie. Novartis (industria farmaceutica) mette a disposizione cinque centri per incontri in cui il paziente può fare domande a degli specialisti, questo permette di “salvare tempo”, perché un paziente informato crea una miglior alleanza con il clinico. Servizio di psicologia direzione sanitaria di presidio (Aso Santa Croce e Carle di Cuneo) e Uo oncologia medica (sede di San Benedetto del Tronto) hanno presentato due progetti narrativi, che hanno come obbiettivo quello di migliorare la qualità della vita del paziente, che raccontandosi non si richiude in se stesso ma acquisisce consapevolezza di sé. Un altro programma che si basa sulla qualità della vita è quello di Ugi centro genitori italiani contro il tumore dei bambini Onlus, che ha creato dei laboratori ludico didattici per i ragazzi di età compresa tra i 13 ai 20 anni, le attività proposte cambiano il modo in cui gli adolescenti vedono la malattia e il mondo, che non è solo più quello ospedaliero ma anche quello reale, grazie a questa presentazione si è evidenziato quanto sia importante l’assistenza dei più giovani e delle loro famiglie, e di come invece a volte ce ne si dimentichi. 
Per avere maggiori informazioni sui progetti è possibile consultarli sul sito di “Contaci”: www.contaci.org.
Matilde Vallese

BIELLA - «In oncologia, dopo la parte medica, vi è il bisogno di trovare un luogo sicuro, i progetti presentati oggi danno una risposta a questo bisogno». Queste le parole introduttive di Catia Campagnolo, un’esperta per esperienza che ha aperto l’ultimo incontro per questa edizione di “Contaci”, insieme agli altri due moderatori Gianfranco Porcile e Alberto Scanni (oncologi di lungo corso). Per concludere il convegno, sabato mattina a Città Studi, c’è stata la presentazione dei dieci migliori progetti sull’assistenza dei cinquantuno inviati da tutta Italia. A giudicare i progetti ed intervenire durante l’esposizione sono stati: l’oncologo Maurizio Cantone, l’infermiera Franca Savia, la psicologa Giovanna Ferrandes, l’esperta per esperienza Mia Lazzarini, l’artista Stefano Giacomelli ed il medico di famiglia Maria Grazia Fiori. L’eterogeneità di questa giuria ha permesso di avere più punti di vista sui progetti, che sono stati valutati in base all’innovazione, alla coerenza e alla replicabilità. 
Tra i progetti, due sono attivi già da tempo nel territorio biellese, uno incentrato sullo stile di vita e sull’alimentazione (del dipartimento rete oncologica Piemonte e Valle d’Aosta) e l’altro, del Fondo Elvo e Edo Tempia, propone una rete integrata di servizi e mette a disposizione dei pazienti attività per prendersi cura di sé per mezzo di esercizio fisico e di svago. Amici dell’oncologia Onlus di Verbania si rende disponibile a supportare paziente e/o la famiglia con difficoltà, e a facilitare ad esempio il trasporto verso i centri specializzati, mentre Oncologia Medica 1 (istituto oncologico Veneto) ha presentato l’ambulatorio multidisciplinare di osteoncologia, che permette al paziente di essere visitato e di poter discutere con più specialisti, e l’ambulatorio multidisciplinare di cure simultanee, che integra le cure palliative nell’ambito delle cure oncologiche. Dei diritti e i bisogni dei pazienti in ambito lavorativo si occupa Dipo XVI di Lecco, che ha riunito in un ufficio di tipo istituzionale tredici associazioni di volontariato e ha creato una guida, in cui si trovano le normative inerenti e gli indirizzi utili per i pazienti e le loro famiglie. Novartis (industria farmaceutica) mette a disposizione cinque centri per incontri in cui il paziente può fare domande a degli specialisti, questo permette di “salvare tempo”, perché un paziente informato crea una miglior alleanza con il clinico. Servizio di psicologia direzione sanitaria di presidio (Aso Santa Croce e Carle di Cuneo) e Uo oncologia medica (sede di San Benedetto del Tronto) hanno presentato due progetti narrativi, che hanno come obbiettivo quello di migliorare la qualità della vita del paziente, che raccontandosi non si richiude in se stesso ma acquisisce consapevolezza di sé. Un altro programma che si basa sulla qualità della vita è quello di Ugi centro genitori italiani contro il tumore dei bambini Onlus, che ha creato dei laboratori ludico didattici per i ragazzi di età compresa tra i 13 ai 20 anni, le attività proposte cambiano il modo in cui gli adolescenti vedono la malattia e il mondo, che non è solo più quello ospedaliero ma anche quello reale, grazie a questa presentazione si è evidenziato quanto sia importante l’assistenza dei più giovani e delle loro famiglie, e di come invece a volte ce ne si dimentichi. 
Per avere maggiori informazioni sui progetti è possibile consultarli sul sito di “Contaci”: www.contaci.org.
Matilde Vallese