Colombo e Rigola fino a 70 anni?

Colombo e Rigola fino a 70 anni?
Altro 29 Febbraio 2012 ore 19:08

«In pensione a 70 anni? Se ce lo consentiranno, la risposta è sì». A parlare sono i due presidi decani del biellese, Pier Ercole Colombo e Franco Rigola, alla guida rispettivamente del Liceo scientifico e dell’Itis di Biella. Entrambi hanno infatti presentato domanda al Ministero per prolungare ulteriormente la loro lunga carriera. «Ma è ancora presto - ci tiene a precisare Rigola,  66 anni quest’anno, gli stessi del collega - per sapere se le nostre richieste di rimanere in servizio fino a 70 anni verranno accettate. E l’esito della questione non è poi così scontato».

In attesa. La scorsa estate i due presidi avevano ottenuto il prolungamento del loro incarico fino ai 67 anni di età. L’ultima legge finanziaria però, facendo riferimento alla giurisprudenza europea, ha stabilito la possibilità per i dirigenti scolastici che ne avessero fatto richiesta di ricoprire il proprio incarico fino ai 70 anni. Ora Colombo e Rigola sono in attesa di conoscere il proprio futuro.

Avanti ancora. Colombo è approdato al liceo di via Galimberti nel 1992, dopo aver diretto diverse scuole medie della provincia, l’istituto superiore “Marchetti” di Gemona del Friuli ed il “Bona”. La scorsa estate aveva detto che per lui la pensione poteva ancora aspettare. «La scuola - aveva rivelato - è ormai diventata la mia seconda casa e poi non me la sento di lasciare proprio ora, nel bel mezzo di una riforma». Dello stesso parere era stato anche Rigola, da 33 anni preside all’Itis di via Rosselli. Nemmeno i problemi di salute avuti qualche anno fa gli avevano impedito di continuare a lavorare per il bene dell’istituto. «Non riesco proprio ad immaginarmi da pensionato - aveva dichiarato ad agosto - e inoltre è in corso una riforma da seguire attentamente, tenendo conto che io faccio parte della commissione costituita ad hoc. Senza dimenticare che ad ottobre ha preso il via anche il nuovo corso biennale Its (Istituto tecnico superiore) per il made in Italy, sistema tessile, abbigliamento e moda. Di lavoro da fare, quindi, ce n’è ancora molto e per questo non intendo mettermi da parte».