Città Studi salva, aeroporto no

Città Studi salva, aeroporto no
Altro 19 Giugno 2012 ore 11:54

La Regione ha deciso: mette in vendita quote nelle sue società per 90 milioni di euro, ma se per l’aeroporto gestito da Sace a Vergnasco non c’è nulla da fare, per Città Studi la salvezza del contributo  e della partecipazione regionale è garantita. E’ scritto nel piano messo a punto dall’assessore Elena Maccanti che, dopo quasi due anni, è pronto per essere discusso.

L’obiettivo è fare cassa, ma anche un po’ di pulizia: l’operazione spazza via 265 poltrone e, dal punto di vista dei costi di gestione consentirà  un risparmio di 1 milione di euro all’anno. «In molti casi - ha dichiarato Maccanti - la nostra presenza oggi non ha più senso». La Regione ha attualmente quote in 59 società, alla fine della «cura dimagrante», nel 2014, resterà solo in 23. E anche nelle «sopravvissute» la partecipazione sarà ridotta.

L’operazione.   L’operazione prevede fusioni e vendite. Ad esempio, 5T e Csp, che si occupano di nuove tecnologie, confluiranno nel Csi e poi nella futura Agenzia dell’Ict. Verranno accorpate in un’unica società le tre che si occupano di sperimentazione in campo agro-alimentare. Fusione in vista per i sei parchi tecnologici piemontesi (qui le aziende si insediano per sperimentare tecnologie), che hanno complessivamente un patrimonio di 87 milioni che finirà in un fondo immobiliare.  Nei parchi tecnologici saranno incorporati i tre incubatori universitari piemontesi. Al posto degli attuali undici cda, un unico consiglio di amministrazione.

Finpiemonte. Più complessa la cessione delle società di Finpiemonte partecipazioni: una galassia variegata che spazia dalle Terme di Acqui, che nonostante le forti perdite non saranno cedute perché considerate un bene della collettività, all’Agenzia di Pollenzo, in vendita già nelle prossime settimane, alle società di energia, rifiuti, sviluppo, logistica  e aeroporti. Confermata la vendita del 4 per cento di Sagat, la cessione delle quote di Biella Vergnasco dove la Regione è primo azionista (questo metterà a serio rischio di sopravvivenza lo scalo), mentre verrebbe salvata la  Geac gestisce lo scalo di Cuneo Levaldigi. Vendite immediate anche per le quote (17,77 per cento) in Eurofidi, il più grande consorzio di garanzia fidi italiano, nel quale la Regione punta a conservare una quota minima, e in Fingranda, la finanziaria del cuneese.