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Cinghiali: è emergenza a Candelo

Cinghiali: è emergenza a Candelo
Altro 14 Novembre 2015 ore 02:17

CANDELO - Emergenza cinghiali a Candelo: lo hanno sottolineato  sedici agricoltori con una lettera al sindaco Mariella Biollino.

I cinghiali - ma è più corretto chiamarli  porcastri «ibridi nati dall’incrocio del cinghiale con la scrofa» -  stanno creando una situazione insostenibile, dicono i produttori agricoli: «I danni - affermano - sono ormai arrivati ad un livello economico non più quantificabile. Non siamo più nella possibilità di produrre il silo-mais necessario per la produzione lattifera in quanto i campi vengono sistematicamente devastati. I prati sono ridotti a campi arati impedendo il taglio dell’erba autunnale e l’erogazione dei contributi è ferma da anni. Alcune attività sportive che si svolgono sul territorio, come itinerari turistici a piedi, mountain bike e a cavallo, nei sentieri che costeggiano la Baraggia, sono seriamente compromesse. Non ultimo il rischio per i cittadini di incorrere in pericolosi incidenti a causa degli attraversamenti sulle strade». 

Chi li immette? Marco Aondio della “Tenuta La Mandria”, «la più vecchia azienda agrituristica d’Italia», è il portavoce della protesta. «Abbiamo subito danni che si aggirano sui centomila euro, chi paga?»  si chiede Aondio che rivela come «sino al 13 settembre non ci risultava nessuna rilevante presenza dei porcastri, poi c’è stata l’invasione. Ora è ovvio che qualcuno ha volontariamente immesso questi animali sul territorio, per poi cacciarli, sia per uso personale o per vendere la carne ai ristoranti, ma la loro carne serve anche per produrre salumi a basso costo.  Il problema è che poi questi animali distruggono tutto  e prolificano parecchio. Un femmina di cinghiale partorisce uno o due cinghiali all’anno, la scrofa dai 12 ai 14 porcastri. Chiediamo  ci sia la volontà politica di affrontare il problema, permettendo la selezione degli animali con  gli abbattimenti e magari chiudere la caccia agli ungulati. Ho provato anche ad incontrare i cacciatori ma è stato impossibile discutere con loro». 

A seguito della segnalazione degli agricoltori, il sindaco Mariella Biollino ha prontamente riunito, lunedì scorso  in Comune, i componenti della commissione agricoltura, i referenti delle associazioni di categoria degli agricoltori e un folto gruppo di agricoltori candelesi per analizzare il tema dei gravi danni all'agricoltura causati dai porcastri. Era presente anche il sindaco di Salussola, Carlo Cabrio, come referente dell'Unione dei Comuni della pianura biellese per tale problematica. Gli agricoltori hanno evidenziato la loro forte esasperazione e hanno sollecitato gli amministratori ad agire presso le sedi competenti. Cabrio ha spiegato come «sin dal 30 giugno dello scorso anno ci sono stati  incontri per analizzare la problematica, ma non sono arrivate risposte adeguate  dagli organi competenti, Regione, Provincia, Prefettura». Gianfranco Fasanino, segretario della Confederazione Italiana Agricoltori Biellesi,  ha sottolineato  che «la Provincia non ha redatto il piano faunistico provinciale e che molti porcastri sono stati immessi sul territorio. Tutti sollecitano un abbattimento autorizzato da parte della Provincia». 

I sindaci Biollino e Cabrio hanno richiesto ed ottenuto un incontro con i funzionari provinciali e regionali a Biella per dare risposte e certezze agli agricoltori.

Sante Tregnago

CANDELO - Emergenza cinghiali a Candelo: lo hanno sottolineato  sedici agricoltori con una lettera al sindaco Mariella Biollino.

I cinghiali - ma è più corretto chiamarli  porcastri «ibridi nati dall’incrocio del cinghiale con la scrofa» -  stanno creando una situazione insostenibile, dicono i produttori agricoli: «I danni - affermano - sono ormai arrivati ad un livello economico non più quantificabile. Non siamo più nella possibilità di produrre il silo-mais necessario per la produzione lattifera in quanto i campi vengono sistematicamente devastati. I prati sono ridotti a campi arati impedendo il taglio dell’erba autunnale e l’erogazione dei contributi è ferma da anni. Alcune attività sportive che si svolgono sul territorio, come itinerari turistici a piedi, mountain bike e a cavallo, nei sentieri che costeggiano la Baraggia, sono seriamente compromesse. Non ultimo il rischio per i cittadini di incorrere in pericolosi incidenti a causa degli attraversamenti sulle strade». 

Chi li immette? Marco Aondio della “Tenuta La Mandria”, «la più vecchia azienda agrituristica d’Italia», è il portavoce della protesta. «Abbiamo subito danni che si aggirano sui centomila euro, chi paga?»  si chiede Aondio che rivela come «sino al 13 settembre non ci risultava nessuna rilevante presenza dei porcastri, poi c’è stata l’invasione. Ora è ovvio che qualcuno ha volontariamente immesso questi animali sul territorio, per poi cacciarli, sia per uso personale o per vendere la carne ai ristoranti, ma la loro carne serve anche per produrre salumi a basso costo.  Il problema è che poi questi animali distruggono tutto  e prolificano parecchio. Un femmina di cinghiale partorisce uno o due cinghiali all’anno, la scrofa dai 12 ai 14 porcastri. Chiediamo  ci sia la volontà politica di affrontare il problema, permettendo la selezione degli animali con  gli abbattimenti e magari chiudere la caccia agli ungulati. Ho provato anche ad incontrare i cacciatori ma è stato impossibile discutere con loro». 

A seguito della segnalazione degli agricoltori, il sindaco Mariella Biollino ha prontamente riunito, lunedì scorso  in Comune, i componenti della commissione agricoltura, i referenti delle associazioni di categoria degli agricoltori e un folto gruppo di agricoltori candelesi per analizzare il tema dei gravi danni all'agricoltura causati dai porcastri. Era presente anche il sindaco di Salussola, Carlo Cabrio, come referente dell'Unione dei Comuni della pianura biellese per tale problematica. Gli agricoltori hanno evidenziato la loro forte esasperazione e hanno sollecitato gli amministratori ad agire presso le sedi competenti. Cabrio ha spiegato come «sin dal 30 giugno dello scorso anno ci sono stati  incontri per analizzare la problematica, ma non sono arrivate risposte adeguate  dagli organi competenti, Regione, Provincia, Prefettura». Gianfranco Fasanino, segretario della Confederazione Italiana Agricoltori Biellesi,  ha sottolineato  che «la Provincia non ha redatto il piano faunistico provinciale e che molti porcastri sono stati immessi sul territorio. Tutti sollecitano un abbattimento autorizzato da parte della Provincia». 

I sindaci Biollino e Cabrio hanno richiesto ed ottenuto un incontro con i funzionari provinciali e regionali a Biella per dare risposte e certezze agli agricoltori.

Sante Tregnago