Chirurgia vascolare ospedale di Biella

Chirurgia vascolare ospedale di Biella
Altro 22 Dicembre 2016 ore 20:47

Una storia che unisce sensibilità e competenza quella che ha visto al centro il reparto di chirurgia vascolare dell’ospedale di Biella. Una storia a lieto fine. Una storia che la famiglia protagonista ha voluto fortemente che venisse raccontata, perché ha un sapore particolare. Sa di umanità, di serietà, di parole semplici che aiutano a comprendere anche i termini più tecnici, di sguardi rassicuranti anche quando occorre essere consapevoli che tutto potrebbe precipitare. È una vicenda che ben rappresenta ciò su cui l’ospedale di Biella ha puntato in questi mesi: essere sempre più una realtà in cui non ci sono muri tra pazienti e medici, a prescindere da ruoli e gerarchie. 

È quanto accaduto alla famiglia di un paziente che nei giorni scorsi ha subito un delicato intervento per un aneurisma dell’aorta addominale.

Tutto inizia la prima settima di dicembre quando l’uomo – che chiameremo Mario -  73 anni, siciliano, dopo alcune peripezie viene messo in contatto con l’ospedale di Biella. Un contatto che si rivela subito immediato, una situazione che facilmente qualunque cittadino avrebbe potuto replicare. 

È il figlio, residente in città da diversi anni, che sceglie di telefonare alla chirurgia vascolare del “Degli Infermi”. “È stata una infermiera gentilissima – racconta – a rispondermi; ho chiesto se fosse possibile parlare con il primario, ma in quel momento si trovava in sala operatoria. Mi è stato detto: lasci pure i suoi recapiti a noi. Dopo circa un’ora è stato il dott. Forliti in persona, direttore della chirurgia vascolare, a richiamarmi; ero basito da una tale disponibilità”.

Dalla telefonata al biglietto aereo, il passo è stato brevissimo. Il 13 dicembre la prima visita di mio padre e un intervento che, nonostante una prima programmazione fissata per il 21, è stato poi necessario eseguire in urgenza il 15 dicembre. Anche in questa circostanza di emergenza improvvisa ogni aspetto è stato gestito con estrema organizzazione.

Tutto è andato per il meglio; adesso “Mario” sta bene e verrà dimesso domani.

La moglie, che proprio non ce la fa a non esprimere quello che prova, ci tiene a sottolineare che ogni parola sarebbe comunque riduttiva rispetto al valore che questa esperienza di cura ha rappresentato. Perché se è vero che ricevere una assistenza di qualità è un diritto di tutti i cittadini, non sempre ciò che dovrebbe essere scontato diventa una regola rispettata nella realtà.

“Noi qui – prosegue il figlio – abbiamo trovato professionalità e gentilezza, il tutto accompagnato sempre da sorrisi che, anche nei momenti più difficili, ci hanno confortato e aiutato. Un grazie speciale va al dott. Forliti e a tutta la sua équipe di medici e infermieri. Per noi sono stati veri angeli”. 

“Abbiamo avuto davvero soddisfazione, precisa ancora la moglie con un linguaggio semplice”; che per un meridionale significa: “si sono dedicati a noi, con tutta la passione che serve”.  

Valeria Arena

Una storia che unisce sensibilità e competenza quella che ha visto al centro il reparto di chirurgia vascolare dell’ospedale di Biella. Una storia a lieto fine. Una storia che la famiglia protagonista ha voluto fortemente che venisse raccontata, perché ha un sapore particolare. Sa di umanità, di serietà, di parole semplici che aiutano a comprendere anche i termini più tecnici, di sguardi rassicuranti anche quando occorre essere consapevoli che tutto potrebbe precipitare. È una vicenda che ben rappresenta ciò su cui l’ospedale di Biella ha puntato in questi mesi: essere sempre più una realtà in cui non ci sono muri tra pazienti e medici, a prescindere da ruoli e gerarchie. 

È quanto accaduto alla famiglia di un paziente che nei giorni scorsi ha subito un delicato intervento per un aneurisma dell’aorta addominale.

Tutto inizia la prima settima di dicembre quando l’uomo – che chiameremo Mario -  73 anni, siciliano, dopo alcune peripezie viene messo in contatto con l’ospedale di Biella. Un contatto che si rivela subito immediato, una situazione che facilmente qualunque cittadino avrebbe potuto replicare. 

È il figlio, residente in città da diversi anni, che sceglie di telefonare alla chirurgia vascolare del “Degli Infermi”. “È stata una infermiera gentilissima – racconta – a rispondermi; ho chiesto se fosse possibile parlare con il primario, ma in quel momento si trovava in sala operatoria. Mi è stato detto: lasci pure i suoi recapiti a noi. Dopo circa un’ora è stato il dott. Forliti in persona, direttore della chirurgia vascolare, a richiamarmi; ero basito da una tale disponibilità”.

Dalla telefonata al biglietto aereo, il passo è stato brevissimo. Il 13 dicembre la prima visita di mio padre e un intervento che, nonostante una prima programmazione fissata per il 21, è stato poi necessario eseguire in urgenza il 15 dicembre. Anche in questa circostanza di emergenza improvvisa ogni aspetto è stato gestito con estrema organizzazione.

Tutto è andato per il meglio; adesso “Mario” sta bene e verrà dimesso domani.

La moglie, che proprio non ce la fa a non esprimere quello che prova, ci tiene a sottolineare che ogni parola sarebbe comunque riduttiva rispetto al valore che questa esperienza di cura ha rappresentato. Perché se è vero che ricevere una assistenza di qualità è un diritto di tutti i cittadini, non sempre ciò che dovrebbe essere scontato diventa una regola rispettata nella realtà.

“Noi qui – prosegue il figlio – abbiamo trovato professionalità e gentilezza, il tutto accompagnato sempre da sorrisi che, anche nei momenti più difficili, ci hanno confortato e aiutato. Un grazie speciale va al dott. Forliti e a tutta la sua équipe di medici e infermieri. Per noi sono stati veri angeli”. 

“Abbiamo avuto davvero soddisfazione, precisa ancora la moglie con un linguaggio semplice”; che per un meridionale significa: “si sono dedicati a noi, con tutta la passione che serve”.  

Valeria Arena