Che successo la “vita da bomber”!

Che successo la “vita da bomber”!
Altro 08 Agosto 2015 ore 03:06

Se la guardi distrattamente è solo una maglietta. Non ha nulla di speciale, anzi sembra quasi fatta in casa. Poi inizi a vederla indossata da Bonucci, Quagliarella, Pazzini, Bertolacci, Vieri, Dybala, Iturbe e il dubbio ti viene. Non è solo una maglietta, è un’idea vincente. L’idea di due giovani biellesi, Fabio Tocco ed Emanuele Stivala, che hanno inventato lo slogan “Che fatica la vita da bomber”. Boom! Diciotto mila magliette vendute tra internet e gli 80 negozi in tutta Italia in cui è presente, 80 mila follower su Instagram, clip ogni sera su Sky Sport 24 e una mega festa al Papeete con centinaia e centinaia di persone un paio di settimane fa. Da dove nasce questo successo?

Due amici e un’idea. «Siamo due amici che avevano sempre voluto fare qualcosa assieme», si presenta così Fabio Tocco. Il primo passo è stato aprire un sito, www.thetwoshop.it: «Abbiamo capito che oltre alla nostra maglietta dovevamo avere diversi marchi ­ prosegue Tocco ­, così abbiamo creato un vero e proprio sito e­commerce di abbigliamento. Intanto abbiamo contattato dei calciatori famosi per proporgli di fare una foto con la nostra maglietta. Siamo partiti dalla Serie B, senza troppe aspettative. Invece siamo arrivati in fretta anche alla Serie A. È stata un bella sorpresa per noi». Un successo dovuto anche, se non soprattutto, ai social network. Tanto che il caso “Che fatica la vita da bomber” potrebbe essere uno di quelli che citano i manuali di marketing su come si utilizzano i nuovi media: «I social sono stati la nostra fortuna. I primi personaggi che abbiamo raggiunto sono stati Ighli Vannucchi e Pierluigi Pardo. La gente, quando vede un volto conosciuto che fa qualcosa, tende ad imitarlo. Così siamo arrivati a sempre più persone». Lo slogan piace e convince il pubblico a indossarlo: «Perché è ironico», spiega ancora Tocco. Così un giorno è arrivata una telefonata dal Papeete Beach, la famosa discoteca di Milano Marittima: «Il dj era un nostro fan, ci hanno invitato ad andare giù per capire se riuscivamo a organizzare una festa. Siamo andati senza aspettative, di solito bisogna pagare per sponsorizzare una serata. Appena arrivati abbiamo scoperto che avevano appena rifiutato una proposta dalla Swarovski. Non pensavamo di avere chance. Invece non ci hanno chiesto niente, abbiamo messo sul tavolo l’idea di una maglietta “Che fatica la vita al Papeete” ed è piaciuta. Abbiamo vestito lo staff e venduto magliette nel negozio della discoteca. Il momento più bello? Quando dei ragazzi con le nostre magliette ci hanno chiesto di fare la foto con loro. Ora faremo una sorta di tour, da Riccione a Brescia e Bergamo». Il prossimo passo è l’apertura di un negozio The Two Shop: «Sorgerà in via Vescovado 3 e aprirà a settembre. All’inaugurazione dovremmo avere Vannucchi che verrà a fare il cassiere. Nei nostri sogni è solo il primo. Mai avremmo pensato di arrivare fin qui partendo da una semplice maglietta. Ora non ci poniamo più limiti».

Il bando della discordia. Pochi mesi fa Tocco e Stivala sono arrivati secondi ad un bando provinciale per start up. A loro dovevano spettare 23.063,11 euro: «In realtà ce ne arriveranno poco più di 3.000, e non sappiamo nemmeno quando. Quando abbiamo partecipato ­ racconta ancora Fabio Tocco ­ pensavamo che anche solo 500 euro avrebbero fatto comodo, ma 23 mila sarebbero stati davvero un bell’aiuto. Poi dopo aver pubblicato l’esito la Provincia ci ha convocati per dirci che c’era un errore nella domanda e alcuni rimborsi non erano previsti. Io il bando lo avevo letto bene e sono convinto che la domanda fosse compilata nella maniera giusta. Comunque visto che quei soldi non li avremo mi piacerebbe almeno una rettifica ufficiale da parte della Provincia».

Matteo Lusiani


Se la guardi distrattamente è solo una maglietta. Non ha nulla di speciale, anzi sembra quasi fatta in casa. Poi inizi a vederla indossata da Bonucci, Quagliarella, Pazzini, Bertolacci, Vieri, Dybala, Iturbe e il dubbio ti viene. Non è solo una maglietta, è un’idea vincente. L’idea di due giovani biellesi, Fabio Tocco ed Emanuele Stivala, che hanno inventato lo slogan “Che fatica la vita da bomber”. Boom! Diciotto mila magliette vendute tra internet e gli 80 negozi in tutta Italia in cui è presente, 80 mila follower su Instagram, clip ogni sera su Sky Sport 24 e una mega festa al Papeete con centinaia e centinaia di persone un paio di settimane fa. Da dove nasce questo successo?

Due amici e un’idea. «Siamo due amici che avevano sempre voluto fare qualcosa assieme», si presenta così Fabio Tocco. Il primo passo è stato aprire un sito, www.thetwoshop.it: «Abbiamo capito che oltre alla nostra maglietta dovevamo avere diversi marchi ­ prosegue Tocco ­, così abbiamo creato un vero e proprio sito e­commerce di abbigliamento. Intanto abbiamo contattato dei calciatori famosi per proporgli di fare una foto con la nostra maglietta. Siamo partiti dalla Serie B, senza troppe aspettative. Invece siamo arrivati in fretta anche alla Serie A. È stata un bella sorpresa per noi». Un successo dovuto anche, se non soprattutto, ai social network. Tanto che il caso “Che fatica la vita da bomber” potrebbe essere uno di quelli che citano i manuali di marketing su come si utilizzano i nuovi media: «I social sono stati la nostra fortuna. I primi personaggi che abbiamo raggiunto sono stati Ighli Vannucchi e Pierluigi Pardo. La gente, quando vede un volto conosciuto che fa qualcosa, tende ad imitarlo. Così siamo arrivati a sempre più persone». Lo slogan piace e convince il pubblico a indossarlo: «Perché è ironico», spiega ancora Tocco. Così un giorno è arrivata una telefonata dal Papeete Beach, la famosa discoteca di Milano Marittima: «Il dj era un nostro fan, ci hanno invitato ad andare giù per capire se riuscivamo a organizzare una festa. Siamo andati senza aspettative, di solito bisogna pagare per sponsorizzare una serata. Appena arrivati abbiamo scoperto che avevano appena rifiutato una proposta dalla Swarovski. Non pensavamo di avere chance. Invece non ci hanno chiesto niente, abbiamo messo sul tavolo l’idea di una maglietta “Che fatica la vita al Papeete” ed è piaciuta. Abbiamo vestito lo staff e venduto magliette nel negozio della discoteca. Il momento più bello? Quando dei ragazzi con le nostre magliette ci hanno chiesto di fare la foto con loro. Ora faremo una sorta di tour, da Riccione a Brescia e Bergamo». Il prossimo passo è l’apertura di un negozio The Two Shop: «Sorgerà in via Vescovado 3 e aprirà a settembre. All’inaugurazione dovremmo avere Vannucchi che verrà a fare il cassiere. Nei nostri sogni è solo il primo. Mai avremmo pensato di arrivare fin qui partendo da una semplice maglietta. Ora non ci poniamo più limiti».

Il bando della discordia. Pochi mesi fa Tocco e Stivala sono arrivati secondi ad un bando provinciale per start up. A loro dovevano spettare 23.063,11 euro: «In realtà ce ne arriveranno poco più di 3.000, e non sappiamo nemmeno quando. Quando abbiamo partecipato ­ racconta ancora Fabio Tocco ­ pensavamo che anche solo 500 euro avrebbero fatto comodo, ma 23 mila sarebbero stati davvero un bell’aiuto. Poi dopo aver pubblicato l’esito la Provincia ci ha convocati per dirci che c’era un errore nella domanda e alcuni rimborsi non erano previsti. Io il bando lo avevo letto bene e sono convinto che la domanda fosse compilata nella maniera giusta. Comunque visto che quei soldi non li avremo mi piacerebbe almeno una rettifica ufficiale da parte della Provincia».

Matteo Lusiani


 

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